Proposta Santanché: prostitute nei bar. Fipe: umilia il settore
Il sottosegretario; come in Spagna, per chiudere i bordelli
Roma, 19 mar. (Apcom) - Per regolare il problema delle prostitute bisogna toglierle dalla strada, e metterle in "locali idonei, per esempio i bar, come in Spagna". L'idea è del sottosegretario Daniela Santanché e ha provocato l'immediata levata di scudi della Federazione italiana pubblici esercizi, secondo cui sarebbe una umiliazione per il settore. Il sottosegretario al ministero per l'Attuazione del programma in una intervista al programma Klaus condicio ha sottolineato la necessità di "chiudere i bordelli a cielo aperto" e individuare posti ad hoc "come accade in Spagna, dove ci sono locali idonei, ad esempio i bar, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze che sono utilizzate per questo". "Non credo che la legge sulla prostituzione sia saltata - ha spiegato il sottosegretario Santanché -, ci sono state altre urgenze. Mancano pochi mesi al secondo anno di governo e ci sono state delle priorità". Secca la risposta della Fipe. "La prostituzione nei pubblici esercizi, bar e ristoranti, porterebbe alla volgarizzazione del settore e umilierebbe esercenti che hanno ben altri valori da promuovere, danneggiando anche il sistema eno-gastronomico, immagine ed espressione dei veri piaceri del nostro Paese". Per il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, "la sola idea di tramutare i pubblici esercizi in locali a luci rosse offende tutta la categoria. Siamo imprenditori seri e spendiamo tutte le nostre energie per curare l'etica e la morale". AquGtz
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