Negli anni 1992-93, con i governi Amato e Ciampi, vengono vendute l’ITALGEL, la CIRIO-BERTOLLI -DE RICA, il CREDITO ITALIANO (15.800 dipendenti), la SIV , la NUOVA PIGNONE (ENI, con 5100 dipendenti).
Nel 1994, con i governi Ciampi e poi Berlusconi, vengono vendute la IMI , la BANCA COMMERCIALE ITALIANA (18.000 dipendenti), l’INA (4600 dipendenti), la ACCIAI SPECIALI TERNI (24.300 dipendenti), la SME (18.900 dipendenti).
Nel 1995, con il governo Dini, vengono vendute la ITALTEL (15.000 dipendenti), la ILVA LAMINATI PIANI (18.000 dipendenti), la SME (seconda tranche), l’ENI (95.000 dipendenti, prima tranche), l’ENICHEM-AUGUSTA (1100 dipendenti), l’INA (seconda tranche). Negli anni 1996, ’97,’98 con i governi Dini e poi Prodi continua la svendita delle maggiori proprietà dello Stato portando a termine quelle già iniziate e aggiungendo alla lista la ITALIMPIANTI , l’ALFAROMEO AVIO, la TELECOM , la FINCANTIERI , la SEAT , il BANCO di NAPOLI, l’ALITALIA, il LLOYD TRIESTINO, la BANCA NAZIONALE del LAVORO ecc.ecc.