Come ha testimoniato autorevolmente il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, le retribuzioni italiane sono le più basse tra quelle dei grandi paesi europei. Come si è arrivati a questa situazione nel paese che contende alla Germania il primato della sindacalizzazione dei lavoratori e dove esistono un gran numero di formazioni politiche che hanno le loro radici storiche nel movimento operaio?
Per capirlo basta leggere bene l’analisi di Draghi, dalla quale si deduce che per risolvere il problema bisogna alzare l’età pensionabile e ristrutturare la spesa pubblica, cominciando a liberarsi dal peso dei “fannulloni” nella pubblica amministrazione.
La sinistra politica e sindacale italiana, invece, ha sempre sostenuto il contrario, l’inamovibilità dei dipendenti pubblici e i baby pensionati.
In sostanza, invece di valorizzare, anche in termini salariali, il lavoro, si è preoccupata di difendere l’ozio, con le conseguenze che inevitabilmente ne derivano.
Non mancano, per la verità, settori sindacali che si preoccupano seriamente del salario.
I duri della Fiom-Cgil, da una parte, la Cisl dall’altra.
I primi, però, legati a un obsoleto egualitarismo rifiutano un’articolazione del sistema contrattuale che permetterebbe a chi lavora di più e meglio di guadagnare di più, trascinando così una dinamica salariale in crescita, i secondi, che invece queste cose le hanno capite benissimo, sono oggettivamente frenati nella loro capacità innovativa dal peso rilevante che il pubblico impiego e le sue chiusure corporative esercitano da sempre sulla confederazione bianca.
In mezzo c’è il grande corpo della Cgil, che non riesce a scegliere tra queste alternative, anche perché un’opzione netta metterebbe in forse persino l’unità della confederazione rossa, divisa tra l’opposizione sociale di Giorgio Cremaschi e la linea subalterna al (moribondo) governo amico di Guglielmo Epifani.
A fare le spese di questa battaglia mezza ideologica e mezza di potere sono, tanto per cambiare, i salari degli operai.

Editoriale su www.ilfoglio.it del 27 ott 07 pg 3

Ps: son due le azioni da fare per aumentare il salario troppo basso:
aumentarlo alla fonte;
diminuire la tasse relative.

saluti