Oggi, venerdì 26 ottobre 2007, i dipendenti pubblici "incrociano le braccia" per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti.

Ma, mi chiedo, cos'è lo sciopero? Lo sciopero è quello strumento per cui in un sistema capitalistico il prestante d'opera interrompe la sua produttività per bloccare le entrate di capitale destinate al padrone in primis, e a se stasso come conseguenza.
Senza divagare circa l'effiacia o meno del sistema, proviamo a tradurlo nei termini del servizio pubblico. Il dipendente smette di lavorare, non timbra il cartellino, non offre quindi il suo servizio e non percepisce i soldi per le ore di sciopero. Ma qui sta un'osservazione: non si tratta di interrompere produttività al fine di bloccare l'acquisizione di ricchezza, poichè quest'ultima lo stato continua a recepirla (le tasse dei cittadini che vengono versate indipendentemente dallo sciopero del dipendente pubblico). A cosa serve quindi scioperare per il dipendente pubblico? E' vero, il servizio viene interrotto a scapito del cittadino, ma i soldi continuano ad entrare all'Erario. Se per il dipendente privato chi detta la legge è il padrone, che si trova un'interruzione di entrate di capitale (teoricamente), per il dipendente pubblico chi detta legge non è lo Stato, ma... i politici stessi!
Politici che anche nella teoria si trovano comunque lo stipendio integro.
Detto questo, come agire per una protesta il più possibile efficace e coerente? Certo non è possibile, anche teoricamente, non far recepire lo stipendio ai "padroni-politici". Anzi, se si sciopera non si fa altro che dar trattenere i propri soldi allo Stato/ente. L'unica soluzione sempre proprio trovarsi nel TIMBRARE IL CARTELLINO, PERCEPIRE LO STIPENDIO DELLA GIORNATA, MA NON LAVORARE.
La domanda è: è giusto infierire sul cittadino "rubandogli" le tasse che ha versato? Un conto è scioperare senza recargli danno oltre quello di non prestargli servizio, altro conto invece è, appunto, prendergli anche i soldi.
SCIOIPERARE LAVORANDO? Bene, ma così non da nessun tipo di segnale, o se ne da uno errato.
Quindi?