di Bruno Steri
su Liberazione del 04/12/2007
Caro Direttore,
“Liberazione” ha commentato, domenica scorsa, la vicenda del referendum costituzionale in Venezuela con un lungo articolo che inizia in prima pagina di Massimo Cavallini, chiaramente orientato in senso anti-Chavez e a favore del NO al referendum suddetto. Non comparendo alcuna altra nota redazionale in merito, tale posizione è risultata di fatto la linea del giornale (ad esempio in netto contrasto con gli articoli quanto meno problematici dedicati al tema nello stesso giorno da “il manifesto”). Sapevo – e per scrupolo ho ancora personalmente verificato – che l’opzione del Prc su un tema così delicato di politica internazionale è l’esatto opposto di quella assunta dal giornale.
Ti chiedo: è compatibile tutto ciò con un corretto rapporto tra giornale e partito? Io penso di no, perché penso che una cosa (legittima) è il pluralismo e il confronto delle opinioni; altra cosa (per nulla legittima) è, su questioni politiche essenziali, diffondere un’informazione in chiara rotta di collisione con le posizioni del Partito e assumerla di fatto come posizione propria. Con grave nocumento di una corretta immagine del Prc presso i suoi interlocutori internazionali e con il conseguente disorientamento dei lettori. Non mi spaventano ed anzi godo dei paradossi, quando sono espressi dall’arte surrealista, ma in politica possono essere devastanti.
http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=20087




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