Pd, segretari regionali: ribaltoni in Piemonte e Sardegna
Assieme al segretario nazionale del Partito Democratico, con le primarie si eleggevano anche i segretari regionali. In alcune regioni le candidature erano in parallelo con quelle nazionali (candidato di Veltroni, candidato di Bindi, candidato di Letta), altre erano "mischiate". Ribaltoni e sondaggi ribaltati in Sardegna e Piemonte, con possibili conseguenze sui "governi" regionali.
Sardegna Sarà Antonello Cabras a guidare il Partito democratico sardo. Ha vinto le primarie con uno scarto - non ancora ufficiale - di circa duemila voti sul presidente della Regione, Renato Soru. Ancora, infatti, non sono stati resi noti i risultati ufficiali del voto di domenica che, però, dovrebbe consegnare una netta vittoria nelle mani del senatore diessino Cabras (si parla di 74 seggi a 63, con un distacco di con Soru). Un ribaltone inatteso che potrebbe creare conseguenze sul governo regionale. Ma proprio il comitato elettorale di Soru chiede che i voti vengano esaminati verbale per verbale. «Prima della proclamazione - si legge in una nota - dovranno essere esaminati tutti i verbali, cosa che comincerà questo pomeriggio. Verranno esaminati in contraddittorio con una valutazione attenta dei dati seggio per seggio e anche delle schede nulle». L´Ufficio tecnico amministrativo regionale (Utar) per le primarie del Partito Democratico in Sardegna che dovrà esaminare i 420 verbali: Cabras avrebbe ottenuto 47.369 preferenze, Soru 43.123, ma complessivamente con le tre liste, mentre Spanu 6.215. Mancano inoltre ancora alcuni seggi e una parte importante del collegio della Gallura. Inoltre vi sarebbe un 5% di schede scrutinate ritenute nulle per un «doppio segno» a favore di Soru.
Campania
Anche in Campania Walter Veltroni vince le primarie per la segreteria del Partito democratico. Il 70% degli elettori che ha partecipato al voto gli ha attribuito la sua preferenza. Un successo che gli viene tributato in tutte e cinque le province campane. Enrico Letta e Rosy Bindi, anche se i risultati definitivi non sono ancora noti, hanno avuto più o meno la stessa percentuale di preferenze. E mentre il sindaco di Roma festeggia la sua vittoria, non si può dire lo stesso per il segretario regionale del Pd. C'è ancora incertezza dal momento che non tutti gli 890 seggi hanno terminato le operazioni di scrutinio. Tino Iannuzzi, salernitano, deputato dell'Ulivo, responsabile Trasporti della Margherita, 47 anni, sarebbe in vantaggio, ma i dati ufficiali ancora non consentono di legittimare la sua vittoria. Probabile anche un ballottaggio (che sarebbe tenuto da una votazione all'assemblea regionale eletta con i seggi derivanti dai voti di domenica) dal momento che non c'è chiarezza per i consensi dati a Salvatore Piccolo, anch'egli della Margherita e Sandro De Franciscis, presidente della Provincia di Caserta. Nessuna certezza anche per l'unico candidato extra-Veltroni, il presidente della facoltà di Lettere dell'Università Federico II, Eugenio Mazzarella. Iannuzzi è stato appoggiato dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e dal coordinatore campano della Margherita Ciriaco De Mita, oltre che da un folto numero di personaggi politici tra cui il ministro per le Riforme e l'innovazione pubblica, Luigi Nicolais. Nel salernitano, però, Iannuzzi non sembra aver raccolto molti consensi dal momento che il sindaco salernitano Vincenzo De Luca, in aperta polemica con Bassolino, ha scelto di appoggiare Salvatore Piccolo. Il "pupillo" di De Mita e Bassolino pare stravinca in Irpina. L'unica certezza è offerta dai dati sull'affluenza, noti già nella tarda serata di ieri: oltre 300mila elettori distribuiti nell'intera Regione. Alta la percentuale di chi ha deciso di votare nel capoluogo partenopeo, dove si sono contati circa 170mila elettori.
Piemonte
Piccolo ribaltone anche in Piemonte. Walter Veltroni ha comunque vinto anche nella regione sabauda preferito dalla gran parte dei circa 150mila votanti (50mila a Torino). Rosy Bindi ha tuttavia ottenuto al momento «soddisfacenti consensi» trascinando il candidato in corsa per la segreteria piemontese del Pd, Gianfranco Morgando che, a sorpresa, sta dominando la sfida su Gianluca Susta dato per vincitore alla vigilia del voto. Testa a testa così tra i due sfidanti. Ribaltando tutte le previsioni, il senatore della Margherita Gianfranco Morgando, per ora è il vincitore a Torino con circa il 60%, e sta dominando anche in molte parti del Piemonte. «Un risultato che ha superato ogni previsione - ha ammesso soddisfatto Morgando - ma aspettiamo i dati finali». Il biellese Gianluca Susta, dato per vincitore prima del voto, al momento appare in seconda posizione pur essendo in vantaggio oltre che a Biella in diverse altre città piemontesi. Non se la prende più di tanto il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che sosteneva Susta. «Non è la prima volta che sono in minoranza nel mio partito, ma poi si scopre che sono in maggioranza nella società».
Emilia Romagna
Nella regione più "rossa" che ha avuto il record di votanti (420 mila) a spuntarla è stato il favoritissimo Salvatore Caronna, ex segretario provinciale Ds di Bologna e attualmente consigliere comunale. Ma le primarie del Pd hanno riservato una sorpresa. Caronna vince sì, ma con il 70% dei voti validi, mentre al «suo» candidato nazionale Walter Veltroni in Emila Romagna ha raccolto oltre l´80%. Una differenza del 10% che a un primo sguardo pare imputabile ad alcuni fattori. Ha pagato, infatti, la minore popolarità rispetto ad Antonio La Forgia (19,06% dei voti raddoppiando il consenso regionale dal ministro della Famiglia, al 10,42%), ex presidente della Regione Emilia-Romagna, e i malumori "anti-bolognesi" che sono arrivati dalle altre grandi ex federazioni di Modena e Reggio Emilia, basti pensare che la candidata "lettiana" Palma Costi, modenese, è da sempre iscritta ai Ds e anche lei fa meglio di Letta: 11,71% contro l'8,52%. Lombardia
Oltre 300 mila lombardi al voto incoronano Maurizio Martina segretaria per quella regionale. Le due liste che sostengono Veltroni sono in vantaggio e a Milano c'è anche un testa a testa. La lista "per Veltroni" è attestata al 43,3% in provincia mentre la lista "con Veltroni" al 30%. In città, invece, la lista 'Per Veltronì al 35% e 'con Veltronì al 34%. «Adesso - ha dichiarato Maurizio Martina - tocca a noi stupire la Lombardia. I cittadini hanno stupito noi andando a votare in così alto numero ora noi dobbiamo offrire un progetto politico di governo». «Si è fatto un gran parlare di grillismo - ha aggiunto - e mi sembra di poter dire che con questi dati si apre una chance molto grande per la politica. Basterebbe pensare che la somma dei tesserati tra Ds e Margherita in Lombardia è di circa 50 mila iscritti». «Noi - ha concluso - da domani in Lombardia lavoreremo per un progetto politico di governo. Questa è la responsabilità che mi prendo fino in fondo».
Sicilia
Successo di partecipazione alle primarie del Partito democratico in Sicilia: a fronte di un obiettivo minimo di 100 mila votanti, infatti, secondo i dati non ancora definitivi forniti da Ds e Margherita, a recarsi alle urne ieri sono stati oltre 180 mila persone e il dato, secondo le stesse fonti, dovrebbe essere vicino a 185 mila. Grande successo personale anche per il candidato in quota Veltroni per la segreteria siciliana, Francantonio Genovese (sindaco di Messina la cui elezione è stata sospesa dal Tar), che si attesterebbe attorno a un robusto e inequivocabile 85%, lasciando lontano il contendente, il sindaco di Caltanissetta, Salvatore Messana, vicino a Enrico Letta.
Friuli Venezia Giulia
L'attuale segretario regionale dei Ds, Bruno Zvech, sarà il segretario del Pd in Friuli Venezia Giulia. Con le due liste che lo sostentevano - secondo dati relativi a 50mila dei 56mila votanti - Zvech ha raggiunto il 54,78% dei consensi. Il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton (Dl), si ferma con le sue due liste al 30,33%. Segue l'ex sindaco di Udine, Enzo Barazza con il 7,76%. Chiude il giovane esponente dell'esecutivo nazionale della Margherita, Francesco Russo che, con un'unica lista, ha raggiunto - sempre secondo i dati non definitivi - il 7,12%.
Toscana
«In Toscana pochi problemi per Andrea Manciulli. «È andata benissimo. Le primarie in Toscana hanno avuto un risultato eccezionale, superiore a tutte le attese, all'altezza della nostra migliore tradizione di partecipazione politica», ha commentato Marco Filippeschi, dell'esecutivo nazionale dei Ds. «C'è un successo nettissimo per Walter Veltroni e una grande affermazione del nostro candidato alla segreteria regionale -dice Filippeschi- che dà a Andrea Manciulli una grande e meritata forza per costruire il Partito democratico. Così la Toscana contribuirà inmodo decisivo alla riforma della politica che i cittadini chiedono». Manciulli ha battuto Cristina Bandinelli, sostenuta da Rosy Bindi.
Molise
Il primo segretario del Partito democratico in Molise è una donna. Anna Maria Macchiarola, consigliere proviciale di Campobasso, ha sbaragliato con il 66% delle preferenze l'altro candidato Michele De Santis, assessore comunale di Campobasso. Per lei 10 mila preferenze rispetto alle 5mila di De Santis. «Un'emozione grandissima, una giornata stancante ma la soddisfazione è tanta - ha detto Macchiarola - anche per aver visto i seggi così pieni».
Calabria
«La Calabria è la regione più "bindiana"d'Italia con il 37-38 per cento dei consensi». Il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, ha comunicato il dato a Rosy Bindi. Il Partito Democratico Meridionale, creato da Loiero dopo l'abbandono della Margherita, ha appoggiato la Bindi ed ha toccato in Calabria punte assai elevate.
Lazio
Si profila una grande vittoria per Nicola Zingaretti. Dallo scrutinio di 33 seggi di Lazio 1, che comprende Roma e provincia, secondo primi dati riferiti dal comitato elettorale, il candidato alla segreteria regionale, Nicola Zingaretti, ha ricevuto l'84% delle preferenze. Suo sfidante era Amedeo Piva, sostenuto da Enrico Letta.
Liguria
Ancora dati provvisori per le primarie del Partito Democratico in Liguria: secondo le ultime proiezioni, Mario Tullo, ex segretario regionale dei Ds, ( il nuovo segretario regionale del Partito Democratico con il 72,4 per cento dei voti mentre Carla Olivari Flick ha raggiunto il 27,6 per cento. Sul piano nazionale, le liste collegate a Veltroni (Democratici con Veltroni, Con Veltroni Ambiente, Innovazione e Lavoro e a Sinistra per Veltroni) hanno raggiunto complessivamente il 76 per cento, confermando il sindaco di Roma nuovo segretario nazionale del PD. La lista di Enrico Letta ha raggiunto l' 8 per cento, quella di Rosy Bindi il 16 per cento. In Liguria hanno votato oltre 75mila persone di cui circa 37mila a Genova. I risultati definitivi si avranno nel corso della mattinata.
Abruzzo
«Il rapporto tra gli aventi diritto al voto e i votanti fa dell'Abruzzo la regione che ha dato un alto contributo alla nascita del Partito democratico». Lo ha affermato il presidente della Regione, Ottaviano del Turco, che del Pd è stato tra i soggetti promotori. «Non è complicato pensare - ha aggiunto il presidente della Regione - che a questo risultato si è arrivati grazie alla nostra ostinazione a non trasformare le elezioni primarie in un referendum o peggio in un plebiscito. Ne sono contento - ha concluso Ottaviano Del Turco - perché l'Abruzzo pesa più di prima dentro un fenomeno politico che è unico al mondo». Ancora non disponibili i dati sulla corsa tra Luciano D'Alfonso e Tommaso Ginoble, entrambi appoggiati da Veltroni.
(Unità, 15/10/2007, www.unità.it)



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