Vespa «laboriosa»
Era appena andato in onda, in apertura del Tg1, l’appello del presidente Napolitano per un ritorno alla serenità nel dibattito politico, che ecco Bruno Vespa scendeva in campo con lo scontro tra Mastella e Di Pietro, sfrugugliando apertamente le ostilità tra i due. E sicuramente avrebbe voluto arrivare al sangue (per poi ricostruire la scena del delitto), ma Mastella era registrato e solo Di Pietro presente in studio, sottoposto a fuoco nemico e amico. Vespa ha respinto con finta modestia, come la madonnina infilzata che è, la definizione di Buttiglione, secondo il quale “Porta a porta” sarebbe non già la terza Camera, ma la Suprema Corte di Cassazione. Nei fatti però, il conduttore ormai si contrapponeva addirittura alla presidenza della Repubblica, non stancandosi di aizzare Di Pietro contro Mastella e viceversa. Con l’intento evidente di spingere verso la crisi di governo e portare acqua al mulino del suo mugnaio di riferimento: Berlusconi. E dire che il centrosinistra non ha tolto a Vespa un solo minuto di programma. Né un solo milione di euro di cachet!
Maria Novella Oppo




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