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Rapporto Caritas: boom dell' immigrazione in Italia, +21,6% in 12 mesi
L'Italia al vertice europeo per ritmo di crescita dell'immigrazione
Sono 3 milioni 700 mila gli immigrati regolari in Italia. Un numero aumentato del 21,6% - pari al 6,2% sulla popolazione complessiva (nell'Ue e' il 5,6%) - in un anno e tale da collocare l'Italia, per ritmo di crescita, al vertice europeo. Lo stima il 17/o rapporto sull'immigrazione redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato oggi. Nel 2006 il trend di crescita (700 mila in un anno) e' stato tale che, se sara' confermato, fara' arrivare fra 20-30 anni gli stranieri a 10 milioni ed oltre.
Ogni 10 immigrati, 5 sono europei (la meta' comunitari); 4 suddivisi fra africani e asiatici, 1 americano. L'aumento di 700 mila unita' in un anno (un sesto rispetto all'anno precedente) e' il numero complessivo di stranieri contati appena 5 anni fa, nel 2002. I rumeni, col 15,1% di presenza, sono la comunita' piu' numerosa; seguono i marocchini (10,5%), gli albanesi (10,3%), gli ucraini (5,3%). Sei immigrati su 10 si trovano al nord; al centro c'e' il 26,7%, al sud il 10,2% e nelle isole il 3,6%. In sei anni, dal 2000 al 2006, gli immigrati dall'Est sono saliti di 14 punti mentre l'Africa ne ha persi 5 e l'America 2.
Il rapporto segnala che negli ultimi due anni, la crescita "e' stata fortissima" anche in assenza di regolarizzazioni ma facendo leva sulle quote di ingresso. Ad avere impresso questo ritmo sono il fabbisogno delle industrie e delle famiglie di manodopera aggiuntiva (540 mila domande), i ricongiungimenti familiari (poco meno di 100 mila) e le nuove nascite tra gli immigrati (quasi 60 mila). Se il ritmo di crescita continuera' anche nel biennio 2007-2008, la Lombardia passerebbe da 850 mila ad oltre un milione di presenze; il Veneto, l'Emilia Romagna e Roma supererebbero il mezzo milione di unita'; il Piemonte sfiorerebbe le 400 mila, la Toscana le 350 mila. Sotto le 100 mila unita' resterebbero solo il Trentino Alto Adige, l'Abruzzo, la Sardegna, la Basilicata, il Molise e la Valle d'Aosta.
Gli occupati stranieri sono 1.348.000 (piu' della meta' nei servizi e piu' di 1/3 nell'industria) - i 2/3 sono al nord - mentre i disoccupati sono 127 mila. L'aumento annuale dell' occupazione e' stato di poco inferiore alle 200 mila unita'; il tasso di attivita' e' risultato essere del 73,7% (superiore di circa 12 punti di quello degli italiani), quello dell' occupazione dell'8,6%. Gli stranieri incidono per il 6,1% sul Pil; pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse attraverso 2 milioni 300 mila dichiarazioni dei redditi. Piu' della meta' delle donne (circa 700 mila) e' impiegata nel lavoro domestico e di cura (molte lavorano in nero). Piu' di un quarto degli stranieri lavora in orari disagiati: il 19% la sera (dalle 20 alle 23), il 12% la notte (dopo le 23) e il 15% la domenica. L'85% lavora come dipendente. Gli imprenditori sono aumentati dell'8% (sono 141.393); per il 70% operano nel commercio e nelle costruzioni. Gli immigrati guadagnano in media 10.042 euro l'anno; nel 2006 le rimesse inviate dall'Italia hanno superato i 4,3 milioni di euro per una crescita annua dell'11,6%. La Romania, con 777 milioni di euro, e' la prima destinazione dei flussi in uscita.
L'atteggiamento degli immigrati nei confronti degli italiani e' definito dal rapporto "benevolo": la maggioranza afferma di stare bene in Italia; la difficolta' piu' grande riguarda trovare un affitto (57%).
L'Ufficio nazionale antidiscriminazioni ha riscontrato lo scorso anno 218 casi di discriminazione razziale su 10 mila segnalazioni. Un matrimonio su 8 coinvolge ormai un cittadino straniero (solo nel 20% dei matrimoni misti sono protagoniste le donne italiane rispetto ai maschi); le coppie miste sono oltre 200 mila. Gli alunni stranieri sono oltre mezzo milione, il 5,6% della popolazione scolastica. Meta' degli italiani continua ad essere contraria all'immigrazione anche se non e' la prima loro preoccupazione, superata dalla precarieta' del lavoro.
Rimpatriato solo il 36,5% di immigrati irregolari
Nel 2006, su 124.383 stranieri in posizione irregolare individuati dalle forze dell'ordine, solo il 36,5% (45.449) e' stato effettivamente rimpatriato: nel '99 fu rimpatriato il 64,1%. Ma se si tiene conto dell'ultimo allargamento dell'Ue e si tolgono dal conteggio bulgari e romeni, il numero degli intercettati in posizione irregolare scende per la prima volta dopo tanti anni sotto quota 100 mila (per l'esattezza, 84.245).




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