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    (E.N.D.A.S) Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale




    Commemorazione dell'on. Mauro Dutto, parlamentare del PRI e presidente dell'Endas, tenuta a L'Aquila dal Segretario Nazionale on. Francesco Nucara, alla riunione della Direzione nazionale dell'Endas del 25 novembre 2002

    "Mauro sarebbe stato con noi"

    Ricordare
    Mauro Dutto
    vuol dire riandare con la memoria e il ricordo agli anni comuni della nostra vita parlamentare e a quelli della grande crescita repubblicana.

    La scomparsa di Mauro Dutto, deputato del PRI dal 1979 e presidente dell'Endas dal 1984 e nostro caro amico è avvenuta esattamente dieci anni or sono il 26 novembre 1992 a Roma alla vigilia di uno dei periodi più difficili e tormentati della repubblica: quello legato alla inchiesta che è andata sotto il nome di mani pulite. Un periodo nel corso del quale si è avviata una transizione che ha toccato molti aspetti della vita politica e istituzionale del nostro Paese e che ancora non può considerarsi conclusa, anzi alcuni clamorosi esiti giudiziari di questi giorni ne hanno reso più incerti i contorni, le cause e le finalità.

    Ricordarlo oggi senza cadere in una commemorazione rituale e retorica che lo stesso Mauro avrebbe evitato, vuol dire anche parlare di quegli anni e degli avvenimenti che ne sono seguiti, inquadrando l'attività politica e associativa di Mauro in un contesto che ha subito profonde trasformazioni e cambiamenti notevoli.

    E Mauro era un uomo di cambiamento.

    Era arrivato alla politica dal giornalismo televisivo, in forza al TG2 - a seguito di un concorso pubblico come amava ricordare - aveva portato nella conduzione del telegiornale uno stile innovativo che accompagnato ad una forte carica di comunicativa personale ne aveva fatto in breve tempo uno dei protagonisti più seguiti del mondo della comunicazione.

    La sua formazione culturale laica l'aveva portato alla scelta del PRI, dove aveva iniziato una milizia politica attiva, diventando in pochi anni segretario dell'Unione comunale di Roma. Nel 1979 era stato eletto parlamentare del Lazio, rimanendo alla Camera dei deputati, dove era stato nominato segretario di Presidenza, sino al 1992 anno della sua prematura scomparsa.

    Praticante di diverse discipline sportive, attento ai problemi dell'organizzazione dello sport e dell'associazionismo era stato nel 1984 chiamato a presiedere l'Endas, Ente di promozione sportiva e del tempo libero che nella sua autonomia organizzativa si è sempre ispirato - ieri come oggi - ai valori della cultura laica ed è sempre stato collegato in maniera attiva alle impostazioni del PRI.

    Mauro seppe coniugare il mondo della politica e quello dell'associazionismo con un impegno civile e culturale che riportava ad unità effettiva i diversi aspetti di quelle esperienze.

    Ed in questo Mauro è stato - come dicevo all'inizio - non soltanto un parlamentare esperto nei problemi della comunicazione e dello spettacolo, ma soprattutto un grande anticipatore ed innovatore. Un uomo del futuro.

    A questo proposito voglio ricordare l'organizzazione della festa dell'Edera a Ravenna nel 1983. Mauro seppe trasformare una manifestazione tradizionale di partito in un vero e proprio evento culturale e di immagine.

    "Il bianco, il rosso e il verde" non fu solo il nome fortunato e fantasioso con cui denominò la manifestazione, fu soprattutto il filo colorato con cui seppe legare manifestazioni di spettacolo e sport , tavole rotonde, dibattiti ai temi politici cari al PRI, inserendoli armoniosamente nei preziosi contenitori che una città d'arte come Ravenna offriva.

    Mauro con quella festa spiegò anche al popolo repubblicano i cambiamenti che i partiti dovevano intraprendere, i nuovi aspetti della politica dell'immagine e della comunicazione e in quei colori dell'Italia, chi seppe guardare al di là degli aspetti rituali, colse i segnali premonitori di quella che doveva essere, dopo la presidenza repubblicana del Governo di Giovanni Spadolini, una fortunata stagione di crescita per il Pri.

    Lo stesso scenario si era verificato alcuni anni prima al Congresso dell'Endas a Sorrento. Un'associazione in cerca di nuovi traguardi e impegnata a rinnovare la sua dirigenza offrì a Mauro Dutto a quei tempi già parlamentare del PRI la presidenza dell'associazione.- e voglio ricordare che verso questa soluzione spinse molto l'amico Piero Benedetti attuale presidente dell'Endas -

    Per alcuni quell'incarico poteva determinare conflitti e contraddizioni con il ruolo di parlamentare ma Mauro seppe portare anche in quell'esperienza lo stesso spirito innovatore che l'aveva contraddistinto nell'impegno politico, superando con una visione unitaria e strategica le diverse esigenze in campo.

    I problemi dell'associazionismo e dello Sport non vennero più visti come elementi divisi e spesso contrastanti fra loro ma come aspetti diversi di un'unica visione culturale e politica che Dutto portò avanti con grande lucidità e che divenne il motore di crescita e di rilancio dell'Endas.

    In questo quadro la polemica con il Coni e l'attacco alla vecchia dirigenza chiusa e corporativa dell'Ente caratterizzarono la prima Conferenza dello Sport svoltasi in quegli anni a Roma e fecero dell'Endas un'associazione in grado di porre sul tappeto non piccole rivendicazioni di bottega ma i problemi strutturali della Sport.

    Questa visione gli permise di essere, senza contraddizioni, protagonista alla Convenzione dell'Associazionismo svoltasi all'inizio degli anni '90 a Firenze che vide raccolte moltissime sigle dell'arcipelago - come lui diceva - dei cittadini associati, impegnati a ricercare e proporre un percorso nuovo e planetario dei problemi e dei bisogni del tempo.

    Abbiamo detto all'inizio che la scomparsa di Mauro coincise con l'avvio di quel periodo che va sotto il nome di Mani pulite: un periodo che avviò una fase di cambiamenti politici ed istituzionali ma registrò una sorta di "teorema giustizialista" che determinò una serie di forzature, d'ambiguità e d'ingiustizie le cui responsabilità vanno accertate, sia sul piano politico sia storico, evitando di confondere - come ama fare una certa sinistra girotondina - le responsabilità politiche con quelle personali.

    Prima che questa fase si aprisse Mauro ci rimandava con grande speranza ad una diversa idea della lotta politica e vedeva nell'impegno referendario, nel modello uninominale e nella preferenza unica i passaggi concreti per smantellare un vecchio sistema ed aprire le porte al rinnovamento e al bipolarismo.

    Mauro credeva in quei valori e in quelle battaglie, ma a distanza di dieci anni dalla sua morte e alla luce delle vicende politiche di questi anni possiamo affermare che quelle battaglie non hanno determinato quei cambiamenti positivi nel società e nel sistema politico che lui auspicava e per i quali si batteva. Siamo ancora in presenza di un bipolarismo incompiuto e anomalo, tanto da far rimpiangere quel proporzionale che rifletteva nel gioco parlamentare il pluralismo positivo della società italiana.

    Altri, che hanno militato nel PRI dove hanno avuto cariche e onori, hanno raccolto indebitamente il frutto di quelle battaglie che Mauro aveva condotto senza mai indulgere a tentazioni trasformistiche. La bandiera di quei valori di libertà, democrazia e laicismo nei quali Mauro credeva è stata purtroppo abbandonata a forze politiche ed organizzazioni che nulla hanno a che fare con la storia del PRI e del libero associazionismo di cui l'Endas è l'espressione più coerente.

    Al recente Congresso nazionale di Fiuggi abbiamo sottolineato come quella fase difficile della "diaspora repubblicana" sia da considerarsi definitivamente chiusa e come il PRI sia riuscito a salvaguardare la sua identità e a difendere la sua autonomia e la sua storia. Oggi si tratta di andare avanti e aprire una nuova stagione di crescita e di nuovi traguardi democratici e civili per una forza antica come il PRI.

    Conoscendo Mauro ritengo che sarebbe stato ancora con noi, nel PRI e nell'Endas.

    L'Aquila, 25 novembre 2002
    ------------------------------------
    tratto dal sito http://www.pri.it

  2. #2
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    Sabato 18 gennaio
    h. 10.30
    Starhotel Tourist
    Viale Fulvio Testi, 300 Milano
    "Convegno
    programmatico
    dell'Endas Lombardia"

    Relazione introduttiva
    Claudio Bonfantini
    Presidente Endas Lombardia
    Interverrà il presidente nazionale dell'Endas
    Piero Benedetti
    Conclusioni del segretario nazionale del Pri

    on. Francesco Nucara
    Sottosegretario al Territorio e all'Ambiente

    --------------------------------------------------------
    tratto dal sito



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    Pri e Endas autonomi e convergenti per il rilancio della tradizione repubblicana

    L'intervento di Nucara al convegno dell'Ambiente dell'Endas Lombardia

    Intervenendo ad un Convegno sui problemi dell'Ambiente dell' Endas Lombardia, introdotto dal Presidente regionale Bonfantini e con la partecipazione del presidente nazionale Piero Benedetti, il sottosegretario al Ministero dell'Ambiente e tutela del territorio on. Francesco Nucara ha voluto fare una premessa partendo dalla sua qualità di segretario nazionale del PRI "un partito - ha detto - cui si deve, negli anni lontani del dopoguerra, quando le forze che si erano battute per la Repubblica e la Carta costituzionale intrapresero la ricostruzione materiale e civile del Paese, la nascita dell'Endas e della Uil.

    Da quella data è trascorso quasi mezzo secolo - ha continuato Nucara - ma l'Endas, rimane impegnata nella promozione e nello sviluppo di quei servizi di valore sociale, formativo, culturale che mirano allo crescita della società. I programmi e le attività dell' Endas creano, pertanto, occasioni concrete perché cittadini di ogni razza, religione e lingua possano svolgere liberamente nel loro tempo libero attività ricreative, tese all'elevazione dei valori umani.

    L'Endas oltre al riconoscimento del Ministero dell'interno come Ente di promozione sportiva e ad essere componente dell'Osservatorio Nazionale sull'Associazionismo è stato di recente riconosciuta, con decreto del 17/12/2001 del Ministero dell'Ambiente, Associazione di protezione ambientale. Nucara ha sottolineato che "per tale riconoscimento non è stato fatto alcun favore ma soltanto sanata un'ingiustizia, nel senso che è stata riconosciuta ufficialmente un'associazione che aveva titoli emeriti sicuramente non minori di molte altre". A tale proposito Nucara ha sottolineato che tale riconoscimento apre una serie di possibilità concrete nel quadro delle Leggi e dei provvedimenti che sono stati varati, specie per quanto riguarda la difesa del suolo, regolata dalla Legge 183 e la stessa sicurezza dei Parchi i cui pericoli di incendio possono essere affrontati anche con il contributo di associazioni come l'Endas.

    Nucara ha concluso il suo intervento sottolineando "il ruolo che l'Endas e il PRI, nella rispettiva autonomia e da posizioni distinte anche se convergenti possono svolgere nel rilancio di quei valori di libertà e di giustizia sociale che sono propri della tradizione laica e repubblicana, tra i quali trova un posto la difesa, senza fondamentalismi e radicalizzazioni della difesa dell'ambiente, come fattore di sviluppo e di progresso della società".

    Milano, 18 gennaio 2003
    -------------------------------------------------------------------------
    tratto dal sito web del

  4. #4
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    XXI° Congresso Nazionale Endas 21/22/23 febbraio

    Centro Internazionale Congressi
    Hotel Le Conchiglie
    Riccione
    Viale D'Annunzio 227

    Nel pomeriggio di venerdì 21
    sarà presente il Segretario nazionale del Pri
    On.le Francesco Nucara

    -------------------------------------------------------------------
    tratto dal sito web del

  5. #5
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 13 settembre 2004

    Il Pri s’interroga sul futuro

    Ravenna - Non vuole essere una sorta di contromanifestazione rispetto a quella, già annunciata, di Riscossa repubblicana che si svolgerà all’interno della tradizionale festa dell’Uva in programma per il 24 settembre.Sia il professor Roberto Balzani che introdurrà l’incontro - dal titolo emblematico: “I Repubblicani in Romagna: che fare?” - in programma il 15 settembre al cinema Farini di San Pietro in Vincoli, che il moderatore, Antonello Piazza dell’Endas, tengono a mettere le cose bene in chiaro. Assolutamente senza secondi fini politici l’obiettivo dell’incontro. Una coincidenza la scelta della data.Dice Balzani: “Non abbiamo certo la pretesa di dare risposte, ma semmai di porre domande. L’iniziativa è una cosa diversa da quella del 24 settembre”. L’incontro di “Riscossa” di fatto sancisce l’ufficializzazione del tentativo della corrente minoritaria interna di fare cambiare rotta al Pri nazionale. Al contrario l’intento del dibattito promosso dal circolo provinciale Endas Mauro Dutto “ è dare voce alle varie persone che si riconoscono nell’area laico repubblicana e che si chiedono quale sarà il futuro di questo movimento”.“L’idea - spiega Antonello Piazza - è nata quest’estate. In particolare ha preso spunto dall’esperienza, a volte anche traumatica all’interno dell’Endas che ha fatto sì che, in più di un’occasione, le varie anime dell’associazione abbiano dovuto fare un passo indietro” per poi riprendere la strada insieme.Non si tratterebbe quindi di mettere sale sulle ferite delle divisioni interne. Ma semmai di un tentativo di trovare un momento di unità.Sarà la crisi del Pri romagnolo “effetto prevedibile del bipolarismo? Mancanza di idee? Personalismi?” al centro di quello che vuole essere un vero e proprio forum rivolto a chi l’Edera ce l’ha sempre e comunque nel cuore, anche se alle ultime elezioni magari ha votato da un’altra parte.Ed è questa, se vogliamo, l’unica discriminante, sancita dal fatto che all’ingresso del cinema Farini ci sarà una ragazza che distribuirà ai partecipanti un adesivo con lo slogan: “Io sono repubblicano”.“I repubblicani romagnoli hanno fatto bene il loro mestiere di politici - è ancora Piazza a parlare - quindi vogliono continuare a fare politica in Romagna”. E fare politica, nel caso specifico, sottolinea il rappresentante dell’Endas, “significa tornare a discutere di sviluppo del nostro territorio. Speriamo - conclude - che sia un bel dibattito”.

    ro. em.

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    Predefinito tratto da CORRIERE DELLA SERA 9 febbraio 2005

    Cinque giorni dedicati a Mazzini

    Per il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini (foto) , l’Endas ha organizzato cinque giorni di celebrazioni, che iniziano oggi alle 16.30 con una cerimonia al sacrario garibaldino del Gianicolo. Alle 18 si inaugura la «Mostra dei manifesti della repubblica romana del 1849» nel museo garibaldino di Porta San Pancrazio. Le celebrazioni proseguono domani con il video «Garibaldi a Roma», e poi presentazione di libri, conferenze e concerti.

    ENDAS, via Manuzio 91, info 06.5744620

  8. #8
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    Predefinito tratto da ALTALEX 10 febbraio 2005

    L'esercizio di bar all'interno di un circolo con finalità ricreative è fonte di prestazioni conformi alle finalità istituzionali dell'associazione di appartenenza e, come tale, le prestazioni sono escluse da Iva, ai sensi dell'art. 4 D.P.R. 26 ottobre 1973, n. 633.

    In tal senso si è espressa la Suprema Corte, sez. Tributaria, con sentenza n. 280 del 13 gennaio 2004, specificando che le prestazioni, per non essere soggette ad Iva, devono essere effettuate nei confronti dei soli soci, escludendo i soggetti estranei.

    Il servizio di ristoro è elemento del carattere ricreativo dell'associazione e l'eventuale surplus non è dovuto ad intento speculativo, ma rappresenta un contributo aggiuntivo, deliberato in sede assembleare, per il buon funzionamento delle strutture e delle attività in conformità dello statuto sociale.

    (Altalex, 10 febbraio 2005. Si ringrazia la Dott.ssa Giulia Milizia)

    .................................................. ........................

    SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
    SEZIONE TRIBUTARIA
    SENTENZA 13-01-2004, n. 280

    Svolgimento del processo

    Il Ministero delle Finanze ha impugnato, nei confronti del circolo ricreativo A., con ricorso notificato il 22 luglio 99, la sentenza, depositata il 16 giugno 1998, della C.T.R. di Firenze, confermatrice di quella di 1° grado; che aveva accolto il ricorso del circolo contro l'avviso di accertamento dell'Ufficio IVA, che aveva ritenuto soggetti a tributo i corrispettivi, riscossi dallo stesso, derivanti dalla gestione diretta di un bar, nel 1988.

    Adduce il ricorrente:

    1) che l'attività in questione rientrava fra quelle previste nel comma 5° dell'art. 4 del D.P.R. n. 633 del 1972, ed in particolare nella "gestione di spazi aziendali, gestione di mense e somministrazione di pasti";

    2) che la somministrazione di bevande ed alimenti, effettuata in locali aperti al pubblico, non poteva ritenersi compresa fra le finalità assistenziali e ricreative ai sensi del comma 6° del menzionato articolo;

    3) che erroneamente l'effettuato accertamento, sebbene basato su un'analitica ricostruzione del volume di affari, era stato ritenuto carente nell'impugnata sentenza.

    Il circolo ricreativo non resiste.

    Motivi della decisione

    In relazione al 1° motivo si osserva che la gestione di bar non sembra possa farsi rientrare sulla previsione normativa, applicabile "ratione temporis", di cui al comma 5° dell'art. 4 del D.P.R. n. 633 del 1972 ed, in particolare, nella "gestione di spazi aziendali... di mense e somministrazione di pasti"; che lo stesso ricorrente ritiene di portata speciale e derogatrice rispetto a quella del comma 4°.

    Infatti, proprio la natura speciale insita nella dettagliata elencazione contenuta in detta norma, preclude, secondo i principi d'ermeneutica generale, che se ne possa estendere in via analogica la portata derogatrice (comprendendovi anche la gestione di bar) alla disciplina generale stabilita dalla norma di cui al precedente comma; che (analogamente al disposto di cui all'art. 3 del D.P.R. n. 917 del 1986 in tema di imposte dirette) esclude dall'imposizione IVA "la cessione di beni e prestazioni di servizi... effettuate in conformità alle finalità istituzionali, rese dagli enti in questione nei confronti dei rispettivi "soci, associati, tesserati".

    Anche il 2° motivo risulta destituito di fondamento. Infatti i giudici di merito, contrariamente all'assunto del ricorrente, hanno accertato che costituivano solo il mezzo per consentire la migliore permanenza dei soci nei locali del circolo, ed escluso che fossero rivolte a persone estranee all'associazione, le prestazioni dell'esercizio in questione.

    Esercizio bar che, svolgendosi all'interno di un circolo con finalità ricreative (aggregato al comitato nazionale A.; ente che, come le ARCI/ACLI/UISP/AICS/ENDAS, sorto per il tempo libero dei lavoratori, impartisce con le stesse le finalità istituzionali nel campo culturale, ricreativo, sportivo e assistenziale), ritiene questa Corte, innovando il suo precedente orientamento (6340/2002), fonte di prestazioni senz'altro conformi alle finalità istituzionali della indicata associazione di appartenenza.

    Infatti è di comune esperienza che la possibilità di usufruire all'interno di un circolo di un servizio, quanto meno basilare, di ristoro è complementare, se non essenziale, alla sussistenza stessa del suo carattere ricreativo. Carattere preminente, quindi, che, nella verificatasi ipotesi, l'incontestato accertamento dei giudici di merito ha ribadito nell'esercizio in questione, con esauriente motivazione, in fatto insindacabile in questa sede, escludendo ogni intento speculativo e riscontrando che il "surplus" della spesa di consumazione costituiva un contributo aggiuntivo; deliberato in sede assembleare, per il buon funzionamento delle strutture e attività, in conformità allo statuto sociale. Ogni altra questione sulla "natura commerciale" di detto esercizio è fuorviante; posto che, nella specie, non è questo il criterio discriminante adottato dal legislatore, ma esclusivamente, come visto quello della "conformità" alle finalità istituzionali dell'associazione. Tant'è che per escludere dall'esenzione specifiche attività d'indubbia valenza commerciale, come ad es., "fiere ed esposizioni a carattere commerciale", ha effettuato la menzionata elencazione derogatrice di cui al comma 5°.

    Il rigetto dei primi due motivi rende irrilevante l'esame del 3°; peraltro palesemente infondato, riguardando una questione, quella dell'accertamento, sulla quale nell'impugnata sentenza, contrariamente all'assunto del ricorrente, non vi è cenno alcuno.

    P.Q.M.

    Rigetta il ricorso. Nulla per le spese.
    Così deciso in Roma, il 22 maggio 2003.
    Depositato in Cancelleria il 13 gennaio 2004.

  9. #9
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 1 marzo 2005

    Parte il corso di avviamento

    CESENA - Con l’avvicinarsi della primavera (così dice almeno il calendario, anche se il termometro va spesso e volentieri sottozero) a Cesena sta per partire un corso originale e innovativo dedicato a giovani e giovanissimi. Ogni sabato pomeriggio a partire dal prossimo 5 marzo presso la Sala Endas di Corso Mazzini sarà organizzato un corso di avviamento alla pesca sportiva in acqua interna e tutela ambientale.Al corso possono partecipare tutti i ragazzi dagli 8 ai 16 anni che vogliono imparare a pescare con canna e lenza e che amano la natura. Si tratta di un’idea assolutamente innovativa nata grazie alla passione di Alessandro Scarponi, una grande occasione per imparare e approfondire le tecniche di un hobby sportivo molto diffuso tra i ragazzi del Cesenate, che continuano ad affollare le rive del Savio e i laghi artificiali delle nostre colline. Ai principianti che ne fossero sprovvisti sarà anche fornita l’attrezzatura necessaria per iniziare a pescare grazie alla collaborazione di “Pesca Sport” di Fabio Maraldi. Il corso prevede lezioni teoriche e una serie di uscite sul fiume Savio e in laghetto per imparare a pescare e per conoscere la natura.Il corso nelle intenzioni degli organizzatori rappresenta una grande occasione per arricchire la cultura ecologica dei ragazzi, nel rispetto della natura e delle sue leggi. Le lezioni inoltre aiuteranno a conoscere la flora e la fauna dei fiumi e dei laghi, imparando ad usare la canna da pesca e a conoscere i segreti di questo sport direttamente dai campioni più affermati. L’iscrizione al corso è gratuita, con gli istruttori pronti a stimolare la voglia di vivere all’aria aperta dei loro giovani allievi.Per informazioni si può contattare l’istruttore federale di pesca e ambiente Alessandro Scarponi (347/2361357).

  10. #10
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 10 marzo 2005

    Palazzo dal cuore verde in attesa di restauri

    RAVENNA - Ricoperto dalla patina del tempo, simbolo dell’aristocrazia guelfa e papalina, palazzo Spreti dal 1910 è meglio noto come Casa del Popolo.Conserva l’imponenza dell’edificio nobiliare, mostrando tutti i segni del tempo, che impietoso ne ha segnato le volte, lo scalone monumentale, e i grandi infissi.Entrando dal grande portone, parzialmente coperto da impalcature per lavori mai terminati, sulla sinistra si apre il circolo repubblicano della cooperativa culturale “Giuseppe Mazzini e Casa del Popolo”. 350 metri quadrati suddivisi in ampie sale adibite a bar, biliardo, stanza del consiglio e sala dove si consumano le cene sociali, si tengono le assemblee e si gioca la tombola del sabato.Per trovare notizie sull’antico palazzo viene in soccorso Gaetano Savini che all’inizio del Novecento scrive in “Ravenna piante panoramiche edifici pubblici e privati, luoghi e cose notevoli urbani”:“Fu innalzato nei primi anni del 1700, (in nota precisa il 1720) su disegno di Carlo Fontana. Sorge in principio di via Paolo Costa, preso la torre del pubblico, al civico 2. Questo palazzo è ammirevole per la sua vastità e per l’architettura di buon e ben sentite proporzioni. Decaduta la nobile famiglia Spreti e dopo aver venduto quanto d’arte e di scienza v’erano in questo palazzo, il marchese Gio - Battista Bonifacio, con istrumento 25 agosto 1881 vendè il palazzo ad Adamo Argelli per la somma di lire 58 mila; tenue somma per tanto vasto edificio. Nel pianterreno, a sinistra entrando, vi è il Circolo dei Signori, a destra l’ufficio notarile dell’archivio provinciale, e questo è al piano più elevato. Il piano di mezzo è occupato dal Comando di Divisione”.E prosegue precisando: “Nel cortile vi è la Loggia antica che si può ritenere del XIV secolo. Questa loggia doveva certamente essere parte dell’abitazione dell’antica famiglia dei Piccinini, cui apparteneva la Torretta che ora vedesi addossata al palazzo Spreti”.Mentre Corrado Ricci nella famosa Guida di Ravenna annota: “Palazzo Spreti fu acquistato dal municipio di Ravenna nel 1908 e rivenduto nel 1910 alla Casa del Popolo. Nel piano superiore si trova l’archivio provinciale notarile, in cui sono conservati i protocolli e le matrici degli atti rogati dai notai ravennati sino dal 1307”.E se il Savini parla del Circolo dei Signori, il Mazzini rivendica la ormai centenaria permanenza nel cuore della città. Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 20, con accesso garantito dalla tessera Endas, il circolo ha i ritmi lenti e uguali dei ravegnani, che alla lettura quotidiana del giornale, non fanno mancare, l’acceso scambio di opinioni, il biliardo e il gioco delle carte, beccaccino, briscola, su tutti, dato che il mah jong anche alla Casa del Popolo, sembra in declino.Il bar e gli arredi dalla dominante verde dialogano con lo spazio dalla ampie volte a “padiglione”, motivo ricorrente in tutto il palazzo. Molte di queste sono impreziosite da decorazioni pittoriche, si va dal liberty, ai motivi ottocenteschi fino al piano nobile, dove nei locali occupati da una palestra rimangono sotto il soffitto a cassettoni delle fasce con decorazioni originali di epoca settecentesca, con tanto di insegne del casato. E nella sede della direzione provinciale del partito repubblicano rimane la lapide ricorda il soggiorno sontuoso del papa Pio VII offerto da Camillo Spreti.Romano Gambi presidente del Circolo e Roberto Scaini segretario della sezione repubblicana, ricordano gli 800 soci degli anni Ottanta, mentre oggi protetti dai numi tutelari Mazzini, Garibaldi, Primo Uccellini, e Ugo La Malfa che occhieggiano dalle pareti delle sale, contano 65 aderenti, in prevalenza del ceto medio, fra impiegati, pensionati, liberi professionisti.Nel futuro della Casa del Popolo c’è però come noto un ritorno al passato, negli auspici di tutti, il più possibile indolore, con i conti von Spreti, neo proprietari, intenzionati nel 2008 a prendere possesso del palazzo di famiglia, tutelando la presenza della cooperativa, e degli Amici del Camino, circolo appartato di appassionati di musica e del buon vivere. Se il ramo ravennate dell’antico casato è estinto da tempo, rimangono i discendenti tedeschi, tornati in Italia per riprendere possesso in parte dei beni di famiglia.Il grande palazzo quindi dovrebbe rimanere in parte aperto alla città, e in parte potrebbe ospitare appartamenti e un istituto di credito. Il conte si “ritaglierebbe” l’ala della torre, tutto questo una volta che la palestra lascerà liberi gli ampi spazi al primo e secondo piano, e che la famiglia, metterà mano al completo restauro sotto la guida della Soprintendenza ai beni architettonici.

    Chiara Bissi

 

 
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