Dopo infinito vagare ed indicibili affanni, giunsi alfine in sicuro porto. Avrò dunque riparo dalle amare tempeste che il mio cuore affrontò lasciando la mia magione, per compiere una novella opera di redenzione? Saprò con l'opalescente virtù disperder le tenebre che troppi cuori attanagliano?
Pur conscio della dubbia moralità della ciurmaglia che popola questo miserabile luogo di perdizione, il fulgente compito ch'io vedo a me assegnato dall'Altissimo, spingemi a soffocar dentro il mio animo il giusto orgoglio per abbassar il mio corpo fra gli esseri abietti, striscianti sulla terra, ma pur degni di elevarsi al cielo. La mia educazione fece il resto: imparai la soavità dell' Alta Società, quanto già conoscevo la realtà degli esseri più materiali.
Per questo sempre mi volsi al volgo con benevolenza ed amore, acciocchè la carità scaturisse dai cuori pur induriti da malvagie conoscenze ed abominevoli esperienze. Sdegnai la compagnia di baroni, principi e duchi, per elargirla al popolo, bisognoso di guida e di cristiana comprensione.
Ed ora son arrivato fra voi, a portar gioia, felicità e moralità (le tre cose non son disgiunte, ben il sa il creator della terra: le nostre azioni, frutto della Sua grazia, ben rifulgono sulla Terra e nei Cieli).
Mi aspetto un'accoglienza degna di un ospite di siffatto lignaggio!




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