Circoli della Libertà, ronde anti-rom dopo le sevizie
2 Novembre 2007
Dopo l'orrore e lo sdegno, arrivano le ronde. Due giorni dopo le sevizie subite da una donna da parte di un romeno, alcuni cittadini impugnano torcia e walkie talkie per presidiare le strade della Capitale.
L'iniziativa è del “Circolo delle Libertà - Roma Liberale” anche se la presidentessa Michela Vittoria Brambilla prende subito le distanze dai colleghi romani e precisa con una nota che: “non ho mai suggerito, promosso né tanto meno autorizzato ronde della libertà o iniziative del genere che certo non rappresentano né interpretano lo spirito e gli obiettivi del nostro movimento”.
“Sia chiaro e tengo a chiarirlo una volta per tutte - ha aggiunto la Brambilla - che tutte le nostre iniziative non solo si muovono sempre nel rispetto delle prerogative e dei poteri delle istituzioni per la salvaguardia dell'ordine pubblico ma escludono anche ogni intervento che possa prescindere da esse. La situazione della sicurezza, a Roma come altrove, sta raggiungendo punte di criticità davvero insopportabili, ma questo non può giustificare iniziative che, travalichino la civile protesta”.
L'iniziativa romana nasce dallo sconcerto per quello che è accaduto a Giovanna Reggiani, la donna violentata e uccisa da un cittadino romeno a Tor di Quinto, e si mostra decisamente polemica nei confronti del sindaco Veltroni e del governo Prodi.
“Siamo stanchi di assistere impotenti a quello che succede nelle nostre strade” ha spiegato Giuseppe Luca, presidente del Circolo di via Nizza. “Io ho denunciato per tempo lo stato di degrado dei nostri quartieri, ho chiesto anche un appuntamento al sindaco di Roma senza mai ricevere risposta”.




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