
Originariamente Scritto da
Malik
DIETRO LE QUINTE
Amato e il timore delle ronde ultrà
«Agire subito, dopo il derby si rischia la ronda dei tifosi»
ROMA — Quando a metà pomeriggio chiama Romano Prodi, il ministro Giuliano Amato è pacato, ma fermo. Sono le parole a pesare. «Dobbiamo intervenire — spiega — e dobbiamo farlo in maniera forte. Qui si rischia che si scateni la caccia al romeno. Stasera c'è il derby Roma-Lazio, è possibile che all'uscita dello stadio i tifosi si scatenino».
L'Olimpico è a due passi dalla zona dell'aggressione. Il ministro lo sottolinea: «Non possiamo essere sicuri di tenere la situazione sotto controllo. I cittadini hanno paura, la loro reazione può diventare violenta». L'attacco degli esponenti dell'opposizione alla linea politica della maggioranza fa montare la polemica. Con un comunicato il segretario nazionale di Forza Nuova, movimento della destra estrema, «invita alla mobilitazione tutti i romani», e avverte: «La misura è colma, guai a chi tocca le nostre donne ».
Amato sa che la tensione può salire, lo dice con chiarezza. «È un delitto troppo grave, dobbiamo dare un segnale di risposta che sia efficace. Un decreto che tocchi soltanto questo punto passerà rapidamente in Parlamento e sono certo che troverà anche il consenso di tutti i partiti. Bisogna farlo subito». Il messaggio è recepito. «Parlo con il presidente Napolitano e ti richiamo», risponde Prodi. La consultazione dura pochi minuti. Il via libera dal Quirinale è immediato, neanche mezz'ora dopo il capo dello Stato dirama una nota ufficiale che serve a manifestare pubblicamente la condivisione della scelta resa nota da Palazzo Chigi. Il premier ha già richiamato Amato: «Procediamo».
Sino ad allora era stato Walter Veltroni ad occupare la scena, sollecitando l'esecutivo a prendere misure urgenti e decidendo di salire al Viminale proprio per tracciare una linea comune con il titolare dell'Interno. Il feeling tra Amato e il neosegretario del Partito Democratico è noto. Sulla sicurezza, così come su altri temi, i due hanno sempre marciato di comune accordo. Ma i toni forti usati ieri da Veltroni hanno in qualche modo spiazzato il governo che alla fine è stato quasi costretto ad intervenire con una mossa clamorosa. E l'unica strada percorribile è apparsa quella di convocare un Consiglio dei ministri straordinario che potesse fornire una «risposta forte e decisa» come appunto è la decisione di far entrare subito in vigore la norma che consente ai prefetti di espellere i cittadini comunitari «per motivi di sicurezza lica».
http://www.corriere.it/politica/07_n...to_ronde.shtml
Invece di predisporre immediatamente voli per Bucarest , colui che trafugò di notte , nel 1992 , nei conti correnti degli italiani , si preoccupa di sta feccia.
Pazzesco.