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  1. #1
    Sangue-Volk-Famiglia
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    Riflessioni di una donna

    RIFLESSIONI SULLA SOCIETA’ FEMMINILE

    “Per mezzo di sofisticate analisi epigrafiche, cemeteriali ed archeologiche, sappiamo oggi che in epoca arcaica greca e romana, la donna era poco più che una curiosità statistica. Su ogni 100 uomini, se ne potevano contare non più di 25 o 30, il che significa che in quelle società, attorno al 1000 a.C. o poco più tardi, su cinque creature umane una sola era di sesso femminile. E’ da aggiungere che la vita media del gruppo donne non superava i 25 anni, mentre quella dei maschi raggiungeva già i 35/38.
    Nel Primo secolo d.C. – a quanto narra Dione Cassio – il tasso si era modificato di non molto: a Roma c’erano la metà delle donne, in rapporto agli uomini, ovvero, su tre persone, una sola era femmina.
    Nei quasi venti secoli da allora, il rapporto ha continuato a migliorare, ma molto lentamente. Alla metà del secolo scorso, in Europa, le donne avevano raggiunto le 85 su 100 uomini: in alcune Nazioni tuttavia, dove il “capitale maschile” – come in Inghilterra – era emigrato a massa in America ( 14.000.000 di maschi in soli 100 anni), la “sex ratio” femminile aveva già superato la linea della parità. E questo dà conto del perché il femminismo di Mary Wollenstonecraft e Panchurst sia nato appunto a Londra, prima che in qualunque altro luogo.
    Per l’effetto dell’esplosione della medicina moderna, che ha liberato le donne dalla brutale tagliola del parto e delle febbri puerperali, il mondo femminile è a sua volta numericamente esploso a partire all’incirca dal 1920 in quasi tutta Europa, e negli Stati Uniti dal 1956. In quest’aera che per brevità chiamerò civilizzata, esiste ormai un eccesso femminile che è specularmene opposto a quello conosciuto dall’umanità duemila anni or sono. I livelli raggiunti non sono uniformi: la Russia, per un insieme di ragioni, è ad oggi la Nazione più femminile al mondo, con circa 130 donne per 100 uomini ( il che, dopotutto significa 40 milioni di Katiusce a spasso), seguita dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Francia e dall’ItaGlia, nella quale – secondo l’ultimo censimento – siamo già giunti a 108 donne per 100 uomini, con un supero di quasi due milioni di unità. Le differenze tra le Nazioni si ripeto all’interno di ogni singola Nazione: il nostro Sud, per esempio, è più femminile del Nord. Le campagne sono ancora relativamente maschili, la città più femminili d’ItaGlia è Firenze, nella quale le donne raggiungono ormai le 120 per 100.
    Le ragioni per cui questo accade sono molteplici, tutte però irreversibili. Esse condurranno tra breve ad una eccedenza femminile, in Europa calcolabile a 35 milioni di donne, con una scarsità crescente di maschi che oggi comincia già attorno al 18° anno di età. Il fenomeno si sta comunque allargando anche ai grandi serbatoi umani dell’India e della Cina, che fino a ieri possedevano una “sex ratio” assai simile a quella dell’Europa del ‘700.
    Se riflettiamo su questo quadro d’assieme, è facile osservare che le istituzioni giuridiche, le consuetudini e la morale si sono modellate nei secoli in funzione di una scarsità femminile che soltanto oggi ha cambiato di segno. Ci troviamo dunque di fronte ad una rivoluzione basale, la più impegnativa fino ad oggi verificatasi. Impreveduta e fulminante, capace di modificare radicalmente non soltanto i rapporti ancestrali tra i due sessi, ma addirittura il panorama quale ci siamo abituati, a considerare immutabile. Divenute maggioranza, le donne svilupperanno un’ideologia – guida della quale né noi né loro sappiamo nulla, e diverranno legislatrici ed ordinatrici di una nuova società, basata su una visione del mondo del tutto incognita, ma comunque diversa da quella che ci ha condotto sin qui. Questo processo è già cominciato, benché si debba dire che avvenga in quelle forme disordinate che caratterizzano i passaggi del guado.
    Il lato veramente stupefacente di tale guado è che nonostante l’attività di migliaia di gruppi femministi e la pubblicazione di centinaia di opere anche pregevoli, la base statistica alla quale ho accennato continua ad essere ignorata: benché essa sola fornisca una adeguata spiegazione razionale a quanto sta accadendo ed ancora accadrà. Così, le reali condizioni di schiavitù materiale e spirituale nelle quali le donne – disgraziatissime creature – sono state costrette a vivere per secoli, non vengono mai ricondotte al fatto che ogni donna dell’antichità era “oggetto economico” in quanto bene raro, da conservare e sorvegliare tanto quanto un lingotto d’oro. Né mai si riflette che nell’epoca presente si sta verificando una precipitosa caduta del “valore economico” della donna, sempre in funzione del numero.
    Né si riflette che agli albori del tempo, per reagire ed equilibrare in qualche modo la forza brutale dell’uomo, la donna scoperse le potenti garanzie del sesso e della debolezza. Ma esse non le erano esattamente proprie: nell’ordine naturale delle cose non alla donna spettava la esplicazione diretta dell’attività sessuale, ma quella – decisiva ai fini della selezione – di eccitatrice della competizione maschile. E neppure la debolezza era carattere specifico della donna: che, come oggi comincia a tralucere, era ed è invece fortissima sia sul piano fisico che su quello spirituale. Più dura, più coraggiosa, più longeva dell’uomo.
    Quanto io considero quale straordinario grado di flessibilità e di intuito, che la vedeva vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, mi sento pieno di ammirazione. Il mondo come lo conosciamo è stato fatto dagli uomini: ma questo ha richiesto uno sforzo enormemente inferiore a quello che hanno dovuto prestare le donne per adattarsi e sopravvivere. Dal che discende – se vogliamo stare alla logica – che il mondo di domani è un’incognita. Le donne dovranno scoprire esse stesse cosa in realtà sono. Per ora non lo sa nessuno, neppure loro.
    Al termine, c’è un’enorme domanda. Tra i mammiferi superiori la regola è quella di società composte da pochissimi maschi e molte femmine. Ma all’origine, quando stavamo ancora sugli alberi o nella savana e cioè quando gli stregoni e gli sciamani non avevano ancora cominciato a far morire le donne, quando insomma stavamo ancora nel “letto della natura”, la nostra società di preominidi era anch’essa basata sui pochi maschi e molte femmine? E’ dunque destino che ci ritorniamo? A che prezzo?

    Franco Bandini
    Canalone, 23 novembre 1992

    Fonte: http://www.larchivio. Org/xoom/bandini.htm



    Considerazioni personali

    Heilsa,
    dopo che ho intrapreso vari argomenti inerenti all’universo femminile, ma con una visione anti-femminista, vorrei fare un piccolo ragionamento. Siamo d’accordo che fare il copia incolla sia veloce, ma se non si capisce o ragiona su quel che si posta sarà difficile capirne il significato.
    Cercherò di essere concisa, almeno eviterò di annoiarvi…
    Abbiamo appurato che la popolazione, nei secoli, si è sempre più “femminilizzata”, cioè il numero delle donne ha superato, soprattutto in Europa, quello degli uomini ( è una cattiveria, ma forse avevano ragione i cinesi?) e questo è avvenuto, in buona parte, grazie a guerre ed emigrazioni. Quindi è vero che il mondo era prettamente maschile e, noi donne, oggi ci ritroviamo in una sfera che non ci appartiene. Abbiamo lottato per i nostri diritti, con la convinzione che necessitavamo della parità. Che grande farsa… NOI NON SIAMO COME GLI UOMINI e quindi il nostro ruolo deve essere nettamente diverso. La cosa triste che rincorrendo una chimera abbiamo perso il “nostro valore” nella società qualunquista odierna. Come non rendersene conto degli effetti, prima hanno colpito il cuore degli uomini, facendo pressione per concedere “diritti” alla propria compagna, poi è arrivata l’integrazione razziale, solo dopo che lo spirito maschile era in subbuglio... Avendo perso la nostra forza femminile per farci incancrenire con il femminismo, abbiamo cominciato a figliare individui senza valori ne ambizioni, non guerrieri ma abili “furbetti del quartiere”. Il discorso è lungo e complicato e vorrei arrivare al dunque. Visto la maggior percentuale di donne sugli uomini, è lecito dire che il nostro potere politico e amministrativo, a livello di voto, è decisivo; e visto che alla maggior percentuale di noi non interessa l’andazzo del Paese – lo notiamo con una bassissima percentuale di utenti nei forum di politica (soprattutto di “destra” o dintorni) e non solo nelle “quote rosa” – sarebbe consigliabile TOGLIERE IL VOTO ALLE DONNE.
    Lo so che è un’affermazione forte e fatta da una donna lo è ancora di più, ma dobbiamo essere obiettive. Non che noi donne non siamo in grado di fare o parlare di politica, ma semplicemente è un campo che dovremmo lasciare libero a chi la faceva prima di noi. Abbiamo così tante cose alle quali dedicarci… Che nessuna si senta offesa, premetto che parlo sempre della maggioranza e non di quelle poche donne che usano la testa per pensare e non per tenere su i bigodini!!! Sapete, mi piacerebbe fare una prova, candidare Maria de Filippi… sono certa che sbaraglierebbe tutti e ce la ritroveremmo come Capo dello Stato. Magari questo fa sorridere, ma, se ci pensate bene, non sarebbe una situazione così inverosimile… basta guardare verso la “casta”…

    Per salutare vorrei citare Valentine de Saint Point:
    "Donne, invece di ridurre l'uomo alla schiavitù dei squallidi bisogni sentimentali, spingete i vostri figli e i vostri uomini a superare sè stessi. Voi li avete fatti. Voi potete tutto su di loro. All'Umanità dovete degli Eroi. Dateglieli."

  2. #2
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    il periodo di tempo che stiamo vivendo è oltremodo interessante per le indicazioni che episodicamente fornisce, mai captate peraltro dai mezzi di comunicazione incaricati(si).

  3. #3
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    non ho apprezzato particolarmente l'articolo di Bandini, il suo invece (di longobardicat) lo trovo oltremodo controcorrente.
    Sarebbe bello che su questo tema intervenissero tante persone e ognuna apportasse un'idea per chiarificare la situazione che è veramente difficile.
    A mio avviso le donne sono effettivamente diverse dagli uomini, sia fisicamente che spiritualmente ma non mi spingo assolutamente a condividere che non possano o non debbano votare.
    Non condivido che i figli di oggi siano dei "furbetti di quartiere" e nemmeno che la colpa di questo sarebbe imputabile alle donne che non saprebbero più forgiare dei guerrireri.
    Oggi c'è bisogno di gente che ragiona con la sua testa e non di soldati ebeti al comando del primo burattinaio.
    Valentine de... non sà che i figli nascono da uomini e donne in comunione e non sono di esclusiva proprietà delle madri. In quanto al ridurre l'uomo in schiavitù, aspettiamo un momentino, magari qualcuno non è d'accordo.
    saluti

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da longobardicat Visualizza Messaggio
    RIFLESSIONI SULLA SOCIETA’ FEMMINILE

    “Per mezzo di sofisticate analisi epigrafiche, cemeteriali ed archeologiche, sappiamo oggi che in epoca arcaica greca e romana, la donna era poco più che una curiosità statistica. Su ogni 100 uomini, se ne potevano contare non più di 25 o 30, il che significa che in quelle società, attorno al 1000 a.C. o poco più tardi, su cinque creature umane una sola era di sesso femminile. E’ da aggiungere che la vita media del gruppo donne non superava i 25 anni, mentre quella dei maschi raggiungeva già i 35/38.
    Nel Primo secolo d.C. – a quanto narra Dione Cassio – il tasso si era modificato di non molto: a Roma c’erano la metà delle donne, in rapporto agli uomini, ovvero, su tre persone, una sola era femmina.
    Nei quasi venti secoli da allora, il rapporto ha continuato a migliorare, ma molto lentamente. Alla metà del secolo scorso, in Europa, le donne avevano raggiunto le 85 su 100 uomini: in alcune Nazioni tuttavia, dove il “capitale maschile” – come in Inghilterra – era emigrato a massa in America ( 14.000.000 di maschi in soli 100 anni), la “sex ratio” femminile aveva già superato la linea della parità. E questo dà conto del perché il femminismo di Mary Wollenstonecraft e Panchurst sia nato appunto a Londra, prima che in qualunque altro luogo.
    Per l’effetto dell’esplosione della medicina moderna, che ha liberato le donne dalla brutale tagliola del parto e delle febbri puerperali, il mondo femminile è a sua volta numericamente esploso a partire all’incirca dal 1920 in quasi tutta Europa, e negli Stati Uniti dal 1956. In quest’aera che per brevità chiamerò civilizzata, esiste ormai un eccesso femminile che è specularmene opposto a quello conosciuto dall’umanità duemila anni or sono. I livelli raggiunti non sono uniformi: la Russia, per un insieme di ragioni, è ad oggi la Nazione più femminile al mondo, con circa 130 donne per 100 uomini ( il che, dopotutto significa 40 milioni di Katiusce a spasso), seguita dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Francia e dall’ItaGlia, nella quale – secondo l’ultimo censimento – siamo già giunti a 108 donne per 100 uomini, con un supero di quasi due milioni di unità. Le differenze tra le Nazioni si ripeto all’interno di ogni singola Nazione: il nostro Sud, per esempio, è più femminile del Nord. Le campagne sono ancora relativamente maschili, la città più femminili d’ItaGlia è Firenze, nella quale le donne raggiungono ormai le 120 per 100.
    Le ragioni per cui questo accade sono molteplici, tutte però irreversibili. Esse condurranno tra breve ad una eccedenza femminile, in Europa calcolabile a 35 milioni di donne, con una scarsità crescente di maschi che oggi comincia già attorno al 18° anno di età. Il fenomeno si sta comunque allargando anche ai grandi serbatoi umani dell’India e della Cina, che fino a ieri possedevano una “sex ratio” assai simile a quella dell’Europa del ‘700.
    Se riflettiamo su questo quadro d’assieme, è facile osservare che le istituzioni giuridiche, le consuetudini e la morale si sono modellate nei secoli in funzione di una scarsità femminile che soltanto oggi ha cambiato di segno. Ci troviamo dunque di fronte ad una rivoluzione basale, la più impegnativa fino ad oggi verificatasi. Impreveduta e fulminante, capace di modificare radicalmente non soltanto i rapporti ancestrali tra i due sessi, ma addirittura il panorama quale ci siamo abituati, a considerare immutabile. Divenute maggioranza, le donne svilupperanno un’ideologia – guida della quale né noi né loro sappiamo nulla, e diverranno legislatrici ed ordinatrici di una nuova società, basata su una visione del mondo del tutto incognita, ma comunque diversa da quella che ci ha condotto sin qui. Questo processo è già cominciato, benché si debba dire che avvenga in quelle forme disordinate che caratterizzano i passaggi del guado.
    Il lato veramente stupefacente di tale guado è che nonostante l’attività di migliaia di gruppi femministi e la pubblicazione di centinaia di opere anche pregevoli, la base statistica alla quale ho accennato continua ad essere ignorata: benché essa sola fornisca una adeguata spiegazione razionale a quanto sta accadendo ed ancora accadrà. Così, le reali condizioni di schiavitù materiale e spirituale nelle quali le donne – disgraziatissime creature – sono state costrette a vivere per secoli, non vengono mai ricondotte al fatto che ogni donna dell’antichità era “oggetto economico” in quanto bene raro, da conservare e sorvegliare tanto quanto un lingotto d’oro. Né mai si riflette che nell’epoca presente si sta verificando una precipitosa caduta del “valore economico” della donna, sempre in funzione del numero.
    Né si riflette che agli albori del tempo, per reagire ed equilibrare in qualche modo la forza brutale dell’uomo, la donna scoperse le potenti garanzie del sesso e della debolezza. Ma esse non le erano esattamente proprie: nell’ordine naturale delle cose non alla donna spettava la esplicazione diretta dell’attività sessuale, ma quella – decisiva ai fini della selezione – di eccitatrice della competizione maschile. E neppure la debolezza era carattere specifico della donna: che, come oggi comincia a tralucere, era ed è invece fortissima sia sul piano fisico che su quello spirituale. Più dura, più coraggiosa, più longeva dell’uomo.
    Quanto io considero quale straordinario grado di flessibilità e di intuito, che la vedeva vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, mi sento pieno di ammirazione. Il mondo come lo conosciamo è stato fatto dagli uomini: ma questo ha richiesto uno sforzo enormemente inferiore a quello che hanno dovuto prestare le donne per adattarsi e sopravvivere. Dal che discende – se vogliamo stare alla logica – che il mondo di domani è un’incognita. Le donne dovranno scoprire esse stesse cosa in realtà sono. Per ora non lo sa nessuno, neppure loro.
    Al termine, c’è un’enorme domanda. Tra i mammiferi superiori la regola è quella di società composte da pochissimi maschi e molte femmine. Ma all’origine, quando stavamo ancora sugli alberi o nella savana e cioè quando gli stregoni e gli sciamani non avevano ancora cominciato a far morire le donne, quando insomma stavamo ancora nel “letto della natura”, la nostra società di preominidi era anch’essa basata sui pochi maschi e molte femmine? E’ dunque destino che ci ritorniamo? A che prezzo?

    Franco Bandini
    Canalone, 23 novembre 1992

    Fonte: http://www.larchivio. Org/xoom/bandini.htm



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    Heilsa,
    dopo che ho intrapreso vari argomenti inerenti all’universo femminile, ma con una visione anti-femminista, vorrei fare un piccolo ragionamento. Siamo d’accordo che fare il copia incolla sia veloce, ma se non si capisce o ragiona su quel che si posta sarà difficile capirne il significato.
    Cercherò di essere concisa, almeno eviterò di annoiarvi…
    Abbiamo appurato che la popolazione, nei secoli, si è sempre più “femminilizzata”, cioè il numero delle donne ha superato, soprattutto in Europa, quello degli uomini ( è una cattiveria, ma forse avevano ragione i cinesi?) e questo è avvenuto, in buona parte, grazie a guerre ed emigrazioni. Quindi è vero che il mondo era prettamente maschile e, noi donne, oggi ci ritroviamo in una sfera che non ci appartiene. Abbiamo lottato per i nostri diritti, con la convinzione che necessitavamo della parità. Che grande farsa… NOI NON SIAMO COME GLI UOMINI e quindi il nostro ruolo deve essere nettamente diverso. La cosa triste che rincorrendo una chimera abbiamo perso il “nostro valore” nella società qualunquista odierna. Come non rendersene conto degli effetti, prima hanno colpito il cuore degli uomini, facendo pressione per concedere “diritti” alla propria compagna, poi è arrivata l’integrazione razziale, solo dopo che lo spirito maschile era in subbuglio... Avendo perso la nostra forza femminile per farci incancrenire con il femminismo, abbiamo cominciato a figliare individui senza valori ne ambizioni, non guerrieri ma abili “furbetti del quartiere”. Il discorso è lungo e complicato e vorrei arrivare al dunque. Visto la maggior percentuale di donne sugli uomini, è lecito dire che il nostro potere politico e amministrativo, a livello di voto, è decisivo; e visto che alla maggior percentuale di noi non interessa l’andazzo del Paese – lo notiamo con una bassissima percentuale di utenti nei forum di politica (soprattutto di “destra” o dintorni) e non solo nelle “quote rosa” – sarebbe consigliabile TOGLIERE IL VOTO ALLE DONNE.
    Lo so che è un’affermazione forte e fatta da una donna lo è ancora di più, ma dobbiamo essere obiettive. Non che noi donne non siamo in grado di fare o parlare di politica, ma semplicemente è un campo che dovremmo lasciare libero a chi la faceva prima di noi. Abbiamo così tante cose alle quali dedicarci… Che nessuna si senta offesa, premetto che parlo sempre della maggioranza e non di quelle poche donne che usano la testa per pensare e non per tenere su i bigodini!!! Sapete, mi piacerebbe fare una prova, candidare Maria de Filippi… sono certa che sbaraglierebbe tutti e ce la ritroveremmo come Capo dello Stato. Magari questo fa sorridere, ma, se ci pensate bene, non sarebbe una situazione così inverosimile… basta guardare verso la “casta”…

    Per salutare vorrei citare Valentine de Saint Point:
    "Donne, invece di ridurre l'uomo alla schiavitù dei squallidi bisogni sentimentali, spingete i vostri figli e i vostri uomini a superare sè stessi. Voi li avete fatti. Voi potete tutto su di loro. All'Umanità dovete degli Eroi. Dateglieli."
    Noto, con grande disappunto, che anche in un ambiente indipendentista, quando si parla del passato ci si riferisce alla storia ufficiale, al mondo greco e romano.
    Nel mondo celto-germanico la donna non era inferiore.

    Bodicca e Brunilde si rivolteranno nella tomba.

  5. #5
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    mi pare importante questa notazione :
    "il mondo di domani è un’incognita. Le donne dovranno scoprire esse stesse cosa in realtà sono. Per ora non lo sa nessuno, neppure loro."
    l'equivoco sono i ruoli, per tutti. forse è meglio che ciascuno giochi il "suo" ruolo, dopo averlo scoperto, naturalmente.

  6. #6
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    Le donne al giorno d'oggi sono figlie e schiave del sistema.

    Tentano di invertire il ruolo che è per Natura loro, quello della custodia della Cassa e dell'allevamento dei Figli. Un ruolo che è molto, troppo importante per il proseguo di qualsiasi Cultura nei secoli. Per questo è subito stato messo in discussione dai soliti padroni illuminati, che hanno bombardato le nostre Donne con messaggi più o meno velati(non c'è bisogno di ricordare le trame delle telenovele come beatiful... o telefilm come sex&the city, o programmi d'intrattenimento come i maria de filippi...e inoltre inviterei a chiedervi, come mai il giornale principe dei nuovi valori della donna moderna, quel vanity fair in cui scrivono mentana & gad lerner, costa solo 1,50 € a settimana? con cosi tanti servizi, con una qualità di foto, e carta ai massimi livelli? come fanno a permettersi di andare avanti facendo pagare cosi poco?).
    I risultati li abbiamo davanti agli occhi, donne in carriera, con figlio unico parcheggiato a scuola-televisione-corso di... -televisione- cena preconfezionata- televisione, che segue corsi in palestra per mantenersi giovane e dimostrare 10 anni in meno(forse una vita migliore le renderebbe meno stressate e di conseguenza più giovani?), ma tremendamente DEPRESSE E VUOTE.
    Così si mina uno dei pilastri fondamentali del proseguo della nostra Cultura, il ruolo della Donna in Famiglia, creando un esercito di donnemanager sterilizzate per scelta, veline da bordello e modelle anoressiche da pronto soccorso.
    Intanto, nel silenzio + assoluto, le donne islamiche continuano a figliare... e a preoccuparsi che in casa vada tutto bene per il futuro...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Gioàn Padàn Visualizza Messaggio
    Le donne al giorno d'oggi sono figlie e schiave del sistema.

    Tentano di invertire il ruolo che è per Natura loro, quello della custodia della Cassa e dell'allevamento dei Figli. Un ruolo che è molto, troppo importante per il proseguo di qualsiasi Cultura nei secoli. Per questo è subito stato messo in discussione dai soliti padroni illuminati, che hanno bombardato le nostre Donne con messaggi più o meno velati(non c'è bisogno di ricordare le trame delle telenovele come beatiful... o telefilm come sex&the city, o programmi d'intrattenimento come i maria de filippi...e inoltre inviterei a chiedervi, come mai il giornale principe dei nuovi valori della donna moderna, quel vanity fair in cui scrivono mentana & gad lerner, costa solo 1,50 € a settimana? con cosi tanti servizi, con una qualità di foto, e carta ai massimi livelli? come fanno a permettersi di andare avanti facendo pagare cosi poco?).
    I risultati li abbiamo davanti agli occhi, donne in carriera, con figlio unico parcheggiato a scuola-televisione-corso di... -televisione- cena preconfezionata- televisione, che segue corsi in palestra per mantenersi giovane e dimostrare 10 anni in meno(forse una vita migliore le renderebbe meno stressate e di conseguenza più giovani?), ma tremendamente DEPRESSE E VUOTE.
    Così si mina uno dei pilastri fondamentali del proseguo della nostra Cultura, il ruolo della Donna in Famiglia, creando un esercito di donnemanager sterilizzate per scelta, veline da bordello e modelle anoressiche da pronto soccorso.
    Intanto, nel silenzio + assoluto, le donne islamiche continuano a figliare... e a preoccuparsi che in casa vada tutto bene per il futuro...
    Sembrerebbe che il mondo islamico sia il futuro e noi destinati all'estinzione ma le assicuro che non è così.
    Oggi comanda la tecnologia e chi ha tecnologia siamo noi occidentali, i negri, gli arabi e i gialli sono solo carne da macello.
    Scommetto tutto quello che possiedo che tra 10 anni le arabe convertite al modernismo saranno 1000 volte di più delle occidentali convertite all'islamismo.
    saluti

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Noto, con grande disappunto, che anche in un ambiente indipendentista, quando si parla del passato ci si riferisce alla storia ufficiale, al mondo greco e romano.
    Nel mondo celto-germanico la donna non era inferiore.

    Bodicca e Brunilde si rivolteranno nella tomba.
    Heilsa Eridano,
    ma quando mai si è parlato d'inferiorità? Io parlo di una diversità tra uomo e donna che è naturale...
    Aver ottenuto la cosiddetta parità vuol dire ammettere che l'uomo è donna e la donna è uomo

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da francodisassoni Visualizza Messaggio
    non ho apprezzato particolarmente l'articolo di Bandini, il suo invece (di longobardicat) lo trovo oltremodo controcorrente.
    Sarebbe bello che su questo tema intervenissero tante persone e ognuna apportasse un'idea per chiarificare la situazione che è veramente difficile.
    A mio avviso le donne sono effettivamente diverse dagli uomini, sia fisicamente che spiritualmente ma non mi spingo assolutamente a condividere che non possano o non debbano votare.
    Non condivido che i figli di oggi siano dei "furbetti di quartiere" e nemmeno che la colpa di questo sarebbe imputabile alle donne che non saprebbero più forgiare dei guerrireri.
    Oggi c'è bisogno di gente che ragiona con la sua testa e non di soldati ebeti al comando del primo burattinaio.
    Valentine de... non sà che i figli nascono da uomini e donne in comunione e non sono di esclusiva proprietà delle madri. In quanto al ridurre l'uomo in schiavitù, aspettiamo un momentino, magari qualcuno non è d'accordo.
    saluti
    Heilsa Franco,
    ma che novità che non era d'accordo...
    Anche se dovessi affermare che la Terra non è piatta avrebbe da ridire, e lei continua a chiamarla discussione...
    Comunque come sempre rispetto il suo pensiero diverso dal mio, ci mancherebbe...
    Comunque ho fatto un semplice calcolo sulla situazione odierna: maggior percentuale di donne=donne disinteressate alla politica=togliere loro il voto...
    E lo dimostro con 117 visite sul mio post e non una donna che si sia degnata di rispondere, positivamente o negativamente...
    Posso tranquillamente dire: COME VOLESI DIMOSTRARE!!!

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    La società si fa femmina e mancano padri di qualità
    di Alessandra Graziottin - 02/07/2007


    Di che cosa hanno bisogno i bambini e gli adolescenti di oggi? Di padri presenti e di qualità, oggi più di ieri. La ragione? Mentre in passato la figura maschile/paterna, con tutta la sua forza normativa, era il pilastro della società (non a caso definita patriarcale, nel bene e nel male) oggi assistiamo ad una fortissima femminilizzazione delle società occidentali, specie nell'educazione. Il che non è del tutto positivo, contrariamente al pensiero comune.
    Il fatto: in casa, i bambini vivono sempre più in nuclei costituiti dalla sola madre, spesso lontano dalle famiglie di origine, il che priva i bambini non solo di una presenza paterna costante, ma anche di figure sostitutive stabili, quali possono essere il nonno o uno zio di qualità. A scuola, materne e primarie hanno ormai insegnanti donna nel 90% dei casi. La percentuale scende di poco alle medie e solo alle superiori si può arrivare, nei casi più felici, ad un terzo di insegnanti uomini. Questo squilibrio tra presenze femminili - ora nettamente dominanti - nella vita dei piccoli, rispetto alle figure maschili non è privo di conseguenze.

    Questo eccesso di "weltanshauung", di concezione e visione del mondo femminile, come dicono i tedeschi, comporta infatti innanzitutto una carenza di modelli di riferimento, di identità e di ruolo, di tipo maschile, nella vita reale dei nostri piccoli.

    Con quali conseguenze? Da un lato, una riduzione delle possibilità di costruire una solida identità maschile: basti guardare il crescente numero di adolescenti maschi fragili e insicuri, specie in ambito urbano metropolitano (dove sono massime le famiglie mononucleari costituite da madri sole, o con padri assenti, e lontane dalle famiglie di origine). Fragilità dell'Io, insicurezza, scarse possibilità di interagire con un padre presente, solido e affettuoso, privano il figlio maschio di un modello di riferimento su cui costruire la propria identità. Dell'importanza dei "neuroni specchio", le cellule nervose che rispecchiano un comportamento fino a consentire di realizzarlo, abbiamo già parlato. Essi sono essenziali in tutto il processo di apprendimento: il guardare (ma anche l'ascoltare) un adulto amato, genitore in primis, stimola il cervello costituendo tutta una serie di modelli di riferimento comportamentali, psichici, attitudinali, e perfino sportivi o professionali. Attraverso l'imitazione degli aspetti del padre in cui il figlio si riconosce sta la base non solo della continuità affettiva, oltre che genetica, della famiglia, ma anche la qualità del suo apporto maschile alla società. Certo anche in passato c'erano figure paterne negative. Complessivamente, tuttavia, il tanto vituperato sistema patriarcale aveva un pregio indiscutibile: la capacità di trasmettere delle regole chiare di comportamento, di farle condividere nella famiglia come nel macrocosmo sociale, di trasmettere il senso di responsabilità, oggi crescentemente latitante, e un'etica del lavoro sempre più erosa. In compenso negativo, sempre per restare nel sistema educativo, sussistono, soprattutto a livello universitario, maggioranze maschili che tuttavia sembrano aver perso, come gruppo sociale, e con tutte le eccezioni del caso, proprio le caratteristiche del maschile di eccellenza. Oggi dominano il sistema lobbistico nella attribuzione degli incarichi, la corruzione nei concorsi, e un crescente disinvestimento dalla didattica come area di eccellenza della propria professionalità di docente. Con una conseguente perdita sostanziale di senso e la perdita di insegnamenti di qualità per gli allievi, lasciati sempre più a se stessi, con esamini a test svuotati di spessore, senza un allenamento a saper pensare in ciascuna disciplina. In secondo luogo, la riduzione del numero di padri di qualità in cui riconoscersi (massima negli Usa), e la conseguenza perdita del senso delle regole, aumenta la vulnerabilità degli adolescenti a comportamenti autodistruttivi e antisociali, soprattutto nelle aree urbane dove è maggiore la disgregazione delle famiglie.

    La femminilizzazione della società (parlo per estremi, per semplificare) oltre a tutti i benefici su cui non mi soffermo, ha anche comportato un eccessivo ammorbidimento nei confronti del mancato rispetto delle regole, contribuendo alla deriva delle norme sotto gli occhi di tutti. La sostanziale differenza tra tre aspetti cardinali - spiegare un comportamento, comprenderlo e giustificarlo - è stata tragicamente smarrita. Oggi spiegare equivale a giustificare e ad assolvere con un errore di giudizio che non è solo concettuale o semantico, ma soprattutto educativo ed etico. Perché azzera il valore della responsabilità personale, minimizza la possibilità e il dovere di cambiare un comportamento errato e anche la possibilità di determinarsi in modo diverso rispetto alle proprie origini. Con un giustificazionismo - "Poverino, poverina" - che ha fatto soprattutto dell'aver avuto problemi nell'infanzia o condizioni disagiate, un alibi, se non una giustificazione, per qualsiasi comportamento, anche gravemente lesivo.

    Certo, va valorizzato il buono che il codice femminile/materno ha portato alla società, in termini di attenzione alle differenze sociali, ai meno fortunati, alla sofferenza individuale, alla diversità. Alla possibilità di essere compiutamente se stessi, e di esprimere talenti maschili o femminili, indipendentemente dal proprio sesso, senza rigidi schemi di ruolo. Apertura che ha consentito alle donne la preziosa immissione nel lavoro extradomestico e ai maschi di esprimersi in aree tradizionalmente considerate femminili.

    Tuttavia, una valorizzazione del principio maschile è ora urgente e necessaria. Come tutte le grandi rivoluzioni, non può che cominciare dal basso, da ciascuno di noi, con un movimento di consapevolezza e di assunzione di responsabilità. Innanzitutto dei padri: con un impegno a essere più presenti nella vita dei figli, non solo per viziarli o iperproteggerli da qualsiasi difficoltà della vita (codice materno), ma per dare loro un esempio positivo di virilità, sperabilmente sana ed etica, in casa, sul lavoro, e nella vita. Stando il più possibile con i figli, anche dopo una eventuale separazione (e su questo le donne separate dovrebbero collaborare invece di usare troppo spesso i figli come strumenti di contrattazione contro i padri). Incoraggiando i figli a provarsi con le difficoltà della vita, sostenendoli senza giustificarli a oltranza quando sbagliano. Poi coinvolgendo la scuola: personalmente sarei favorevole ad incentivi per far aumentare il numero di insegnanti uomini nelle medie e nelle superiori, presenza di cui c'è un immenso bisogno.

    Credo che i nostri bambini e i nostri adolescenti, maschi e femmine, crescerebbero più solidi, più emotivamente sani, più innamorati della vita, se un padre presente dicesse loro con affetto, di fronte ad errori piccoli o grandi:"Succede di sbagliare, quando si ha tanta voglia di fare e ci si prova con la vita. Tre cose ti chiedo: cerca di capire perché hai sbagliato, così non ripeterai più lo stesso errore. Assumiti la responsabilità degli errori che hai fatto, senza incolpare altri. E se hai fatto un danno ad altri, cerca di ripararlo." Questo mi insegnava un padre di qualità, molto amato. Quanti padri (e madri) educano oggi i propri figli con questi principi?


    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
    Fonte: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12317

 

 
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