Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito La città che vogliamo. IERI AL REGINA.

    Vediamo, dopo una buona dormita, di fare alcune considerazioni sull’incontro di ieri al Regina organizzato da Via dell’Arco, Galvani & co.
    • Il pubblico: eccezionalmente numeroso ed attento. Segno che la materia come quella proposta interessa e come! Il cittadino vuol essere parte attiva e partecipata su argomenti che interssano il destino della citta’.
    • Gli oratori: tutti bravi e relativamente moderati. Ovviamente apparivano di più quelli (2) abituati all’esibizione pubblica.
    • La tesi: affascinante. Finalmente uno abituato ai numeri come me ha potuto sentire parlare i numeri.
    • In particolare il piano regolatore attuale dovrebbe essere rivisto dal nuovo riducendo di metà le aree destinate all’edificazione (orrore e panico !!!). Il piano redatto dalle laureande prevede anche una viabilità da usare solamente nei periodi di maggior traffico (quindi FLESSIBILE ottima idea questa). Da perfezionare il percorso.
    • Buone anche le idee sulla Zona della Stazione. FFSS e sui giardini pubblici.
    Insomma complimenti a Galvani ed i suoi.
    SE proprio vogliamo parlare di professionisti, visto che il futuro piano regolatore non sarà affidato all’Urbanista GP di SML (che lo ha giustamente rifutato) mi chiedo se si perdera’ ancora un’occasione come quella di affidarlo al prof. ROATTI, che non è ligure, ma conosce Santa e i Milanesi e che soprattutto ha dimostrato nel suo intervento di SAPER di AMBIENTE ARCHITETTURA E URBANISTICA. Doti oggi rarissime specie se coniugate assieme.....Aspetto un messaggio in merito.
    Non dite che c’è la gara!

    Chiedo anche all’Amministrazione di Rendere pubblica la Tesi esponendo gli elaborati magari al Castello o a villa Nido, inviando magari un premio simbolico alle tre architette (carine e gentili):

  2. #2
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    Io condivido in pieno la tesi di Ortana che va sempre tenuta presente è molto attuale ed in linea con il sentire comune per una tutela dell'ambiente concreta, l'unica cosa che a lungo tempo paga, la gente ha voglia di godersi i paesaggi meravigliosi che i padri hanno saputo mantenere edificando in armonia con la natura oggi si è fin troppo martoriato il territorio, ieri al Regina, nessuno ha mostrato C.soMatteotti, Via Garibotti di questo sono stati capici i figli di grandi padri! Penso, che bisognerebbe fare Sistema con gli altri Comuni del Levante per chiedersi e non creare doppioni ogniuno con la sua unicità ripensare alle proprie cittadine nel contesto Europeo ognuna ottimizzando con ciò che si ha nel proprio territorio cercando di creare prospettive per ilFuturo e chiedendoci per primi noi cosa vogliamo che Santa sia un domani poniamoci questa domanda è una volta trovata la risposta con un idea di Santa,condivisa da tutte le categorie si comincia con l 'accordo che chi vincerà le elenzioni continui a portare avanti quell'idea come è stato fatto nel passato. Con l'obiettivo prioritario del bene comune che è il bene di tutti.

    Per la salute, investirei nella ferrovia, piuttosto che nei parcheggi
    esempio dal Campo sportivo non guasterebbe una fermata di treno riaprirei le stazioni chiuse insomma utilizziamo ciò che abbiamo, traghetti, autobus, come ho già detto nei miei primi post un censimento delle case abbandonate non guasterebbe per poi ristrutturarle anche con fondi europei visto che siamo un territorio pregiato ci deve essere per forza un finanziamento in tal senso poi aprire una scuala professionale di alto prestigio che formi, pittori tappezzieri abbiamo ville e muri splendidi chi se ne occuperà in futuro, scuole di ceramica ardesia ecc.scuole di cucito per sartorie riappropriarsi degli antichi mestieri che ancora oggi fanno la storia di Santa mettersi insieme ecrederci veramente abbiamoun territorio che ci ha fatto vivere di rendita pensiamo a dare un po al territorio sono sicuro che ci ripagherà in abbondanza.

    Dimenticavo non abbiamo più calzolai.

  3. #3
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    io invece ho letto con una certa tristezza il Mercantile di ieri dal quale traspare un vero complesso di persecuzione.
    Diventeremo un paese civile (come l'inghilerra per esempio) quando il potere accetterà le critiche al suo operato anche le più feroci utilizzandole come stimolo a migliorarsi!
    Un suggerimento per AL CENTRO LA CITTA?:
    Organizzi una manifestazione analoga sul tema che più le converrà. Inviti tutte (dico tutte) le associazioni e giuro che a titolo personale interverrò!
    Per favore non chiudiamo la porta al dialogo costruttivo per la citta'.
    Cerchiamo un po' tutti di capirlo:
    L'ultimo dei problemi attuali è chi sarà il futuro sindaco.
    MAGARI E' PI§ IMPORTANTE IL PIANO REGOLATORE!

  4. #4
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    E' stato un bel dibattito, non c'è che dire. Pacato e costruttivo, per quanto etero. E mi spiego. Si è parlato del futuro di Santa Margherita a partire dai pochi strumenti che un'amministrazione ha a disposizione. Ravera ha giustamente accennato al patto di stabilità, una vera vessazione che colpisce i Comuni virtuosi, che non ha eguali in Europa e che tronca sul nascere ogni ipotesi di sviluppo locale e di 'rinascimento'.

    Certe cose vanno dette, anche se politicamente scorrette. Anzi: proprio perchè politicamente scorrette. De Marchi ha parlato di competitività internazionale. Applausi. Purtroppo viviamo sotto uno Stato che ha una competitività inferiore a quella dell'Uganda (confrontare gli indici di libertà economica). Viviamo sotto uno Stato che drena metà del PIL a pro di una spesa pubblica clientelare e antitetica ai principi di crescita economica.

    Viviamo in Italia, il futuro terzo mondo d'Europa, il parja del vecchio mondo irriso giustamente da tutti gli altri Stati sodali che grazie a noi hanno risolto il problema del cabaret. Questo deve essere detto.

    Torniamo quindi con i piedi piantati per terra: senza federalismo fiscale e riforme di segno liberale (oppure indipendenza sul modello del Principato di Monaco) dove li troviamo i soldi per risanare (lasciatemi usare questo termine) la stazione, rifare i giardini a mare, lanciare il nostro bel brand su scala planetaria? Aspettiamo i fondi del ministero?

    Ho l'impressione che ieri ci siamo lasciati prendere la mano dai sogni, dimenticando una realtà fatta di vessazione e oppressione dello Stato a danno della società civile, senza il cui entusiasmo ogni progetto è destinato a naufragare. Il futuro non è solo un nudo e crudo fatto amministrativo, ma sociale e comunitario. Anche qui De Marchi è stato bravo nel ricordarlo, anche se in appendice al suo discorso. Non sono due-tre opere pubbliche che allungano la linea di vita di una comunità, ma la libertà e soprattutto l'interdipendenza tra quest'ultima e il 'genius loci'. E per creare questa variabile è necessario agire su cento leve, dal diritto alla scuola, dalla fiscalità alla legislazione ambientale.

    P.S: San Siro - e soprattutto Corso Matteotti - estromessa dalle tesi di Roatti e delle sue studentesse. Cosa ne pensate?

  5. #5
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    Io avrei proiettato anche questa slide, perchè è ora che la gente capisca, che si svegli e si ribelli fiscalmente contro uno Stato che è responsabile di questa valle di lacrime. Debito pubblico, burocrazia, clientelismo, collusioni mafiose, statalismo e neo-corporativismo. Ecco il risultato.

    http://www.weforum.org/pdf/Global_Co...7_rankings.pdf

  6. #6
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    La gazzettadisanta con la redazione al completo in ferie per una settimana è tornata alla grande sul tema del Convegno al Regina ed ha messo in piedi un poderoso articolo che invito a leggere e meditare.
    Ottimo tra l'altro l'intervento di tale G. PAGNOTTA.

 

 

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