Come far convivere (e crescere) tre aeroporti così vicini
Torino Caselle, Cuneo Levaldigi e Biella Cerrione sono in un raggio di settanta chilometri e debbono sopportare anche la concorrenza di Malpensa, Genova e Nizza. Ma la Regione ha un progetto per ognuno di essi. Caselle rimarrà "centrale", Cuneo punterà sui low cost e Biella sui voli business
Il centro è lo scalo di Caselle. Sistemando la punta del compasso sull’aeroporto di Torino e tracciando un raggio di circa 70 chilometri si incontrano però altre due piste: Cuneo Levaldigi e Biella Cerrione. Un cerchio che rappresenta una risorsa per il Piemonte, ma una risorsa troppo debole, perché il sistema subisce la concorrenza della vicina Malpensa. Anche se l’hub internazionale del Nord è in crisi, rappresenta sempre una calamita per le compagnie aeree. Ed in più ci sono altri agguerriti scali, come Bergamo, che sui lowcost non ha rivali, Genova e, poco dopo il confine con la Francia, Nizza. Basta mettere su una cartina tutte queste bandierine per capire che sono troppi gli aeroporti nell’area e riuscire a far funzionare il cerchio piemontese non è semplice.
La Regione, però, non ha gettato la spugna e ha lanciato sul tavolo un piano che dovrebbe servire a sostenere lo sviluppo dei tre scali. Ad ognuno un ruolo diverso. Progetto che da una parte guarda verso le compagnie a basso costo, facendo perno sulla crescita turistica del Piemonte e sull’incoming, dall’altro sull’incremento dei voli business e di linea, grazie anche all’interesse mostrato dall’Alitalia.
Il perno di tutto è Caselle con i suoi 3 milioni di passeggeri l’anno. Ma il potenziale è molto più alto dopo il restyling per le Olimpiadi. «Abbiamo a disposizione una Ferrari, ora bisogna farla girare al massimo», sottolineano il nuovo presidente della Sagat, Maurizio Montagnese, e il nuovo amministratore delegato, Biagio Marinò, espressione dei soci privati, ad iniziare dal gruppo Benetton, entrati in partnership con il Comune di Torino e gli enti pubblici. I dati sono confortanti. Con oltre 322 mila passeggeri a luglio lo scalo ha segnato il nuovo record storico, ma le cifre non sono l’unico aspetto da tenere sott’occhio. C’è un problema di collegamenti. Poche settimane fa l’Austrian Airlines ha deciso di cancellare i due collegamenti con Vienna, rimpiazzata poi da un volo Meridiana. E la Sky Europe prima ha già cancellato il volo su Cracovia e Praga. C’è quindi un problema di mantenimento e di incremento dei numeri al "Sandro Pertini". Ogni tanto arrivano buone notizie, come il Wind Jet su Mosca una volta alla settimana da fine dicembre. «Stiamo lavorando — spiegano Montagnese e Marinò — le trattative non mancano, ma siamo ancora in uno stato embrionale».
La voglia RyanAir di andare a Malpensa rischia, però, di far saltare il progetto della Regione. Un piano seguito in prima persona dall’assessore al Turismo, Giuliana Manica, e dal collega ai Trasporti, Daniele Borioli. «Se si pensa alle low cost non c’è solo RyanAir — sottolinea Borioli — compagnia che credo resti comunque interessata alla partita. Il problema è che sull’onda dei riflessi di Malpensa c’è stata una pausa di riflessione. Ora proseguiremo con il progetto». In sintesi un milione di euro all’anno per tre anni dalla Regione per le compagnie nofrill che apriranno collegamenti con Torino. «Soldi che saranno integrati anche da investimenti dello scalo», aggiunge Borioli. Un piano non pensato solo per Caselle. Nel pacchetto sarà inserito anche Cuneo Levaldigi. Lo scalo ha superato i problemi finanziari, attraverso diverse ricapitalizzazioni da parte della Regione e degli enti pubblici della provincia di Cuneo, ed ha riavviato un programma di voli di linea e charter. Oggi è collegato con Olbia, Elba, Bucarest, Bacau, oltre a Ibiza, Creta e Tirana. Manca però il collegamento principe, quello con Roma. I vertici dell’aeroporto contano sulla nuova continuità territoriale per far decollare presto un volo con la capitale. E poi i lowcost. «Investiremo diverse migliaia di euro ogni anno per attirare compagnie su Levaldigi, aeroporto che ha caratteristiche diverse rispetto a Caselle, ma che può avere un suo sviluppo di traffico autonomo», sottolinea Borioli.
Altro aspetto è il volo business. La Regione non vuole rinunciarci. E su questo fronte si inserisce lo scalo di Biella Cerrione. Un aeroporto di nicchia, dove è impossibile immaginare voli di linea. Concluso il risanamento e la ricapitalizzazione si può pensare ad uno sviluppo. Quale? La pista dedicata, oltre a Torino, all’aviazione generale e ai jet. Un aeroporto snello e flessibile, con servizi di qualità, ideale per il traffico privato, degli uomini d’affari. «Stiamo già sperimentando elitaxi — spiega Borioli — grazie all’interesse di una società privata che ha messo in piedi una rete di collegamenti con tutti i principali scali del Nord».
Ma sul fronte business il cuore rimane Caselle e gli enti locali sono determinati a incrementare anche questa fetta di traffico. E le novità non dovrebbero tardare ad arrivare. Alle porte dello scalo e della Regione ha già bussato l’Alitalia, proponendo un pacchetto di voli, tra cui un intercontinentale con New York, per far crescere le rotte. «Un piano oneroso — dice Borioli — superiore a dieci milioni di euro di investimento, ma molto interessante. Non vogliamo rinunciarci». Entro poche settimane i dirigenti della compagnia di bandiera si ripresenteranno per portare un nuovo progetto, aggiornato, partendo sempre dal New York, meta che la Regione non vuole perdere.
Affari&Finanza




Rispondi Citando
