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Discussione: legge su internet

  1. #41
    Dio e Po***o
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    Petizione on line contro questo provvedimento liberticida
    http://www.petitiononline.com/noDDL/petition-sign.html?

    NO ALLA REPRESSIONE DELLA LIBERA INFORMAZIONE !
    .

  2. #42
    SubZero
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    20 Ottobre 2007

    La Cina è vicina con la Levi-Prodi



    Oggi mi sento più tranquillo. Un signor Nessuno, eletto da nessuno, che si chiama Ricardo Franco Levi ci ha rassicurato.
    Il disegno di legge Levi-Prodi per imbavagliare la Rete farà il suo percorso, ma sarà sereno. In caso di dubbi sulle finalità di un sito o di un blog ci penserà l'Autorità per le Comunicazioni. Sentite le parole di questo paraculo prodiano: “Distinguere tra attività editoriale e privata non è semplice. Per questo sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare quali siti o blog siano tenuti all’iscrizione”.
    Non solo fanno leggi non previste dal programma di governo, in silenzio, per non essere disturbati. Ma ci prendono anche per il culo. Levi, le do un consiglio: si tolga dalle palle, ma presto, torni alla panchina del parco dove l’ha raccattata il suo amico Prodi. Questa legge va CANCELLATA. Se volete, cari amici dell’Unione, discutetevela tra di voi nel nuovo loft del Partito Democratico, ma non fateci perdere tempo.
    Rete 4 abusiva da mandare sul satellite: non pervenuta. Legge sul conflitto di interessi: non pervenuta. Corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori: non pervenuta. Televisione pubblica occupata dai partiti: non pervenuta. Wi Max regalato alle società di telecomunicazioni: non pervenuto. E voi, dipendenti infedeli che avete tradito il vostro elettorato, vi occupate, senza alcun mandato, di mettere sotto controllo la Rete? Ma chi siete? Chi vi autorizza?
    Prodi fa sempre l’indiano. Non applica il suo programma per la legge Maroni (legge 30), fa l’indulto, non cambia la legge elettorale, non tocca l’ex-Cirielli e la Pecorella. Il debito pubblico sale come un termometro impazzito. Ma lui non c’entra mai. Un presidente del Consiglio inesistente.
    Il prossimo V-day sarà dedicato all’informazione, sto decidendo la data. Chiederemo due cose:
    - l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
    - l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.
    Stay tuned.

    http://www.beppegrillo.it/

  3. #43
    Dio e Po***o
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    Ddl editoria, Gentiloni ammette
    "Un errore la registrazione dei siti"

    <B>Ddl editoria, Gentiloni ammette<br>"Un errore la registrazione dei siti"</B>

    Il ministro Gentiloni
    ROMA - "Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

    "L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive".

    Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.

    "Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".

    Per il ministro delle Comunicazioni, dunque, "va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione del Festival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog". In definitiva, "meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare".

    (20 ottobre 2007)

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...ni-errore.html



    io invece a differenza di questo "preoccupato " ministro non credo proprio che il Sottosegretario Levi sia cosi' volenteroso a correggere i suoi "errori" ....
    queste porcate non le hanno mica pensate la sera prima...
    stiamo in campana la strategia della repressione delle idee e' in piena attuazione ...
    sed NON PRAEVALEBUNT !

  4. #44
    videre nec videri
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    In tempo di pace l'uomo saggio si prepara alla guerra. Orazio
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    Ddl editoria, Gentiloni ammette
    "Un errore la registrazione dei siti"

    <B>Ddl editoria, Gentiloni ammette<br>"Un errore la registrazione dei siti"</B>

    Il ministro Gentiloni
    ROMA - "Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

    "L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive".

    Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.

    "Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".

    Per il ministro delle Comunicazioni, dunque, "va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione del Festival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog". In definitiva, "meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare".

    (20 ottobre 2007)

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...ni-errore.html


    io invece a differenza di questo "preoccupato " ministro non credo proprio che il Sottosegretario Levi sia cosi' volenteroso a correggere i suoi "errori" ....
    queste porcate non le hanno mica pensate la sera prima...
    stiamo in campana la strategia della repressione delle idee e' in piena attuazione ...
    sed NON PRAEVALEBUNT !
    appena si abbassa la guardia loro ci provano.

    mai mollare

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da heimdall Visualizza Messaggio
    appena si abbassa la guardia loro ci provano.

    mai mollare
    quoto!
    mai abbassare la guardia!

    http://it.groups.yahoo.com/group/Civ...s/message/1270

  6. #46
    OLTRE LA MORTE
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    PER LA DEPENALIZZAZIONE DEL REATO D'OPINIONE E DEL SEQUESTRO PREVENTIVO DI SITI INTERNET PERSONALI E BLOG


    We endorse the PER LA DEPENALIZZAZIONE DEL REATO D'OPINIONE E DEL SEQUESTRO PREVENTIVO DI SITI INTERNET PERSONALI E BLOG Petition to Presidente del Consiglio, Ministro dei Diritti e pari opportunità, Ministro della Giustizia, Ministro delle Comunicazioni.


    Read the PER LA DEPENALIZZAZIONE DEL REATO D'OPINIONE E DEL SEQUESTRO PREVENTIVO DI SITI INTERNET PERSONALI E BLOG Petition
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  7. #47
    OLTRE LA MORTE
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    da CiaoEuropa


    A Riccardo Levi, collaboratore di Prodi
    Eccellenza,
    mi perdoni la qualifica di "eccellenza", ma io do questo titolo a tutte le Autorità che occupano una qualche posizione di potere e dimostrano chiaramente che … (censura).
    Leggo il "disegno di legge" 3 agosto 2007 e noto che, alle "buone intenzioni" espresse all’articolo 1 dello stesso (1), non corrispondono proposte atte a promuovere il principio costituzionale dell’art. 21 pomposamente richiamato.
    E difatti il "pluralismo dell’informazione", tanto strombazzato nell’art. 1, va a puttane in almeno due casi. Le sottopongo i due casi sperando che il fatto di essere stato scelto a fare da "collaboratore di Prodi" non Le impedisca di capire la incongruenza:
    Art. 6, 1 comma. Riporto testualmente: "Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione.." Tutti i soggetti, Eccellenza? Vuole dire il mio sito web, letto si e no da un centinaio di lettori al mese, viene equiparato ai siti del "Corriere della Sera" e di "Repubblica"? Le confesso il mio imbarazzo: non so difatti se ringraziarla per avere messo me, pagliuzza nell’oceano, alla pari con i siti Web del "Corriere della Sera" e di "Repubblica" oppure se venirLa a cercare per sputarLe in un occhio. Lei cosa suggerisce?
    Altra perla all’articolo 21, 1 comma. Riporto testualmente: "Al fine di tutelare la concorrenza e il pluralismo dell’informazione anche attraverso una migliore distribuzione dei prodotti editoriali e nel rispetto dei principi del processo di liberalizzazione dei servizi postali nell’Unione Europea, alle imprese editrici è concesso annualmente un credito di imposta per le spese sostenute per la spedizione in abbonamento, nominativo e a titolo oneroso, di testate quotidiane o periodiche…". Anche qui nessuna distinzione tra me (che sono un piccolissimo) e corazzate tipo il "Corriere della Sera" e la "Repubblica". E, mentre finora era la Posta a tenere i conteggi, ora i conteggi dovremmo tenerli i privati per dimostrare di avere diritto al "credito d’imposta". Simili problemi non influiscono sulla vita dei grossi giornali che hanno fior di amministratori, ma obbligherebbero me (che sono un minuscolo) a cercarmi un qualche commercialista che mi tenga i conti. Inutile dire che il commercialista mi costerebbe di più del "debito di imposta".
    Eccellenza,
    io sono rispettosissimo delle "autorità costituite". Accetto che mi governiate, accetto che godiate di lauti stipendi che forse non meritate, accetto perfino che qualcuno di voi mi derubi nella gestione della cosa pubblica.
    Ma non accetto e non gradisco che mi prendiate per il culo. In quella autentica cacata che è il decreto legge da Voi emanato, sia Lei, sia il Suo Mentore Prodi, sia gli Eccellentissimi Membri (censura) del Consiglio dei Ministri trascurate il particolare che nella editoria, accanto ad un centinaio di grandi editori, ci siamo una miriade di "piccoli". A volte di "piccolissimi". Ma voi, ripetendo una riga sì e l’altra pure che volete salvaguardare il "pluralismo dell’informazione", fissate le stesse regole per "grandi", per "piccoli" e per "piccolissimi".
    A questo punto una domanda sorge spontanea: siete così cretini, così sprovveduti da non capire che andate contro alle vostre "solenni dichiarazioni" oppure al danno aggiungete pure la beffa della irrisione?
    Aspetto risposta. E spero che sia chiara ed esauriente.
    Antonino Amato

    (1) " Art. 1 (Finalità generali)
    1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
    2. Tale disciplina mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo, al sostegno all’innovazione e all’occupazione, alla razionalizzazione e alla trasparenza delle provvidenze pubbliche, nel rispetto dei principi affermati dallo stesso articolo 21 della Costituzione, delle competenze assegnate alle Regioni dall’articolo 117 della Costituzione, delle norme comunitarie, della giurisprudenza costituzionale.

  8. #48
    Dio e Po***o
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    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    adesso provano a negare l'evidenza
    oggi provano a negare l'evidenza..

    Levi si difende così: "Con l'obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell'editoria".

    Ma l'ha letta la sua legge? Eccone alcuni articoli:

    Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)
    1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

    Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)
    1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

    Art. 7 (Attività editoriale su internet)
    1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.


    Detto in soldoni chiunque pubblichi qualcosa con qualsiasi mezzo incluso internet, anche senza finalità di lucro E' SOTTOPOSTO ALLA REGISTRAZIONE E ALLE NORME RELATIVE ALLA RESPONSABILITA' A MEZZO STAMPA.

    Ma ci prendono proprio tutti per scemi?!?
    .

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da OLTRE LA MORTE Visualizza Messaggio
    da CiaoEuropa


    A Riccardo Levi, collaboratore di Prodi
    Eccellenza,
    mi perdoni la qualifica di "eccellenza", ma io do questo titolo a tutte le Autorità che occupano una qualche posizione di potere e dimostrano chiaramente che … (censura).
    Leggo il "disegno di legge" 3 agosto 2007 e noto che, alle "buone intenzioni" espresse all’articolo 1 dello stesso (1), non corrispondono proposte atte a promuovere il principio costituzionale dell’art. 21 pomposamente richiamato.
    E difatti il "pluralismo dell’informazione", tanto strombazzato nell’art. 1, va a puttane in almeno due casi. Le sottopongo i due casi sperando che il fatto di essere stato scelto a fare da "collaboratore di Prodi" non Le impedisca di capire la incongruenza:
    Art. 6, 1 comma. Riporto testualmente: "Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione.." Tutti i soggetti, Eccellenza? Vuole dire il mio sito web, letto si e no da un centinaio di lettori al mese, viene equiparato ai siti del "Corriere della Sera" e di "Repubblica"? Le confesso il mio imbarazzo: non so difatti se ringraziarla per avere messo me, pagliuzza nell’oceano, alla pari con i siti Web del "Corriere della Sera" e di "Repubblica" oppure se venirLa a cercare per sputarLe in un occhio. Lei cosa suggerisce?
    Altra perla all’articolo 21, 1 comma. Riporto testualmente: "Al fine di tutelare la concorrenza e il pluralismo dell’informazione anche attraverso una migliore distribuzione dei prodotti editoriali e nel rispetto dei principi del processo di liberalizzazione dei servizi postali nell’Unione Europea, alle imprese editrici è concesso annualmente un credito di imposta per le spese sostenute per la spedizione in abbonamento, nominativo e a titolo oneroso, di testate quotidiane o periodiche…". Anche qui nessuna distinzione tra me (che sono un piccolissimo) e corazzate tipo il "Corriere della Sera" e la "Repubblica". E, mentre finora era la Posta a tenere i conteggi, ora i conteggi dovremmo tenerli i privati per dimostrare di avere diritto al "credito d’imposta". Simili problemi non influiscono sulla vita dei grossi giornali che hanno fior di amministratori, ma obbligherebbero me (che sono un minuscolo) a cercarmi un qualche commercialista che mi tenga i conti. Inutile dire che il commercialista mi costerebbe di più del "debito di imposta".
    Eccellenza,
    io sono rispettosissimo delle "autorità costituite". Accetto che mi governiate, accetto che godiate di lauti stipendi che forse non meritate, accetto perfino che qualcuno di voi mi derubi nella gestione della cosa pubblica.
    Ma non accetto e non gradisco che mi prendiate per il culo. In quella autentica cacata che è il decreto legge da Voi emanato, sia Lei, sia il Suo Mentore Prodi, sia gli Eccellentissimi Membri (censura) del Consiglio dei Ministri trascurate il particolare che nella editoria, accanto ad un centinaio di grandi editori, ci siamo una miriade di "piccoli". A volte di "piccolissimi". Ma voi, ripetendo una riga sì e l’altra pure che volete salvaguardare il "pluralismo dell’informazione", fissate le stesse regole per "grandi", per "piccoli" e per "piccolissimi".
    A questo punto una domanda sorge spontanea: siete così cretini, così sprovveduti da non capire che andate contro alle vostre "solenni dichiarazioni" oppure al danno aggiungete pure la beffa della irrisione?
    Aspetto risposta. E spero che sia chiara ed esauriente.
    Antonino Amato

    (1) " Art. 1 (Finalità generali)
    1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
    2. Tale disciplina mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo, al sostegno all’innovazione e all’occupazione, alla razionalizzazione e alla trasparenza delle provvidenze pubbliche, nel rispetto dei principi affermati dallo stesso articolo 21 della Costituzione, delle competenze assegnate alle Regioni dall’articolo 117 della Costituzione, delle norme comunitarie, della giurisprudenza costituzionale.
    .

  10. #50
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    Clicca sul link seguente per visualizzare il post:
    http://www.beppegrillo.it/2007/10/le_mani_nella_m.html

    24 Ottobre 2007

    Le mani nella marmellata


    Clicca sull'immagine

    Boing Boing, il terzo blog del mondo, ha scritto della legge Levi-Prodi. Il Governo ha fatto un figura mondiale di incompetenza. Levi, un signor Nessuno eletto da nessuno, ha spiegato che c’è stata, per mesi, una consultazione con tutti i protagonisti del settore per redigere la legge, inclusi gli edicolanti. I blogger sono stati esclusi. Gli operatori della Rete sono stati esclusi. Con chi ha parlato Levi? Con Berlusconi, con De Benedetti? Non certo con i ministri del Governo.
    Non ha illustrato la legge al titolare del ministero delle Comunicazioni, quello che avrebbe dovuto scriverla.
    Il Consiglio dei Ministri è un luogo ben strano. Vorrei poterlo filmare. Il 12 ottobre alla presentazione della Levi-Prodi chi c’era dormiva e se non dormiva pensava ad altro:
    - “mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo...che autorizza interpretazioni estensive che potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Molto meglio lasciare le regole attuali...” Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni
    - “non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.” Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture
    - “dico subito che quel giorno, dopo aver tentato di migliorare il decreto sul welfare, sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.” Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente

    Per evitare altre brutte figure Prodi pubblichi prima le proposte del Consiglio on line, legga i commenti e poi proceda. I cittadini sarebbero informati e anche i Ministri.
    La Commissione cultura della Camera esamina oggi la Levi-Prodi. Vorrei che la discussione sia resa pubblica con la possibilità di commentarla.
    Levi ha dichiarato: “Per ogni legge, il passaggio parlamentare è l’occasione per migliorare i testi e, quando necessario, chiarire i punti ambigui”. La legge l’ha scritta lui su dettatura di Prodi. I casi sono due : Levi ci è o ci fa. Sicuramente ci ha provato. Questa volta sono stati presi con le mani nella marmellata. Ma quante volte ci hanno provato con successo senza che nessuno lo sapesse?

    Leggi anche il Times sulla Levi-Prodi.

 

 
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