Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 May 2009
    Messaggi
    3,847
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Thumbs up Alla faccia di chi parla male di Putin.

    Mentre in patria si esulta per la possibile nomina a Primo Ministro, la Rice commenta «In Russia mi preoccupa la concentrazione dei poteri»Nel 2006, i salari russi sono aumentati in termini reali del 12,6 per cento, gli investimenti sono cresciuti del 10,5%.
    L’aumento annuale del prodotto interno lordo è stato del 6,4 per cento.
    Nell’Occidente baciato da tutti i benefici della democrazia, del capitalismo non controllato dallo stato, e dalla globalizzazione, i salari scendono in termini reali (tranne quelli delle Caste locali), il prodotto interno lordo arranca anemico tra l’1 e il 2 per cento.
    In USA, centro del benessere democratico globale ed esportatore della democrazia, il consumatore ha tentato di compensare il calo del potere d’acquisto ed ora è mediamente insolvente, nello stato più indebitato del mondo, che ha in corso due guerre perdenti e ne vuol cominciare una terza (su ordine della nota lobby), mentre è sull’orlo di una recessione simile a quella del 1929-39, provocata dagli stessi motivi, la speculazione del capitale finanziario.
    Nel libero Occidente, banche enormi come Citigroup e Ubs dichiarano tracolli, la Deutsche Bank espone una perdita di 3,2 miliardi di dollari per essersi lasciata infinocchiare nella piramide dei mutui sub-prime, e in Inghilterra c’è stata una corsa agli sportelli.
    In Occidente, specificamente in Francia, Germania e ItaGlia, ma persino in USA, i sondaggi mostrano un’opinione pubblica sempre più ostile alla globalizzazione dei mercati, da cui ritiene di aver solo subìto perdite e peggioramenti (1).
    Dovunque fuggono all’estero i posti di lavoro e i capitali.
    In Russia - l’autocrazia - i capitali affluiscono.
    Il bilancio, secondo la banca centrale russa, è positivo per 14,5 miliardi di dollari nel 2006.
    Capitali stranieri che vogliono investirsi nella dittatura.
    Sotto Putin.



    Tanto più che dal luglio 2006, il rublo è integralmente convertibile.
    Il tasso ufficiale di cambio (26 rubli per un dollaro, 34 per un euro) è applicato senza problemi anche dalle banche dell’Unione europea, senza sconti e penalità (2).
    Forse perché lo stato dittatoriale ha un avanzo di bilancio pubblico pari al 7,7 del prodotto lordo. Inutile ricordare che l’ItaGlia ha un disavanzo enorme, e un deficit attorno al 3 per cento, che non riesce a ridurre
    Questo dev’essere successo perché il dittatore, da Mosca, ha azzerato quasi completamente il debito estero (colossale quando c’era la democrazia di Eltsin), ed ha riserve monetarie di 182 miliardi di dollari.
    Anche la bilancia commerciale è attiva, per il 5 per cento del PIL, il che fa’ della Russia la nona economia mondiale e quella che cresce di più dopo la Cina.
    Persino il Times di Londra ammette che ciò si deve «alla prudente gestione economica di mr. Putin: tuti i debiti pubblici sono stati ripagati e il paese ha riserve in valuta per 400 miliardi di dollari, la terza riserva del mondo dopo cina e Giappone».
    Inoltre, l’autocrate «ha accantonato metà degli introiti petroliferi in un fondo di stabilizzazione che vale 150 miliardi di dollari, sottraendolo ai ministri e ai politici».
    Elemento rarissimo di sanità e civiltà economica, fieno in cascina per i giorni bui.
    Né Bush né Padoa Schioppa hanno creato un fondo di stabilizzazione: anzi spendono indebitandosi, l’uno per le guerre di Israele, l’altro dilapidando a pioggia tesoretti per tacitare le varie clientele pubbliche.
    Sonia Margolina, giornalista russa che vive a Berlino, dice: «I russi guardano al futuro con un ottimismo che mancava loro da molto tempo. Il tenore di vita di gran parte della popolazione è migliorato. Il consumatore medio si preoccupa poco della democrazia e dei diritti umani e approva la politica fiduciosa del Cremlino. L’Occidente deve perdere l’illusione di obbligare la Russia ad adottare i suoi valori, il cambiamento deve avvenire dall’interno».



    Il fatto è che è l’Occidente a somigliare in modo inquietante all’Unione Sovietica di ieri: ha un sistema economico fallimentare, una popolazione che s’impoverisce, sistemi di censura, leggi che limitano la libertà personale e d’opinione, e una dirigenza screditata e ridicolizzata (secondo un sondaggio del New York Times, 95 americani su cento non hanno fiducia di come Bush conduce le sue guerre; del disprezzo che noi italiani nutriamo per i nostri politici non è nemmeno il caso di parlare), e che tuttavia è bellicista e decisa ad esportare la propria ideologia aggressivamente, anche con la sovversione negli altri paesi, finanziando «rivoluzioni colorate».
    Lo ha ammesso anche Igor Awerkin, un tizio che è definito «difensore dei diritti dell’uomo» nella dittatura di Putin.
    In una delle sue conferenze a Berlino, pagate dalle ONG americane per i diritti umani, questo Awerkin ha perso la pazienza: «Tutte le volte che vengo in Germania, ho la sensazione di provenire da uno stato fascista e di esserne vittima. Ora, la Russia non è uno stato fascista, e io non sono una vittima. Sto bene e faccio ciò che considero giusto. Dovreste smettere di darci del denaro, ce la caviamo bene da soli» (Citato da W. Seiffert).
    La sopra citata Margolina fa notare che è scomparso l’entusiasmo con cui i russi, se ne avevano i mezzi, approfittavano della nuova libertà post-sovietica per venire all’Ovest, passare le vacanze in Europa e in USA, mandare i figli a studiare l’inglese a Londra, a Malta o in America.
    Vengono in Occidente meno di prima e non hanno più fretta di imparare la lingua del dominio occidentale.
    Hanno conquistato una nuova fiducia in sé e nella propria identità - e vorremmo poter dire la stessa cosa noi europei, a cui è proposto il noto trapianto di identità: se volete essere «occidentali», dovete diventare i crociati anti-islamici per Sion.



    Non stupirà sapere che ad approvare questa nuova fiducia dei russi di non aver nulla da apprendere dall’internazionalismo capitalista («La Russia ai russi») è Aleksandr Solgenitsin.
    Il grande vecchio ha invitato pubblicamente la Russia a riprendere il posto che le spetta nel mondo, e Putin a non commettere gli errori di Nicola II, l’ultimo zar massacrato dai bolscevichi, e ha dichiarato il suo appoggio ad un «dittatore» che ha dato al popolo una nuova coscienza nazionale.
    Il tutto in uno scritto pubblicato in coincidenza con il novantesimo anniversario della rivoluzione bolscevica, e venduto in Russia in mezzo milione di copie.
    Per contro, ecco cosa ha scritto Uri Avneri sull’accoglienza delle ultime opere di Solgenitsin.
    «Da qualche anno è apparso in Russia un grosso volume di A. Solgenitsin, il premio Nobel per la letteratura conosciuto in tutto il mondo. Questo libro, dal titolo “Due secoli insieme” e che tratta della Russia e dei suoi ebrei, è stato completamente ignorato [in USA e Gran Bretagna]. Per quanto ne so, non è stato tradotto in nessuna lingua [sì in Francia e in ItaGlia], certamente non in ebraico. Ho chiesto a vari intellettuali israeliani di prima grandezza, e nessuno di loro aveva mai sentito di questo libro. Esso non appare nemmeno nella lista di Amazon.com, che pure include tutte le altre opere dell’autore» (3).
    I russi rivogliono Putin.
    Non c’è dubbio che lo rieleggeranno, stavolta come premier invece che presidente.
    Ciò, come sappiamo, perché i russi sono impermeabili alla democrazia e ai diritti umani, sono abituati all’oppressione.
    Lo riconosce anche Boris Abramowitch Berezovski, il delinquente miliardario ebreo cui Londra ha dato protezione, che su Guardian del 12 aprile ha fatto appello a rovesciare con la forza l’autocrazia di Mosca, perché «non si può cambiarla per via democratica».
    Espandere la democrazia per vie non democratiche, ecco la vera libertà.



    Non vogliamo dire che la Russia sia un paradiso utopico.
    Ma per inquadrare la situazione, proponiamo un semplice test, simile a quelli per l’ammissione truccata nelle nostre università.



    Quale paese è governato da nomenklatuure non elette (EU, FMI, WTO) e da una sotto-nomenklatura parassitaria al servizio di poteri stranieri?
    a) La Russia b) L’ItaGlia



    In quale paese la nomenklatura parassitaria si sposta in auto blindate e con scorta armata, per timore del proprio popolo che essa opprime, e chela disprezza e la odia?
    a) Russia b) ItaGlia



    In quale parte del mondo un regime screditato impoverisce i popoli ostinandosi ad applicare una «teoria scientifica» internazionalista e sbagliata, smentita dalla realtà?
    a) Russia b) Occidente



    Quale paese sta andando in rovina per l’applicazione ostinata della suddetta ideologia sbagliata?
    a) Russia b) Stati Uniti



    In quale parte del mondo il popolo si impoverisce sotto il tallone ideologico internazionalista, mentre la nomenklatura si arricchisce scandalosamente?
    a) Russia b) Occidente



    Quale parte del mondo arretra tecnologicamente e culturalmente, oppressa da un «pensiero unico»?
    a) l’Est b) L’Ovest



    Quale paese legalizza la tortura, le carceri segrete, e l’incarcerazione arbitraria senza processo e di durata indefinita di «nemici del popolo»?
    a) Russia b) Stati Uniti



    In quali paesi la classe dirigente odiata ed oppressiva non riesce ad essere espulsa dalla volontà popolare?
    a) Russia b) Stati Uniti



    In quali capitali si può incitare alla sovversione di un paese straniero e al rovesciamento del suo governo con la forza, senza essere arrestati?
    a) Mosca b) Londra



    In quali paesi la stampa si adegua volontariamente a diffondere la menzogna ufficiale, come quella sull’11 settembre, rifiutando di discutere le tesi contrarie?
    a) Russia b) Occidente



    Quale paese adotta la guerra d’invasione come mezzo unico per espandere la sua ideologia?
    a) Russia b) Stati Uniti



    In quali capitali viene censurato Solgenitsin?
    a) Mosca b) Washington



    Segnate le crocette sulle risposte giuste.
    Non si vince niente, come sempre.

    Maurizio Blondet

    --------------------------------------------------------------------------------
    Note
    1) Brian Knowlton, «Survey finds erosion of support for globalisation’s side effect», Herald Tribune, 4 ottobre 2007.
    2) Wolfgang Seiffert, «Le role de la Russie dans le nouvel ordre mondial», Rèseau Voltaire, 30 settembre 2007. Quanto alla presunta autocrazia, Seiffert ricorda che la Russia è membro del Consiglio d’Europa e designa un giudice alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, alla quale può rivolgersi ogni cittadino della federazione russa che creda violati i suoi diritti. La federazione ha inoltre un sistema di giudizio costituzionale modellato sul modello tedesco, e una costituzione che afferma la proprietà privata, la democrazia e i diritti umani.
    3) Uri Avneri, «The power of the israeli lobby», Counterpunch, 4 ottobre 2007. Di questo testo si raccomanda la lettura integrale. E’ una recensione ammirata del saggio di Walt e Mearsheimer («THE TWO professors take the bull by the horns. They deal with a subject which is absolutely taboo in the United States, a subject nobody in his right mind would even mention: the enormous influence of the pro-Israel lobby on American foreign policy»). In ItaGlia, l’ultima opera capitale di Solgenitsin, «Due secoli insieme», è stata rifiutata dalle grandi case editrici. Serve del tabù.

    Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 May 2009
    Messaggi
    3,847
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Germania: Putin ribadisce la sua amicizia per l'Europa

    Martedì 16 Ottobre 2007 – 17:12 – Andrea Perrone

    Rapporti commerciali e sanzioni all’Iran i temi portanti dell’incontro di ieri a Wiesbaden fra il presidente russo, Vladimir Putin, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Intanto, ieri sera il capo del Cremlino è partito alla volta dell’Iran dove capo Putin prenderà parte al vertice dei leader del Mar Caspio.
    Per quanto riguarda la politica internazionale il cancelliere tedesco ha confermato la volontà della Germania di procedere con le sanzioni contro Teheran e le sue scelte in campo nucleare. “Se il dialogo con l’Iran non darà risultati, saranno necessarie nuove sanzioni”, ha osservato la Merkel durante una conferenza stampa congiunta con il presidente russo. Dal canto suo, Putin ha citato l’esempio della Corea del Nord per spiegare il motivo per cui preferisce il dialogo alle sanzioni per convincere Teheran a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. “Vediamo delle evoluzioni positive nella penisola coreana”, ha spiegato Putin. “Abbiamo mostrato pazienza laggiù e abbiamo cercato gradualmente delle soluzioni. Sembra che le stiamo trovando. Riteniamo che occorra fare lo stesso per quanto riguarda il programma nucleare iraniano”, ha aggiunto. Grazie a un accordo ottenuto a fine settembre a Pechino dopo anni di negoziati, il governo nordcoreano si è impegnato a smantellare entro il 31 dicembre il suo principale sito nucleare e a fornire una lista completa del suo programma atomico. Ma Teheran non è Pyongyang. Il governo iraniano rappresenta infatti un avversario per Washington e Tel Aviv che non intendono assolutamente rinunciare a domare con qualsiasi stratagemma non escluso quello delle armi, una realtà come quella della Repubblica islamica. Putin ha fatto sapere comunque che solleverà la questione del programma nucleare iraniano nel corso della sua visita a Teheran, prevista già per ieri sera. Una conferma quella del presidente russo avvenuta nel corso della conferenza stampa con la Merkel dopo che i servizi di sicurezza della Federazione avevano fatto trapelare la notizia di un complotto ai danni del presidente del Cremlino in coincidenza della sua missione in Iran, per il vertice dei capi di Stato dei cinque Paesi che si affacciano sul Caspio.
    Per quanto riguarda l’attuale situazione della Russia, il capo del Cremlino ha dichiarato che “il coraggio economico e militare della Russia non sarà imbrigliato”. “Ci sono persone che non gradiscono il progresso della Russia - ha spiegato Putin - ma a questi voglio dire che non c’è ragione di preoccuparsi”. Secondo il presidente russo infatti “la forza militare ed economica” della Russia che non è “controllabile, imbrigliabile”, e per questo dovrebbe spingere chi ha dei timori in proposito “a cooperare” con Mosca ed a trarne vantaggio. Dichiarazioni dirette contro i tentativi di Washington di piazzare uno scudo antimissile nell’Europa orientale accerchiando ancora di più i confini della Federazione. Per quanto riguarda i rapporti con il Vecchio Continente, Putin si è detto “convinto” che la Russia manterrà la stessa politica nei confronti dell’Europa qualunque sia il nuovo capo del Cremlino nel 2008. Questa cooperazione “risponde alla volontà dei nostri cittadini e degli altri popoli europei di vivere nell’amicizia, l’intesa e il buon vicinato”, ha chiosato il presidente.
    Putin ha poi ribadito la volontà di non abbandonare la politica quando scadrà il suo secondo mandato al Cremlino, ma ha assicurato che rispetterà “la lettera e lo spirito della Costituzione”.
    “Questo - ha aggiunto - non significa assolutamente che gli attuali responsabili istituzionali non avranno diritto di prendere parte alla vita politica del proprio Paese”. Putin ha fatto sapere infatti che si candiderà come capolista del partito pro-Cremlino Russia Unita alle politiche del 2 dicembre per poi puntare a fare il premier dopo la fine del mandato presidenziale, a marzo 2008.
    Per quanto riguarda i rapporti commerciali fra Mosca e Berlino, Putin ha dichiarato che la Russia costruirà la pipeline Nord Stream come previsto. “Andremo avanti con il progetto multilaterale per la costruzione della condotta di gas Nord Stream in programma”, ha ribadito il presidente del Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin ha dato poi una forte tirata d’orecchi ai manager dell’industria tedeschi invitandoli a prendere esempio dai loro colleghi italiani in fatto di investimenti nel suo Paese. Intervenendo insieme al cancelliere Angela Merkel al Petersburger Dialog nella capitale dell’Assia, il presidente russo ha invitato nel corso della sua conferenza stampa l’industria tedesca ad aumentare gli investimenti in Russia. Con un certo sarcasmo Putin ha sottolineato che i 7 miliardi di euro complessivi investiti nel 2007 dalle aziende tedesche nel suo Paese “non sono un motivo di vanto, se si pensa che l’italiana Enel da sola ha investito di più”. Oggi sarà la volta dei Paesi che si affacciano sul Mar Caspio. Vedremo se anche lì il capo del Cremlino saprà essere protagonista della scena come lo è stato in Germania con il cancelliere tedesco.

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da RAINEWS24:

    Mosca | 31 ottobre 2007
    Putin: non ci faremmo imporre limitazioni sulla vendita delle armi

    Vladimir Putin

    La Russia non permetterà a nessuno "sulla base di valutazioni unilaterali e politicizzate" di imporre restrizioni alla fornitura di armi all'estero, in assenza di violazioni delle norme internazionali.
    L'ha detto Vladimir Putin con un chiaro riferimento alle critiche occidentali per la fornitura di armi a potenze opposte agli Usa. Putin ha inoltre rilanciato il ruolo di Mosca come fornitore "affidabile" di armamenti, e sottolineando come le esportazioni sono una voce in crescita per l'economia russa "dal 2001".
    La Russia è subito dietro gli USA come forniture di armi al mondo. Ed è forte soprattutto per armi leggere e anche nel campo dell'aviazione e della missilistica. Mosca di fatto sta vivendo un buon momento di export. I nuovi contatti con tutte le potenze opposte agli USA, hanno procurato maxi contratti nell'aviazione e nella missilistica.
    Oltre alle polemiche sul dossier iraniano, di recente la Russia ha sottoscritto contratti di fornitura con il Venezuela di Ugo Chavez e l'Indonesia.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Messaggi
    31
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Grande Vladimir!

    Ad ogni modo avevo letto che quest'anno è stato l'anno del sorpasso e che la Russia è già il primo fornitore di armi al mondo...e che armi!

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da RAINEWS24.

    Mosca | 7 novembre 2007
    La Russia approva la sospensione del trattato sulla limitazione delle armi convenzionali in Europa

    Vladimir Putin




    La Duma, il ramo basso del parlamento, ha approvato oggi all'unanimita' la sospensione del trattato sulla limitazione delle armi convenzionali in Europa
    (Cfe). La moratoria entrera' in vigore dal 12 dicembre, dopo l'approvazione da parte del Senato e della promulgazione da parte del presidente russo Vladimir Putin.


    Prima del voto, i deputati russi hanno ascoltato il Capo dello stato maggiore dell'esercito, il generale Yuri Baluevsky, secondo cui l'annullamento del Cfe, "se avverra', non sara' colpa della Russia e non sara' una perdita irrimediabile
    per il nostro stato".

    Baluevsky ha lanciato un nuovo monito ai partner internazionali: "la Russia ha avvertito numerose volte l'Occidente sulle nostre iniziative riguardo il Cfe, quindi, obiettivamente, oggi la scorta di buona volonta' e' finita".

    La Russia conferma cosi' la sospensione unilaterale, stabilita per decreto presidenziale lo scorso luglio, della partecipazione al Trattato datato 1990, per la limitazione del dispiegamento di forze convenzionali in Europa. Decisione presa in risposta ai piani americani per uno scudo antimissile in Europa centrale. Sul progetto da concretizzare in Polonia e Repubblica ceca ora gli Stati Uniti prospettano aperture nei confronti della Russia, giudicate pero' "insufficienti" per ora da Mosca.


 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 08-09-12, 10:03
  2. Ha una faccia di cazzo ma parla 16 lingue
    Di Segesto II nel forum Fondoscala
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 14-07-12, 18:43
  3. Alla faccia della faccia tosta!!!!
    Di il buttero nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 26-09-04, 01:14
  4. Cecenia: nuova batosta per gli invasori alla faccia di Putin e Berlusconi!
    Di L'Uomo Tigre nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-11-03, 16:01

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito