Turchia, Erdogan chiederà via libera attacco nord Iraq
Reuters
Reuters - da 54 minuti
ANKARA (Reuters) - Il primo ministro turco Tayyip Erdogan chiederà al Parlamento la settimana prossima di autorizzare un'incursione militare nel nord dell'Iraq per combattere i ribelli curdi, mentre oggi l'approvazione negli Usa di una risoluzione che definisce genocidio i massacri di armeni da parte dei turchi ottomani ha provocato rabbia nel Paese.
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Gli analisti sostengono che una vasta incursione oltre confine resta improbabile, ma il governo di Erdogan chiederà l'autorizzazione dopo una festa pubblica che termina domenica, ha detto a Reuters un membro del partito al potere.
Washington teme che questo possa destabilizzare l'area più tranquilla dell'Iraq e potenzialmente la regione, ma Erdogan è sempre più sotto pressione perché agisca dopo il voto di ieri sulla questione estremamente delicata delle uccisioni di armeni nel 1915.
La Commissione affari esteri della Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato una risoluzione che definisce genocidio le uccisioni, un'accusa che la Turchia respinge con forza. La risoluzione è stata proposta da un deputato con molti armeni-americani nel suo collegio.
Gli Stati Uniti contano sulla basi turche per sostenere gli sforzi della guerra in Iraq. Un'offensiva turca nel nord dell'Iraq metterebbe seriamente a rischio i rapporti con Washington e forse danneggerebbe l'iter di accesso del Paese nella Ue.
Il responsabile della politica estera dell'Unione, Javier Solana, ha messo in guardia la Turchia da una possibile incursione.
"Qualunque possibilità di complicare ulteriormente la situazione della sicurezza in Iraq non sarebbe ben accetta e perciò questo è il messaggio che trasmettiamo ai nostri amici turchi", ha detto Solana.
Ankara dice che 3.000 ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) si trovano nel nord dell'Iraq, da dove sferrano attentati mortali in Turchia.
"La risoluzione non andrà in Parlamento oggi. Verrà inviata al Parlamento dopo (la festività pubblica di) Bayram", ha detto a Reuters un deputato del Partito Ak al potere, che ha chiesto di restare anonimo. La festa inizia domani e termina domenica.
Ankara accusa i ribelli turchi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) di aver ucciso più di 30.000 persone dal 1984, anno in cui è iniziata la battaglia per l'indipendenza del gruppo etnico nella Turchia sudorientale.




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