Tratto dal sito de L'Espresso. Massimo Lugli è un noto sostenitore economico di FN e forse anche stavolta la querela se la becca...
Bomba contro il negozio dei romeni
L´esplosione ha danneggiato l´ingresso. Sul muro una croce celtica e la scritta "Ve bucamo la testa"
Massimo Lugli
Monterotondo, nuovo gesto di intolleranza: paura in paese Un´esplosione che fa tremare i vetri dei palazzi e getta nel panico gli abitanti di Monterotondo: l´ultimo gesto xenofobo che ha preso di mira, stavolta, un negozio di prodotti alimentari tipici romeni. Tanta paura, pochi danni e una grande preoccupazione che, dopo il raid di Tor Bella Monaca con spranghe e coltelli e l´ordigno di sabato sera, la spirale di violenza e di intolleranza possa finire nel sangue. Ma a Monterotondo la stragrande maggioranza del paese ha espresso, fin dalle prime ore, solidarietà e simpatia a Daniel Dana Catalin, e la moglie Diana Steluca Mailat (che, per combinazione, si chiama come l´assassino di Giovanna Reggiani, la donna uccisa a Tor di Quinto) una coppia di ventottenni, con una figlia di 2 anni e mezzo, che abitano a Mentana da 5 anni e si sono perfettamente integrati nell´ambiente.
Sono le 20,30 di sabato, la manifestazione di Forza Nuova a Ponte Milvio (un dettaglio su cui i carabinieri insistono) è terminata da circa un´ora e il negozio è già chiuso. Sull´insegna, in grossi caratteri gialli, blu e rossi si legge: «Dmd Transilvania Alimentari Tipici Rumeni». Un simbolo oltre che un negozio frequentato da moltissimi italiani che hanno imparato ad apprezzare la carne "Mici" (maiale e pecora) gli affettati e i sottaceti d´importazione e il sapido formaggio di pecora e capra.
«Ho sentito il botto e ho indovinato subito - racconta, sdegnata, Luisa Falletta, che abita poco distante - vuoi vedere che hanno messo una bomba al negozio dei due ragazzi romeni? E purtroppo non mi ero sbagliata». L´ordigno, un razzo da segnalazione marittima modificato, lungo circa 20 centimetri e collegato a una miccia lunga, ha fatto saltare parte della serranda e la vetrata d´ingresso. L´intenzione degli attentatori era di bruciare tutto ma la tanica piena di benzina lasciata sul posto, fortunatamente, non ha preso fuoco. Sul muro, una croce celtica e una scritta che la dice lunga sul grado di preparazione politica del commando: «Ve bucamo la testa».
«Mi hanno avvertito subito e sono corso qui - dice, in tono quasi rassegnato, il giovane titolare - mia moglie è spaventatissima... Che ci vuoi fare? Di gente così ce n´è dappertutto. Noi viviamo qui da cinque anni e non abbiamo mai avuto il minimo problema. Mai un insulto, un commento odioso, un gesto di intolleranza. Certo, abbiamo letto di quella signora, è una cosa orribile ma che c´entriamo noi?». Molto diverso il tono di una giovane romena dai capelli nerissimi che arriva con la bambina. «Mia figlia ha paura di andare a scuola, io ho paura di uscire di casa, come si può vivere così? Perché dobbiamo pagare per colpa di qualche delinquente? E perché non lo dicono chiaramente che la maggior parte dei criminali, come quello che ha ammazzato quella povera signora, sono zingari, non romeni?».
Quarantamila abitanti, un´economia rivitalizzata dall´arrivo della metropolitana leggera che ha creato un pendolarismo con Roma e fatto lievitare il valore degli immobili, una giunta di centrosinistra praticamente inamovibile, Monterotondo non è un paese "problematico" e la colonia di immigrati che ci si è stabilita sembra convivere in buona armonia con la gente del posto. Il sindaco Tonino Lupi spiega che la maggior parte dei romeni si è integrata benissimo mentre il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero parla di "emergenza razzismo". Preoccupazione per il nuovo gesto di intolleranza arriva anche dal centro ascolto "Senza frontiere" e dal vicepresidente del consiglio comunale Carlo Lucherini (Ulivo) che è stato sindaco del paese per 20 anni.
E potrebbe essere a una svolta l´inchiesta sul raid di venerdì sera che ha lasciato a terra tre romeni feriti. I carabinieri stanno controllando i tabulati telefonici delle otto persone sospettate di aver preso parte alla spedizione punitiva. Gli investigatori stanno cercando un nordafricano che avrebbe parlato con uno dei "giustizieri" e che si è poi allontanato con una "Fiesta". L´ora delle manette potrebbe essere vicina.
(06 novembre 2007)




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esercizio fisico, è sensato se quel qualcuno se lo merita. Se meni l'invasore a stelle e striscie, per il solo fatto di di essere quello che è, fai azione buona e giusta. Se meni il rumeno, per il solo fatto di essere rumeno, sei una merda come il peggiore dei rumeni. 
