Elezioni anticipate per eleggere deputati di Camera e Senato. Se il gemello Jaroslaw
perde la poltrona, l'altro dovrà convivere con Donald Tusk fino al 2010
Polonia, ora i Kaczynski hanno paura
Al voto favorito il leader dell'opposizione
Da sinistra, Donald Tusk e Jaroslaw Kaczynski
VARSAVIA - Chi rischia di più è il premier uscente, Jaroslaw Kaczynski, leader del partito conservatore che governa la Polonia dal 2006. Suo fratello Lech, capo dello Stato, comunque vada, resterà invece in carica fino al 2010. Lo sfidante è il rappresentante dell'opposizione liberale Donald Tusk, che i sondaggi danno come gran favorito.
Le elezioni anticipate per i 460 deputati della Camera e i 100 del Senato chiamano al voto 30 milioni e mezzo di polacchi. I seggi resteranno aperti fino alle 20. Un appuntamento decisivo per il Paese, che vive questo voto come un referendum sulla discussa leadership dei due gemelli Kaczynski. La loro linea di governo è stata finora caratterizzata da un forte conservatorismo, sia nella politica interna che estera. Tutto, per ora, lascia prevedere un serrato testa a testa fra il partito Diritto e Giustizia (Pis) del premier Jaroslaw e quello di Tusk, Piattaforma Civica (Po). E, in caso di vittoria di quest'ultimo, la coabitazione col presidente gemello del premier uscente sarà tutt'altro che semplice.
Paura di perdere. Proprio nel timore di questa eventualità i gemelli hanno annunciato battaglia, minacciando raffiche di veti da parte del presidente a tutte le leggi emanate da una nuova maggioranza. Per superare un veto del capo dello Stato, infatti, il parlamento deve esprimere una maggioranza pari ai 3/5 dei deputati presenti, a condizione che sia presente almeno la metà dei parlamentari. Consapevole di questo rischio, lo sfidante Tusk, durante la campagna elettorale, ha accennato l'ipotesi di una collaborazione e persino di una "grande coalizione" con il Pis, nella speranza di scongiurare una paralisi del Paese e la conseguente ingovernabilità.
Favorita l'opposizione. I sondaggi della vigilia danno in vantaggio l'opposizione liberale. La Piattaforma Civica di Donald Tusk, forte della promessa del ritiro dei 900 soldati del contingente polacco dall'Iraq e di un nuovo "miracolo economico", è data al 47 per cento, pari a 250 seggi sui 460 della "Sejm", la Camera bassa, e alla maggioranza dei 100 scranni del Senato.
I mercati scommettono su questa vittoria, che potrebbe accelerare l'adozione dell'euro. Questo spiega anche l'apprezzamento dello 'sloti', al suo massimo negli ultimi cinque anni e mezzo.
Il 30 per cento voterebbe invece per Diritto e Giustizia dei Kaczynski. Durante l'ultimo appello televisivo i due hanno chiesto scusa agli elettori per gli commessi nei due anni di governo, chiedendo un nuovo mandato per combattere il pericolo di un ritorno della corruzione dilagante, "come accadde dopo la caduta del comunismo", hanno aggiunto.
Stando sempre ai rilevamenti demoscopici, soltanto altri due partiti riuscirebbero a superare lo sbarramento del 5 per cento su base proporzionale: la Sinistra e Democratici (Lid), una formazione guidata dai socialdemocratici, con il 12 per cento delle intenzioni di voto, e il Partito dei Contadini (Psl), con il sei per cento.
(21 ottobre 2007)




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