ROMA - Un operaio è morto in seguito ad un incidente sul lavoro nel cantiere della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, la città portuale a 70 chilometri a nord di Roma. La vittima, di una trentina di anni, è stata colpita da un tubo di un ponteggio che gli è precipitato in testa, secondo una prima ricostruzione del sindacato Cgil, mentre stava lavorando a terra. L'uomo è morto sul colpo. L'operaio era dipendente di una ditta appaltante elettromeccanica che stava eseguendo lavori nel cantiere della centrale elettrica, dove è in corso la riconversione a carbone.
NAPOLITANO: ASSURDO MORIRE LAVORANDO, OLTRE 1.000 L'ANNO
Il numero totale degli infortuni sul lavoro in Italia resta non molto al di sotto al milione l'anno, mentre quello delle morti bianche è di oltre 1.000 l'anno. Lo ricorda il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul catalogo della mostra "Il rischio non è un mestiere", e si inaugura oggi al Palazzo del Quirinale e sarà aperta al pubblico a titolo gratuito fino al 25 novembre prossimo. Poi andrà a Milano, Torino, Palermo, Firenze e Napoli. Si tratta di una mostra fotografica realizzata in collaborazione con la fondazione Alinari. Le immagini percorrono un'arco temporale di 150 anni e documentano i grandi passi avanti fatti dai lavoratori per quanto riguarda le condizioni di vita e di sicurezza sul lavoro. Tuttavia, come non si stanca di ricordare Napolitano da quando è al Quirinale, la situazione è ancora drammatica, e "un tema più che mai costante, che deve costituire oggetto di costante impegno nel presente e nel futuro", sapendo che non esistono soluzioni radicali e facili e che "la sensibilità da parte nostra non può mai venire meno". Napolitano cita le parole del figlio di una delle vittime sul lavoro ("E' assurdo che si debba morire lavorando") e commenta: "Ed io aggiungo: per salari bassi, talvolta persino indecenti. In nessun luogo i lavoratori possono essere trattati come numeri". Napolitano ribadisce la "partecipazione autentica, commossa al dolore e alla tristezza di tante famiglie e il dovere istituzionale di reagire, di indignarsi, di gettare l'allarme, di sollecitare risposte. Non dobbiamo limitarci - dice - alla denuncia. Ognuno dovrà fare la sua parte". Il capo dello Stato riconosce che "tanti progressi si sono realizzati, ma non dobbiamo attenuare mai la vigilanza e la lotta per la salute e la sicurezza dei lavoratori". Parole pienamente condivise dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, che è intervenuto al Quirinale alla presentazione della mostra. "Il governo - ha detto - ha sviluppato delle iniziative sul piano legislativo, ha lanciato una campagna di educazione delle giovani generazioni al concetto di sicurezza. Ha rafforzato il sistema dei controlli. Sta svolgendo una azione di lotta contro il lavoro nero e precario che spesso si svolge anche in condizioni di precaria sicurezza. Ma c'é ancora molto da fare".
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._72549615.html


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