Falso in bilancio, il governo vuole ripristinare il reato
Il piano sarà inserito nel pacchetto sicurezza con nuove norme sulle prescrizioni. Santagata: aboliremo due leggi vergogna
ROMA — È un muro contro muro e l'intesa appare ormai impossibile. Perché la spaccatura interna al governo sul «pacchetto sicurezza » non riguarda soltanto alcune norme, ma l'intero impianto di due disegni di legge: quello che inasprisce le pene per numerosi reati e quello che concede maggiori poteri ai sindaci. I ministri di Interno e Giustizia appaiono disponibili a modificare soltanto alcuni dettagli, quello della Solidarietà Sociale contesta l'intero articolato. E non è l'unico. Per tentare di arrivare a una mediazione, il governo ha deciso di ripristinare il falso in bilancio che era stato cancellato dall'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi e di rimodulare i tempi di prescrizione, anch'essi modificati durante la precedente legislatura. «Aboliremo due leggi vergogna varate dalla Cdl — annuncia il ministro per l'attuazione del programma Giulio Santagata — e in questo modo avremo maggiore certezza della pena».
Durante la riunione del Consiglio dei ministri di martedì, era stato Antonio Di Pietro a battere su questo tasto e lo stesso Paolo Ferrero aveva spiegato di ritenere assurdo che si pensasse di mettere sullo stesso piano «chi vende borsette false e i banchieri che giocano illecitamente sui titoli o gli imprenditori che truccano i conti». Si è così stabilito di proporre al Parlamento questi due nuovi disegni di legge, pur sapendo che potrebbe non bastare ad ottenere un voto unanime. Ci saranno le astensioni, se non addirittura qualche parere contrario. Giuliano Amato non sembra comunque disposto ad arretrare su alcun punto cardine del «pacchetto». «Lo approveremo con alcuni arricchimenti», assicura. E Santagata aggiunge: «Prodi vuole l'unanimità, per questo abbiamo deciso di aggiornarci di una settimana».
Questa mattina si riuniranno i tecnici degli uffici legislativi. Confermeranno la concessione dei poteri al prefetto in materia di espulsione dei cittadini comunitari per motivi di sicurezza pubblica, anche se escluderanno i minori e chi è in Italia da oltre dieci anni. Proprio ieri, dopo avere incontrato Amato, il ministro dell'Interno rumeno Cristian David ha garantito la «collaborazione del mio Paese anche nel rimpatrio, perché so che questo serve a tutelare i cittadini onesti». Tra le modifiche allo studio c'è pure un ulteriore abbassamento della pena per i «falsari» delle merci. Ma Ferrero conferma la sua contrarietà e lo fa rispondendo ai sindaci che ieri hanno chiesto nuovamente al governo il varo dei provvedimenti. «Nessuno mette in discussione che i delinquenti finiscano in carcere — dice il ministro —. Il problema è che le misure repressive, oltre a non servire a nulla, sono dannose quando diventano l'unico strumento con cui relazionarsi con il disagio urbano. Così si usano le forze dell'ordine per sequestrare borsette false e si intasano i tribunali di processi contro poveracci che cercano solo di sbarcare il lunario, mentre i delinquenti girano tranquillamente e continuano a fare danni. La sicurezza dei cittadini è un problema serio, la strada individuata da alcuni sindaci è semplicemente sbagliata».
Fiorenza Sarzanini
25 ottobre 2007
http://www.corriere.it/politica/07_o...arzanini.shtml