Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 17 di 17

Discussione: Il Banco vince sempre

  1. #11
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.ariannaeditrice.it


    I pastori sardi attuano uno sciopero della fame per sottolineare la fine del loro mondo
    di Peter Popham - 16/10/2007

    Fonte: independent


    Silvano Pistis avrà a breve molto da fare. Fra poche settimane inizia la stagione dell’agnellatura sull’isola di Sant'Antioco, a largo della Costa sud-occidentale della Sardegna. E’ il periodo più duro per il sig. Pistis, i suoi due fratelli e la famiglia tutta perché bisogna svezzare e ingrassare gli agnelli per Natale. Il lavoro della terra ce l’hanno nel sangue e non c’è nulla di più tradizionale in Sardegna dell’allevamento delle pecore – ma per la famiglia Pistis in questi giorni sembra tutto inutile.
    "Non ce la facciamo ad andare avanti," dice il sig. Pistis desolato. "Le grandi aziende che comprano il latte delle nostre pecore per il formaggio lo pagano 70 cent al litro – sono 30 anni che il prezzo non sale. Ma tutto il resto è centuplicato. Avevamo dei sussidi dall’Unione europea – 4.000 o 5.000 Euro l’anno – ma l’anno scorso sono stati soppressi. Non possiamo più andare avanti. Non facciamo una lira. Se continua così non avremo più un lavoro, la terra e finiremo per strada."
    Oggi mr Pistis, un uomo di 27 anni con il mento sporgente ed un'espressione seria sul suo viso arrossato, e' a Roma. La scorsa settimana insieme ad altri pastori e pescatori sardi hanno attuato uno sciopero della fame negli uffici comunali di un paese della Sardegna meridionale per attirare l’attenzione della Regione e del Governo sulla loro situazione.
    Ora hanno portato la loro lotta nella capitale perché le fosche previsioni del sig. Pistis si stanno per avverare. Lui e la sua famiglia potrebbero perdere tutto ciò che possiedono – pecore, terra, ovili, foraggio, le stalle, tutto. Andrà tutto all’asta per ripianare almeno parte dei 120.000 Euro (£83,900) che debbono alle banche.
    Tutto ebbe inizio quando nel 1988 il governo regionale della Sardegna propose loro un bell’affare, come quelli che si offrivano allora ai contadini europei nel periodo delle vacche grasse della Politica Agricola Comunitaria – grandi prestiti ad un interesse fisso molto basso per modernizzare le aziende agricole. Quattro anni dopo, l’affare si sgonfiò platealmente quando l’UE lo dichiarò illegale sostenendo che i bassi tassi di interesse andavano contro le regole della corretta competizione.
    Ma a quel punto i prestiti erano già stati spesi e quando le banche alzarono i tassi di interesse, i contadini cominciarono lentamente ad affondare nei debiti. Oggi circa 50.000 proprietari di terra sono debitori alle banche per circa Euro 700 milioni (£490m). La loro unica speranza è quella di convincere il governo centrale ad adottare delle misure di emergenza per fermare il sequestro e la vendita all’asta delle loro terre. Ma la speranza si accompagna alla paura.
    La settimana scorsa ad un contadino in sciopero della fame è stato dato fuoco all’azienda e Riccardo Piras, uno dei leader del gruppo che si oppone alle svendite, ha ricevuto una lettera con il disegno di una bara: “Ti spariamo nella schiena e incendiamo la tua terra”, minacciava.
    Un avvertimento per fermare la campagna volta a sensibilizzare il governo sui problemi dei contadini. Le splendide coste sarde fanno gola all’industria del turismo mediterraneo e, man mano che le lagnanze dei contadini si amplificano, gli sciacalli della finanza speculativa si organizzano. Il sig. Pistis non ha dubbi che se lui e la sua famiglia venissero sbattuti fuori dalla loro azienda agricola, qualche albergatore si aggiudicherebbe la terra a prezzi convenienti per costruirci un villaggio turistico.
    La crisi sarda è uno dei sintomi di una più vasta malattia dell’agricoltura italiana. Gianni Fabbris, leader di Altra Agricoltura, un gruppo di pressione che sostiene le famiglie sarde, così dice: "Per tagliare I fondi destinati all’agricoltura, l’UE vuole ridurre il numero delle aziende agricole, in particolare quelle dove si concentra il maggior numero di addetti. Vale a dire le terre del Mediterraneo e l’Italia in particolare."
    Questa politica è un enigma. La pasta, il prosciutto, i formaggi, l’olio d’oliva e altri prodotti italiani sono molto richiesti in tutto il mondo, e tuttavia produrre in Italia – data la volatilità dei sussidi e l’apertura alle importazioni da tutto il mondo – è diventato maledettamente caro. Alcuni dei celebri produttori di prosciutto italiano allevano i maiali in Romania a costi di molto inferiori per poi riportarli in Italia negli ultimi 3-4 mesi di vita per poterli certificare come italiani. Il grano duro usato per fabbricare la famosa pasta italiana può essere coltivato in Ucraina o in altri Paesi meno cari.
    Nel frattempo i contadini italiani sono con le spalle al muro. Il sig. Fabbris prevede che entro il 2013, quando cesseranno i sussidi dell’Unione Europea, il 40% del milione di aziende agricole del Paese potranno considerarsi estinte.

    http://news.independent.co.uk/europe/article3052376.ece.

  2. #12
    independent
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    7,801
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non è che 6 andato un pò OT?

  3. #13
    Più mercato (del pesce)
    Data Registrazione
    20 Jun 2006
    Messaggi
    13,655
     Likes dati
    634
     Like avuti
    372
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  4. #14
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Non è che 6 andato un pò OT?

    Non penso piu' di tanto, amico Furlan. Postando questa notizia, che non riguarda la macro-economia ed i prodotti finanziari sosfisticati, ho voluto dimostrare come il sistema bancario, ormai sganciato dell'economia reale e da quello che dovrebbe essere il suo compito, e cioe' aiutare lo sviluppo soprattutto delle piccole e medie attivita', colpisca duro anche in un settore ancestrale come quello della pastorizia sarda.
    Questi fatti, uniti a quelli precedentemente indicati nella discussione, prefigurano ormai uno scenario simile a quello della Grande Depressione statunitense del secolo scorso, durante la quale migliaia di farmers, il simbolo della autonomia economica di quel paese, persero per sempre le loro terre a favore delle Banche che li avevano strozzati con i loro prestiti.

  5. #15
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    MILENA GABANELLI IN STUDIO: Se non fosse per la Corte dei Conti che ha chiuso le indagini e dice "90 incarichi illegittimi, un danno all’erario per 11 milioni di euro". Se si accerta il dolo dovranno pagarli Moratti, Borghini e assessori.



    succederà qualcosa? pagherà qualcuno? si dimetterà dagli incarichi chi non è in regola?

    si andrà avanti come prima.... è l'itaglia

  6. #16
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Thumbs up

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Noi abbiamo depositato questa interrogazione nei nostri comuni, suggeriamo ai consiglieri autonomisti di fare altrettanto

    FRONTE FRIULANO PER POVOLETTO
    FRONT FURLAN PAR PAULET
    Via dei Platani n. 10
    33040 POVOLETTO

    Egr. Sig.
    SINDACO del
    COMUNE di POVOLETTO
    Sede municipale
    33040 POVOLETTO


    Povoletto, li 20.09.2007


    OGGETTO: Interrogazione


    - Viste le operazioni di interest rate SWAP che questa Amministrazione ha in corso

    - considerato il preoccupante andamento che il mercato finanziario sta tenendo negli ultimi tempi

    - visto il rialzo dei tassi di interesse praticati dagli Istituti bancari

    - considerato non improbabile l’ ulteriore peggioramento della situazione creditizia internazionale e italiana


    con la presente si interroga il sig. Sindaco per conoscere se le operazioni di interest rate SWAP possano prefigurare rischi per la gestione economica del Comune di Povoletto.

    Con osservanza


    Il capogruppo


    Federico Simeoni
    .

  7. #17
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    error

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito