Dalla strage di Torchiera di Pontevico, Brescia, del 1990 alla strage dei coniugi di Treviso torturati e ammazzati,
una lunga teoria di delitti in stile "arancia meccanica" perpetrati nelle contrade della Padania -cioè del nord di questa cosiddetta Italia-
tra l'indifferenza della politica e delle istituzioni impegnate a insabbiare, abbassare i toni, inculcare sensi di colpa per una presunta immeritata ricchezza della parte di popolazione più onesta laboriosa di questa terra dei cachi.
Parevano promuovere, lorsignori, una giusta vendetta di "poveri diseredati" giunti per evitarci la crescita zero, per fare i lavori che nessuno vuol fare, per pagarci le pensioni, per portarci ricchezza regalandoci il paradiso terrestre della società multietnica da taluni agognata.
Chi si opponeva timidamente a questo perverso andazzo che tendeva ad omologare ANCHE malviventi e delinquenti alla stregua di poveri immigrati volenterosi, veniva tacciato di ignoranza, razzismo, egoismo.
Poche ore prima del delitto di Roma, anche il presidente napoletano di questa gioconda penisola gongolava beotamente dagli schermi TV per la grande quantità di immigrati, aumentati a dismisura nell'ultimo anno.
Nessuno che abbia voluto vedere il rovescio della medaglia fino a che uno dei tanti delinquenti clandestini, impunito ed impunibile, non l'ha "fatta fuori dal vaso" lasciandosi prendere la mano durante una rapina fino ad arrivare ad un (presunto) omicidio di una abitante della Capitale.
Apriti cielo!!!
L'Italietta ha scoperto il pericolo rappresentato dall'immigrazione irregolare, clandestina o meno, di ogni sorta di individui nullafacenti, disadattati, poco propensi a farsi nobilitare dal lavoro.
Ragli d'asino elevati al cielo da politici rintronati, per tentare di contenere l'ira del popolino romano, meno avvezzo a piegare il capo rispetto a quei polentoni razzisti del nord.
Bisognava proprio che questa infelice penisola venisse colpita al cuore perché qualcuno focalizzasse il pericolo!
"Al cuore Ramon!" diceva un eroe degli spaghetti western...
"Al cuore Ramon, al cuore o siamo spacciati" parafrasavano Franco e Ciccio.
Oggi ogni cittadino del nord può ben ripetere " al cuore "rumen", al cuore o siamo spacciati", almeno fino a che i politici scherzando col fuoco, non ascoltano il grido di dolore che da decenni si leva dal nord.
Quando la Storia presenterà il conto, spero che politicanti e ruffiani leccobardi siano ancora in vita per pagare caro, per pagare tutto.




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