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Discussione: Simbologia dei trulli

  1. #1
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    Predefinito Simbologia dei trulli

    I simboli dei trulli
    di Vittorio Stagnano

    Di grande fascino questi antichi segni rappresentati sui trulli. Iconografie religiose e pagane tra astrologia, magia, superstizione

    Se visitando la Valle d’Itria o le pietrefitte del Salento, se pensate che alcuni segni o posizioni orientate verso il sole, siano del tutto casuali, siete in errore perché dietro quei simboli si nasconde molto di più: la magia. Nessuna sorpresa, perciò, se per certi influssi astrali, avrete un qualche senso di smarrimento o di "affascino".
    L’origine dei "menhir", dei dolmen, delle specchie e dei trulli è antichissima. La preistoria (età del bronzo: 3000-2000 anni a.C.) è l’epoca più probabile e furono le invasioni di tanti popoli indoeuropei: tribù di pelagici, teutoni, latini, slavonici, baltici, japigi, messapi e persino di celti avvicendatisi nell’Italia meridionale, provenendo alcuni anche dall’Ellade, a lasciare i segni della loro presenza con templi, case di pietra e persino nei dialetti. Per esempio i celti, tanto cari ad Umberto Bossi, tentarono uno sbarco sulle nostre coste, il grosso fu respinto e si riversò nell’Europa occidentale e settentrionale, mentre solo una piccola schiera riuscì a invadere parte del Salento e della Murgia. Proprio nel dialetto alberobellese c’è un mosaico d‘idiomi: oltre al greco, al latino, al longobardo, allo spagnolo e al francese, tante sono le parole, d'origine celtica, scriveva Giuseppe Notarnicola, uno dei massimi studiosi dei trulli e di storie pugliese. Tribù di celti, come d'altre popolazioni orientali, vissero nelle grotte carsiche e nelle foreste che una volta coprivano la Puglia.
    Quelle popolazioni lasciarono anche un substrato di convinzioni religiose, trascendentali e magiche che ancor oggi fanno parte del patrimonio culturale e tradizionale delle genti di Valle d’Itria. Per esempio i menhir, i dolmen e le specchie erano sepolcri o templi consacrati al sole, divinità in adorazione del quale l’uomo primigenio si rivolgeva con culti baltici o della "pietra azzurra o livida" perché caduta dal cielo e ritenuta figlia del sole e delle stelle perché sfregata, faceva scintille.
    Sono, però, i simboli sui coni dei trulli sono quelli che più affascinano, proprio per il mistero e la magia che li avvolge. I pinnacoli i segni tracciati con la calce sul tetto: spirali, svastiche messapiche, mezze lune, croci, cuori trafitti, i segni dello zodiaco, profili satanici, sono altrettanti simboli pagani o cristiani, propiziatori, ermetici, salvifici, astrologi, tutti con una forte carica trascendentale. Come per esempio certi amuleti messafici dall’ebraico missah, ovvero offerta) trovati nelle contrade Barsento, Traversa, Cortello e Marraffa non lontano da Alberobello. Tanti sono nelle vetrine dei nostri musei. Ad alcuni parvero all’inizio contrappesi per telaio e, invece, sono proprio oggetti apotropaici (contro il male): di terracotta, hanno forma di cono o di piramide mozza con base quadrata, alti dai tre a 10 centimetri, un foro alla sommità consente di infilarvi un laccio da tenere al collo, al polso, alla cintola o in casa. Sui lati e sul fondo portano simboli scaramantici., soprattutto un sole a più raggi, anche questo assai spesso disegnato sui tetti dei trulli o sui pinnacoli. Ancora una volta torna l’atavico segno del culto solare dei primordiali abitanti della Puglia.


    Per tentare di capire il trascendentale dei simboli ricorriamo a Giuseppe Notarnicola che in "I trulli di Alberobello" (Edizioni Levante hanno ristampato la prima edizione del ‘40), distinse l’arte atavica manifestata sul cono dei trulli in primitiva, pagana e magica. I pinnacoli che siano a palla, a disco, a piramide o a tetraedro, sono tutti un omaggio al sole e al suo culto. Se doveste vedere, invece, grovigli di linee rette, di curve, di circoli, di triangoli per lo più in numero di tre o di sette, ebbene avete posato lo sguardo su emblemi che probabilmente si rifacevano al culto di Zoroastro. E se invece la vostra speculazione vi ha fatto notare sui coni dei trulli di campagna - purtroppo alcuni già ridotti a ruderi - simboli di animali, allora avete scoperto il lato più pagano.
    Il gallo il cavallo, il bue, la serpe, l’aquila sono nell’inconscio, atavici talismani, amuleti contro il male. Così come le tante croci, i monogrammi, le sigle mariane, l’alfa e l’omega, i cuori trafitti, il Calice Eucaristico, le iniziali dei santi patroni sono "il desiderio di apporre i simboli religiosi cristiani, onde invocare la tutela del Cielo, la pace e l’immunità da ogni male".
    I segni astrologi, zodiacali e planetari che gli antichi orientali tracciavano sulle case per le loro forti funzioni magiche, "perché l’uomo potesse agire sulla natura per mezzo delle forme", sono evidentemente gli stessi che ancora spiccano su alcuni trulli della Valle d' Itria, la cui magia è "nell’ameno paesaggio dolcemente ondulato, circoscritto dal sorriso del cielo e dalla silente campagna, gli acuminati trulli, protesi verso il cielo, lontani dal turbine cittadino… chiusi nelle secolari memorie; mentre con i pinnacoli e coi simboli parlano un millenario linguaggio ieratico e misterioso".

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno....Notizia=108399

    Immagine e testo dal sito http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ - Copyright © 2004 GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO. Tutti i diritti riservati.

  2. #2
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    Orbene, mi sento direttamente tirato in ballo, e non posso che dare un personalissimo contributo.
    Una cosa sono i trulli della zona di Alberobello, un'altra i "pajari" della Terra d'Otranto. I primi più "recenti", più grandi e con un impianto differente, i secondi antichi, arcani e pieni di significati magici.
    Rappresentavano lr grotte, nelle quali si venerava l'antico culto della Dea Madre, con riti ben individuabili di iniziazione, come quelli ad esempio descritti nei graffiti di Porto Badisco, ben antecedenti rispetto alla colonizzazione celtica.
    Ogni pajaro di antica concezione ha pianta circolare ed ha l'ingresso rivolto verso oriente. Nei secoli successivi, per esigenze militari, è stata aggiunta la scala ai lati per accedere al tetto.
    Sulla pietra di volta di ogni pajaro è disegnata una croce, volta a cristianizzare quei luoghi di concezione pagana, come anche avveniva coi menhir che venivano riutilizzati e trasformati in Osanna, con l'apposizione di un Crocefisso in pietra sulla sommità oppure con il semplice graffito di simboli cristiani.

    Questa è una pajara


    E questo è un trullo

    Questa la sezione di una pajara


    e questa la sezione di un trullo


    Cose differenti.

    Questi sono invece i tipici menhir salentini, sulla cui funzione ci si divide tra chi sostiene siano dei monumenti sepolcrali, chi dei simboli fallici legati ad una religione solare, chi, come il sottoscritto, sostiene siano dei luoghi che segnano degli itinerari per antichissimi pellegrinaggi in santuari religiosi del Paleolitico.

    A dimostrazione del fatto che la mia tesi non è peregrina ecco la mappa di distribuzione di menhir e dolmen in Terra d'Otranto

    Sono principalmente individuate due aree principali, una attorno a Maglie e l'altra attorno a Giurdignano.
    Qui, fino a pochi decenni fa, vi erano rilevantissime testimonianze della civiltà neolitica, di cui purtroppo è rimasto ben poco. Da quello che rimane si individuano delle aree carsiche, caratterizzate dalla presenza di grotte, nei pressi delle quali venivano costruiti dolmen di questo tipo

    Tutti costruiti con l'ingresso ad est e con un buco nella sommità che proietta all'interno della camera un raggio di sole il mezzogiorno dei solstizi di Estate.

    Altari sacrificali? Tombe? Tutto è ancora avvolto nel mistero. Resta il fatto la ricorrenza di queste strutture nelle aree nelle quali era diffuso il culto di Atena, che si era sovrapposta a quello della Dea Madre, culto dal quale, con uno strano sincretismo col culto dionisiaco, è nato il fenomeno del tarantismo.
    Differentissimo il culto della dea madre rispetto a quello dei Messapi, che veneravano un pantheon più simile a quello degli etruschi, con cerimonie legate ai cavalli.
    Potrei parlare ancora a lungo ma temo di appassionarmi troppo.

  3. #3
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    Ecco i graffiti iniziatici della Grotta dei Cervi di Porto Badisco (LE), che rappresentano una forma avanzata di religiosità già in epoca paleolitica, nella quale già si ipotizza la presenza di un vero e proprio cammino iniziatico.

  4. #4
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    Affascinante... Vedo che sei un espertissimo conoscitore dell'argomento...

  5. #5
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    I pinnacoli



    […] I pinnacoli possono essere di varie forme, i più antichi sono a base quadrata o piramidale come una specie di benben, mentre i più recenti sono costituiti da coni, da sfere o da poliedri stellati. La loro origine è da ricercarsi nell'antico culto betilico (delle pietre sacre) o rituale solare, praticato presso tutti i popoli primitivi. Per spiegare il significato simbolico di tali forme occorre risalire all'origine "esoterica" del culto delle pietre sacre. Il culto betilico trae il suo nome dall'antica città ebraica di Bethèl (l'odierna Béthin) che dista qualche chilometro da Gerusalemme e il cui significato etimologico è "la Casa di Dio". Di conseguenza il rituale sacro nacque dalla convinzione che nella pietra fosse custodito un potere misterioso (ricordiamo a tale proposito le meteoriti cadute dal cielo, soprattutto le tectiti, e le pietre focaie ritenute dagli uomini primitivi rispettivamente dono delle stelle e del Sole), perpetuato attraverso i Fenici, poi i Greci (che trasposero il termine "Bethél" in Baitylos o Baitylion) ed infine i Romani (Baetulus).

    Va inoltre ricordato che nel Medioevo nel periodo compreso fra il VII e XII secolo fiorì in Puglia una civiltà legata all'Oriente ed ai culti isidei che poi si fuse con la cultura autoctona. Né è un caso che proprio nella Valle d'Itria esistessero numerosi santuari altomedievali, ormai completamente distrutti, che erano stati dedicati alla Madonna Odegitria (la Madonna Nera di Costantinopoli), importata dall'oriente dall'ordine segreto dei monaci "rossi o conoscitori" con tutta la relativa simbologia esoterica.

    Possiamo quindi concludere che la semplice gente di Puglia non è stata l'artefice della creazione di questi strani simboli, bensì la perpetuatrice di un rituale che origina dall'unione di più culture legate ad antiche religioni.
    Comunque vale la pena visitare Alberobello e tutti i luoghi dove sorgono i trulli, immersi nella macchia mediterranea, per rivivere nuove emozioni in un paesaggio dove magia, esoterismo e storia si fondono in perfetta armonia......mundi.

    Vincenzo Dell’Aere su Hera n° 24 (dicembre 2001)



  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Affascinante... Vedo che sei un espertissimo conoscitore dell'argomento...
    E' la mia terra...
    e tra l'altro mio zio è stato uno dei pionieri della paleontologia pugliese...

    Riguardo all'articolo postato da Silvia (che sempre ringrazio), vero che la Puglia ha propagato una religiosità solare, betilica, ma è anche vero che tale religiosità è nata nel Salento molto prima della civiltà palestinese... Come dimostrano i simboli della Grotta che ho postato, tra i quali qualche malizioso ha anche individuato il triplice cinto di Eliadiana memoria...

  7. #7
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    Predefinito Trulli...

    Salve a Tutti,
    Questo è il mio primo messaggio in questo forum. Mi sono praticamente iscritto giusto per dibattere sui Trulli, materia che mi affascina da sempre.
    Innanzitutto credo sia importante allocare i trulli/pajari. Tutt'oggi credo che molti sappiano dei Trulli di Harran (o Carran), la città da cui partì Abramo verso Canaan. Personalmente, ho trovato altri Trulli in un posto che pochissimi immaginano essere: In un'isola dell'Oceano Atlantico! (non vi sto a dire come li ho scoperti, non mi credereste!). Ma i trulli si trovano anche in Sardegna. Altre tipologie (i cubburi) si trovano in Sicilia... Credo anch'io siano precedenti a culture mediorentali, anzi: forse questi derivano da una cultura occidentale.
    Oltre alle caratteristiche "magiche" ed esoteriche già individuate da Voi, vorrei far notare una cosa a mio parere importante... La storia narra che per motivi fiscali, i contadini del 15mo o 16mo secolo costruirono i trulli con le chianche per poterle abbattere prima che gli esattori del duca di Conversano le potessero tassare. Abbattimento che si sarebbe attuato repentinamente togliendo delle "pietre Maestre". Come le cattedrali gotiche...
    Inoltre, nella maggior parte dei trulli sempre di pianta QUADRATA si culmina con un pinnacolo con una SFERA... ricordo che la forma quadrata o rettangolare per la gnosi antica stava a significare il "terreno", il "mondo materiale". La sfera invece rappresentava il "divino", il Celeste.
    Poteva anche avere un asetto pratico: segnalare eventuali terremoti, in caso di caduta. Probabilmente i costruttori di trulli venivano da una terra in cui questi erano frequenti. Da non dimenticare che alcuni pinnacoli, come illustrati da Silvia, avevano la forma di pyramidion...
    Per quanto concerne la madonna dell'Odegitria o -idria, se ne trovano tracce in tutto il meridione, specie nel leccese, oltre che a Marina Franca, in piena Valle d'Itria. "Odegon" stava a significare - in greco - "che indica la strada giusta, la retta via". La Madonna dell'Itria era custodita da frati basiliani provenienti da Costantinopoli, come Silvia ricorda. Secondo me, collegandomi a quanto detto dal Federale, le varie madonne dell'Idria sostituivano dei menhir, che indicavano anticamente non solo la direzione verso santuari, ma erano veri e propri nodi di energia... ecco perchè molti santuari cristiani sono costruiti su antichissimi siti neolitici. A Melpignano (LE) esiste un nemanthol inglobato in una chiesa: alle fedeli viene promessa la fertilità, a patto di passare all'interno del monolite... p.s.: anche a stonehenge c'è lo stesso nemanthol: però qui ci si siede sopra solamente.

    Sto cercando di dimostrare, inoltre, che il trullo, come il pajaro, si basa sul "rapporto Aureo"...
    se volete altre info... fate un fischio!
    Ciao
    Marcello

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da hightraining Visualizza Messaggio
    Salve a Tutti,
    Questo è il mio primo messaggio in questo forum. Mi sono praticamente iscritto giusto per dibattere sui Trulli, materia che mi affascina da sempre.
    Benvenuto nel forum e grazie per l'intervento...

    E' un tema che io stesso, anche in virtù del tuo contributo, sto scoprendo sempre più interessante di quanto dapprima mi aspettassi... Spero, dunque, che aggiungerai ulteriori notizie a riguardo... e mi auguro che altri argomenti sfiorati nel nostro spazio risulteranno di tuo gusto...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da hightraining Visualizza Messaggio
    Salve a Tutti,
    Questo è il mio primo messaggio in questo forum. Mi sono praticamente iscritto giusto per dibattere sui Trulli, materia che mi affascina da sempre.
    Innanzitutto credo sia importante allocare i trulli/pajari. Tutt'oggi credo che molti sappiano dei Trulli di Harran (o Carran), la città da cui partì Abramo verso Canaan. Personalmente, ho trovato altri Trulli in un posto che pochissimi immaginano essere: In un'isola dell'Oceano Atlantico! (non vi sto a dire come li ho scoperti, non mi credereste!). Ma i trulli si trovano anche in Sardegna. Altre tipologie (i cubburi) si trovano in Sicilia... Credo anch'io siano precedenti a culture mediorentali, anzi: forse questi derivano da una cultura occidentale.
    Oltre alle caratteristiche "magiche" ed esoteriche già individuate da Voi, vorrei far notare una cosa a mio parere importante... La storia narra che per motivi fiscali, i contadini del 15mo o 16mo secolo costruirono i trulli con le chianche per poterle abbattere prima che gli esattori del duca di Conversano le potessero tassare. Abbattimento che si sarebbe attuato repentinamente togliendo delle "pietre Maestre". Come le cattedrali gotiche...
    Inoltre, nella maggior parte dei trulli sempre di pianta QUADRATA si culmina con un pinnacolo con una SFERA... ricordo che la forma quadrata o rettangolare per la gnosi antica stava a significare il "terreno", il "mondo materiale". La sfera invece rappresentava il "divino", il Celeste.
    Poteva anche avere un asetto pratico: segnalare eventuali terremoti, in caso di caduta. Probabilmente i costruttori di trulli venivano da una terra in cui questi erano frequenti. Da non dimenticare che alcuni pinnacoli, come illustrati da Silvia, avevano la forma di pyramidion...
    Per quanto concerne la madonna dell'Odegitria o -idria, se ne trovano tracce in tutto il meridione, specie nel leccese, oltre che a Marina Franca, in piena Valle d'Itria. "Odegon" stava a significare - in greco - "che indica la strada giusta, la retta via". La Madonna dell'Itria era custodita da frati basiliani provenienti da Costantinopoli, come Silvia ricorda. Secondo me, collegandomi a quanto detto dal Federale, le varie madonne dell'Idria sostituivano dei menhir, che indicavano anticamente non solo la direzione verso santuari, ma erano veri e propri nodi di energia... ecco perchè molti santuari cristiani sono costruiti su antichissimi siti neolitici. A Melpignano (LE) esiste un nemanthol inglobato in una chiesa: alle fedeli viene promessa la fertilità, a patto di passare all'interno del monolite... p.s.: anche a stonehenge c'è lo stesso nemanthol: però qui ci si siede sopra solamente.

    Sto cercando di dimostrare, inoltre, che il trullo, come il pajaro, si basa sul "rapporto Aureo"...
    se volete altre info... fate un fischio!
    Ciao
    Marcello
    Ti ringrazio tantissimo per il tuo intervento. Ulteriori differenze tra i trulli ed i pajari sono da ricercarsi dal fatto che i primi sono spesso fatti con blocchi squadrati di pietra e ricoperti di intonaco, mentre i pajari sono fatti esclusivamente di pietre a secco, così riprendendo un modello che s ritrova nella paleoarchitettura del Mediterraneo, da Malta alla Sardegna. I tetti dei trulli e la loro storia sono legati ad una infeudazione più recente che richiama modelli e simboli più antichi. Nel Salento, invece si possono trovare ancora quelle antichissime costruzioni (sull'architrave della porta spesso vi è una data che identifica l'anno di costruzione dei pajari e che spesso li fa datare tra il 1400 ed il 1800), molte delle quali, quelle appunto senza la data di costruzione debbono datarsi a molti secoli prima. Purtroppo il turismo indisciminato sta portando un nuovo fenomeno in Puglia: il furto di intere porzioni di muretti a secco (nei quali venivano inglobati megaliti e porzioni di costruzioni crollate) e addirittura di interi pajari con il risultato che in alcune ville del bolognese potreste trovare rimontati i pajari salentini...
    Riguardo ai nemanthol essi sono diffusissimi, ben oltre la cittadina di Melpignano, famosa solo per motivi turistici ma ben più recente e "spiritualmente" meno importante di altri centri del circondario, come Calimera, Ortelle e Galatina nelle quali potete ancora trovare dei megaliti forati nei quali vengono letteralmente fatti passare uomini e donne per ingraziarsi fertilità e prosperità durante le feste dei Santi che si sono sovrapposte ed hanno mirabilmente preservato questa religiosità profondamente mediterranea (il passaggio nello stretto foro ripercorre l'uscita dall'utero materno e quindi configura una rinascita spirituale).
    Da notare che il culto mediterraneo è inglobato esclusivamente nella devozione a Santi bizantini come San Biagio, San Brizio, San Pantaleo...

  10. #10
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    Predefinito I pimmacoli

    I pinnacoli sono antenne che "assorbono" le energie celesti per "sposarle" con quelle terrestri e del sottosuolo. Se osserviamo queste strane costruzioni possiamo rilevare delle affinità con il sistema costruttivo ogivale o gotico.
    Queste abitazioni sono luoghi di benessere fisico e spirituale nate dal sapere popolare. L'architettura moderna incarnata dai grandi costruttori come Piano è asservità al potere e in questo ultimo secolo abbiamo assistito allo scempio più brutale. Città senza centro ne anima, paesaggio sconvolto (vedi Veneto)da case e cappannoni, periferie senza identità, non luoghi dove la personalità e la vivibilità è persa. Anche Alberobello è divenuto un luogo di svago dove il genio del luogo è ormai definitivamente fuggito, per lasciare il passo alle mandrie di turisti sempre più stupidi.

 

 
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