Principali caratteristiche del sistema tributario irlandese
La politica fiscale dell'Irlanda ha rappresentato un modello di riferimento per gli altri Paesi europei per la sua strategica applicazione che ha contribuito a favorire la grande crescita economica del Paese. Anche se alcune specifiche pratiche sono state "bocciate" nel rapporto Primarolo del 2000, ancora oggi la bassa pressione fiscale caratterizza la fiscalità di questo Paese.
La politica fiscale dell'Irlanda ha rappresentato un modello di riferimento per gli altri Paesi europei per la sua particolare evoluzione. Infatti da diversi anni il Governo ha diminuito progressivamente la pressione fiscale allo scopo di attirare o trattenere i capitali e pertanto ha favorito gli investimenti.
Attualmente la suddetta pressione fiscale del Paese si rileva tra le più basse della UE intorno al 30,01% .
Inoltre a Dublino è situato un importante Centro Internazionale dei Servizi Finanziari
(1), che ha contribuito ad attirare i capitali esteri, e il Governo ha, inoltre, stipulato numerosi trattati per evitare la doppia imposizione (circa 41) allo scopo di favorire le relazioni commerciali.
Se esaminiamo le aliquote degli ultimi cinque anni per imprese esposte nella tabella sottostante, rileviamo una progressiva diminuzione delle stesse:
AnniAliquota
1999 28%
2000 24%
2001 20%
2002 16%
2003 12,5%
Questo tipo di tendenza si è verificata in tutti i campi della tassazione del Paese.
Per le persone fisiche, ad esempio, il sistema impositivo tiene conto del tipo di composizione del nucleo familiare, favorendo ad esempio le famiglie mono-reddito o le famiglie mono-genitoriale, mentre per i contribuenti a basso reddito sono previste totali esenzioni o particolari riduzioni.
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Anche la tassazione dei redditi da capitale ha seguito questa evoluzione. Dal 6 aprile 1999 l'Irlanda ha adottato, nei confronti dei dividendi, un sistema classico di tassazione in cui le società che distribuiscono gli stessi applicano una ritenuta alla fonte e ha quindi abbandonato il sistema del credito di imposta. La ritenuta alla fonte, attualmente è pari al 20% (nel 2000 era pari al 24%).
Una ritenuta alla fonte è applicata anche sui "relevant deposit takers" ossia le banche, le casse di risparmio, i libretti di risparmio postali, ecc.. Gli interessi sui depositi dei non residenti sono esenti.
Anche il settore della tassazione dei Capital Gain ha avuto uno sviluppo simile. Il Governo, negli anni pregressi, ha rilevato che il mercato borsistico era molto stabile e le contrattazioni languivano. Ha quindi pianificato con una decisione che, da un certo punto di vista, si potrebbe definire sperimentale perché non vi è una certezza sui risultati attesi, di rivitalizzare gli scambi e in questo modo incrementare in maniera indiretta il gettito, diminuendo l'aliquota di tassazione dei Capital Gains (in pochi anni è stata dimezzata) sino a fissarla al 20%. Questo tipo di intervento ha avuto l'effetto di rivitalizzare il mercato. Ma per verificare se questo tipo di misura abbia avuto un effetto positivo anche sul gettito si dovrebbe studiare un metodo di rilevazione capace di misurare la quota di reddito convertito in Capital Gain e valutare se detta quota di reddito impiegata in un altro modo avrebbe originato un gettito maggiore.
Nonostante comunque questa aliquota così vantaggiosa, nell'ultima Legge Finanziaria approvata quest'anno è stata stabilita una misura anti elusione per coloro che spostano la residenza temporaneamente per non pagare la tassa sui Capital Gain (per alcuni contribuenti anche il 20% è troppo esoso) e rientrano nei successivi cinque anni usando a loro favore l'esenzione dei non-residenti sui Capital Gain.
Per quanto concerne la loro tassazione con riferimento ai guadagni dei contribuenti che sono residenti o altresì domiciliati in Irlanda realizzati dalla compravendita di azioni, essi sono valutati su base annuale. I contribuenti non residenti in Irlanda sono tassati soltanto per le azioni locate in Irlanda o nel Regno Unito. Le perdite di guadagno possono essere compensate con i guadagni nell'anno o in qualsiasi anno seguente, ma non possono essere compensate con altri redditi.
Altri tipi di guadagni, ad esempio la compravendita di terreni, sono soggetti ad una tassazione separata con una aliquota del 40%.
Alcuni guadagni, ad esempio quelli che provengono dalla vendita di investimenti commerciali (es. impianti e macchinari), sono esenti se i ricavi della vendita sono pienamente reinvestiti in altri investimenti commerciali e la loro la tassazione è differita sino alla vendita dell'investimento rimpiazzato. Se tali ricavi sono parzialmente reinvestiti, è prevista una parziale esenzione.
Il sistema tributario irlandese è, inoltre, dotato di un buon sistema di fisco on-line denominato
Revenue On-line Service (ROS) a cui si può accedere mediante il sito
www.revenue.ie e di una efficiente amministrazione finanziaria chiamata
Irish Revenue, che quest'anno compie 80 anni di attività. Detta amministrazione si è impegnata a facilitare gli adempimenti fiscali e a offrire una immagine trasparente, pubblicando molti documenti che riguardano la loro attività e i loro programmi.
Molti studiosi, come abbiamo già detto, hanno osservato con interesse quanto avveniva in questo Paese che è stato caratterizzato da una grande crescita economica. Oltre comunque ad una strategica politica fiscale, il Paese è stato favorito nella comunicazione con gli imprenditori esteri anche per l'uso della lingua inglese.
di Paola Maddaluno