Testo tratto da “I documenti diplomatici italiani” (Roma, ministero degli affari esteri), ottava serie, volume VIII, pag. 190.
162.NOTA N. 14 DELL'INFORMAZIONE DIPLOMATICA1
Roma, 16 febbraio 1938.
Recenti polemiche giornalistiche hanno potuto suscitare in taluni ambienti stranieri l'impressione che il Governo Fascista sia in procinto di inaugurare una politica antisemita. Nei circoli responsabili romani si è in grado di affermare che tale impressione è completamente errata e si considerano le polemiche come suscitate soprattutto dal fatto che le correnti dell'antifascismo mondiale fanno regolarmente capo ad elementi ebraici.
Gli ambienti responsabili romani ritengono che il problema ebraico universale lo si risolve in un modo solo: creando in qualche parte del mondo, non in Palestina, lo Stato ebraico; Stato nella piena significazione della parola, in grado quindi di rappresentare e tutelare per le normali vie diplomatiche e consolari tutte le masse ebraiche disperse nei diversi Paesi. Dato che anche in Italia esistono degli ebrei, non ne consegue di necessità che esista un problema ebraico specificatamente italiano. In altri Paesi gli ebrei si contano a milioni, mentre in Italia sopra una popolazione che attinge ormai i 44 milioni di abitanti la massa degli ebrei oscilla tra le 50-60 mila unità.
Il Governo Fascista non ha mai pensato né pensa di adottare misure politiche, economiche, morali, contrarie agli ebrei, in quanto tali, eccettuato ben inteso nel caso in cui si tratti di elementi ostili al Regime.
Il Governo Fascista è inoltre risolutamente contrario a qualsiasi pressione diretta o indiretta per strappare abiure religiose o assimilazioni artificiose. La legge che regola e controlla la vita delle comunità ebraiche ha fatto buona prova e rimarrà inalterata.
Il Governo Fascista si riserva tuttavia di vigilare sulla attività degli ebrei venuti di recente nel nostro Paese e di far sì che la parte degli ebrei nella vita complessiva della Nazione non risulti sproporzionata ai meriti intrinseci dei singoli e all'importanza numerica della loro comunità.
162 1 Come risulta dal Diario di Ciano (alla data del 15 febbraio), il documento fu redatto personalmente da Mussolini.




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