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  1. #1
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    Predefinito Medio Oriente: e' morto George Habash, fondo' Fplp

    Medio Oriente: e' morto George Habash, fondo' Fplp

    26 gen 20:21 Esteri
    AMMAN (Giordania) - E' morto oggi ad Amman George Habash, che nel 1967 aveva fondato il Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp). Lo ha reso noto una fonte ufficiale giordana. Habash aveva 81 anni. (Agr)

  2. #2
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    Predefinito

    George Habash

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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    Questa voce di biografie č solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

    George Ḥabash (sulla stampa occidentale Habbash; in arabo: جورج حبش; nome di guerra; لحكيم al-Ḥakīm "il dottore"), nato a Lydda nel 1926, fu il fondatore negli anni '50 del Movimento Nazionalista Arabo, di orientamento panarabista, dalla cui sezione palestinese nacque nel 1967 il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), in cui confluirono diverse organizzazioni preesistenti.
    Di origine greco-ortodossa, si laureň in medicina all'universitŕ americana di Beirut. Fin da giovane espresse le sue idee politiche radicali all'interno della OLP. Si č sempre rifiutato di riconoscere lo Stato di Israele ed ha sempre sostenuto la lotta armata nella guerra contro lo Stato ebraico. Č stato per anni il punto di riferimento per tutti i gruppi di opposizione radicali della OLP e ha goduto di un grande prestigio tra le popolazioni palestinesi ed arabe. Durante la prima guerra del Golfo (1991), condannň l'annessione del Kuwait da parte dell'Iraq, ma si schierň altresě contro l'aggressione euroamericana.
    Nel 1992, a Tunisi, rimase colpito da un ictus cerebrale e fu immediatamente trasferito in un ospedale di Parigi. Lo stesso presidente dell'OLP, Yāsser ʿArafāt gli mise a disposizione elicotteri e personale per il trasferimento. L'ospitalitŕ data dall'allora presidente francese Mitterrand, creň non poche polemiche fra le ambasciate francesi e israeliane.
    Nello stesso anno, ad ottobre, Habash annunciň il ritiro da tutte le attivitŕ politiche per motivi di salute.

  3. #3
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    Predefinito

    Cari compagni e compagne,
    >
    >qui nel testo e in allegato trovate la dichiarazione di George Habash su
    >quanto sta avvenendo in Libano e Palestina. Al di lĂ della retorica, se
    >si legge con attenzione, si capisce che vi sono delle prese di posizione
    >politche molto rilevanti,
    >
    >
    >Appello di George Habash: Formiamo un fronte del popolo arabo quanto piĂą
    >ampio possibile
    >
    >Sommario: George Habash, membro fondatore dell’organizzazione marxista
    >Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, fa appello alla
    >costruzione di un fronte del popolo arabo quanto piĂą ampio possibile,
    >contro l’imperialismo, a sostegno alla resistenza libanese e
    >palestinese. Pubblichiamo qui il testo dell’appello, per
    >controinformazione.
    >
    >Masse della nostra gloriosa nazione araba,
    >
    >Coraggiosi combattenti della Resistenza nella fraterna terra del Libano,
    >
    >Masse del nostro popolo palestinese con i suoi eroi della Resistenza,
    >
    >Oggi la nostra nazione araba si trova di fronte a un passaggio storico,
    >un momento che ci ricorda i grandi punti di svolta della nostra storia
    >contemporanea. La lotta della nostra nazione araba contro il nemico
    >sionista spalleggiato dai circoli imperialisti e colonialiti
    >occidentali, ha sempre suscitato sentimenti di dolore ed amarezza nei
    >confronti della complicità , dell’impotenza e della sottomissione dei
    >regimi arabi ufficiali [Habash si riferisce ai cosiddetti “regimi arabi
    >moderati”, come Egitto, Giordania, ecc. NdT], i quali storicamente hanno
    >causato sconfitte e arretramenti che la nostra grande nazione non
    >meritava. Ma oggi, e forse per la prima volta, abbiamo la sensazione che
    >questa situazione stia per cambiare – non perché la complicità e
    >l’impotenza dei regimi arabi ufficiali non vi siano più, anzi sono le
    >stesse di sempre e probabilmente sono divenute ancor piĂą insopportabili;
    >e neanche perché la comunità internazionale, con il suo doppio standard
    >di valutazione, si sia in qualche modo rianimata – ma perché pagine
    >straordinarie di coraggio ed eroismo vengono scritte dagli eroi della
    >Resistenza libanese sotto la leadership di Hizballah e del suo
    >Segretario Generale, sua Eminenza Sayyid Hasan Nasrallah, e dagli eroi
    >della Resistenza palestinese a Gaza e in altre cittĂ . Questa volta essi
    >hanno finalmente preso la cusa araba nelle loro stesse mani, senza
    >illusioni, e adesso rappresentano la punta di lancia della nazione araba
    >ansiosa di insorgere e trionfare.
    >
    >La tenacia del nostro popolo in Palestina e Libano, il fiume di sangue
    >versato da donne, bambini, anziani e giovani del Libano e della
    >Palestina, ancora una volta illuminerĂ il cammino della nazione, la
    >quale stavolta dovrĂ o risollevarsi dalla sua rovina o sprofondare
    >nell’abisso per molto tempo a venire.
    >
    >Sentiamo fortemente che la vittoria è all’orizzonte e che abbiamo
    >cominciato a recuperare il nostro onore e la nostra dignitĂ . Per la
    >prima volta, la coraggiosa resistenza libanese e palestinese ha
    >cominciato a colmare il vuoto tra le parole e i fatti. Stiamo acquisendo
    >un’enorme credibilitĂ che ha sorpreso e confuso il nemico e la comunitĂ
    >internazionale. Le parole sono seguite dalle azioni della Resistenza sul
    >terreno. Gli slogan sono attualmente tradotti in un’eroica pratica e il
    >nemico sionista ha perso il sonno non appena ha provato ad imporre la
    >sua volontà ricorrendo all’uso più malvagio dalla sua imponente macchia
    >da guerra, distruggendo le infrastrutture ed uccidendo civili
    >innnocenti. Eppure, tutto ciò non ha per nulla scalfito la
    >determinazione della coraggiosa Resistenza e la tenacia del nostro
    >popolo che, in Palestina e Libano, sta pagando un alto prezzo per
    >l’appoggio dato alla legittima resistenza nazionale attorno alla quale
    >si è stretto.
    >
    >La disputa è andata ben oltre la questione dei prigionieri sionisti, che
    >in ogni caso era solo una scusa uilizzata dal nemico sionista, dato che
    >questo ha assunto il compito – assegnatogli dall’amministrazione Usa e
    >dalla comunità internazionale – di fare il lavoro sporco per smantellare
    >la Resistenza libanese e i suoi mezzi, in modo tale che il piano
    >strategico americano-sionista possa essere messo in atto, spingendo il
    >Libano nella schiera dei regimi arabi sconfitti e compiacenti,
    >indebolendo le possibilitĂ di resistenza della Siria, e rafforzando i
    >diktat sionisti nei confronti del popolo palestinese attraverso piani di
    >ridispiegamento coloniale imposti unilateralmente.
    >
    >Masse della nostra gloriosa nazione araba,
    >
    >Oggi ci troviamo di fronte ad un’opportunità storica per insorgere e
    >resistere. Formiamo un fronte del popolo arabo quanto più ampio è
    >possibile, che abbracci le forze vitali delle masse della nostra nazione
    >araba – partiti politici, sindacati, associazioni, rappresentanti della
    >società civile, esponenti della cultura, personalità patriottiche – per
    >sostenere l’avanguardia rappresntata oggi dall’eroica Resistenza
    >libanese e palestinese.
    >
    >Facciamo in modo che tutte le energie e l’inventiva latenti nelle masse
    >della nostra nazione araba si ridestino in un movimento popolare quanto
    >più ampio è possibile, in difesa dell’onore e della dignità della
    >nazione, per respingere il tirannico progetto americano-sionista.
    >
    >Un saluto al popolo del Libano e alla sua eroica Resistenza patriottica!
    >
    >Un saluto al popolo della Palestina, alla sua tenacia e al suo sacrificio!
    >
    >Libertà per tutti i prigionieri e detenuti nelle celle dell’occupante!
    >
    >Gloria eterna ai martiri!
    >
    >La vittoria appartiene al popolo che resiste per la libertĂ !
    >
    >20 luglio 2006

  4. #4
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    E' morto un grande resistente e un grande compagno.

  5. #5
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    gloria alla memoria.

  6. #6
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    Predefinito Palestina: morto GEORGE HABASH, fondatore FPLP

    Damasco (Siria) 26 gennaio. - George Habash, storico dirigente palestinese e fondatore del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, č morto ad Amman per un attacco cardiaco: lo hanno reso noto fonti palestinesi. Nato nel villaggio di Lod verso la fine degli anni '20 (la data di nascita non e' sicura anche se quella piů probabile č il 1926), da dove la sua famiglia, cristiano-ortodossa, venne scacciata dopo la creazione dello stato di Israele nel 1948. Si č laureato a Beirut in medicina ed ha cominciato ad esercitare la professione nei campi profughi in Giordania. Di idee politiche di estrema sinistra, nel 1952 Habash creň il Movimento dei nazionalisti arabi (di ispirazione nasseriana). Nel 1967, dopo la 'guerra dei sei giorni' israelo-araba, fondň il Fplp marxista-leninista, da cui un anno dopo si staccarono due nuovi gruppi che si andarono a collocare nella miriade di fazioni palestinesi: il moderato Fronte Democratico (Fdlp) e il piů radicale Fplp-Comando generale (Fplp-Cg). Habash visse in quegli anni tra Libano, Giordania e Siria, spesso ponendosi in contrasto con le autoritŕ locali. Divenne un leader noto in tutto il mondo nel settembre 1970, quando i suoi guerriglieri compirono uno spettacolare dirottamento di cinque aerei, tre dei quali di linea in Giordania rimasero distrutti; le autoritŕ giordane risposero con una dura repressione contro i guerriglieri palestinesi (il famoso 'settembre nero'). Habash allora si rifugiň come molti altri palestinesi in Libano e dovette fare i conti con la guerra civile iniziata nel 1975 e finita solo nel 1990. Habbash da sempre contrario a soluzioni di compromesso e negoziati, decise di far uscire il Fplp dal comitato esecutivo dell’Olp e fondň nel 1974 il “Fronte del rifiuto”. Dopo l'invasione israeliana del 1982, spostň il suo quartier generale a Damasco dove assieme ad altri nove gruppi radicali palestinesi formň una alleanza radicale. La sua politica era allora centrata sulla opposizione alla linea moderata e arrendevole di Yasser Arafat. Quando negli anni '90 assunse concretezza il dialogo tra quest'ultimo e Israele, Habash si oppose e rifiutň l'adesione agli accordi di Oslo del 1993. La sua salute intanto si era deteriorata notevolmente a causa di un ictus che lo aveva colpito nel 1992 e che lo ha costretto anche a ricoveri in Europa (l'ospitalitŕ data dall'allora presidente francese Mitterrand, creň non poche polemiche fra le ambasciate francesi e israeliane).
    Ha lasciato la direzione del Fplp al suo vice, Abou Ali Mustafa, nel 2000. Avendo imboccato una strada piů pragmatica, Israele nel 1999 autorizzň Mustafa a tornare in Cisgiordania. Ma la tregua fu di breve durata. Secondo i servizi segreti israeliani Mustafa era tornato alla lotta armata organizzando di persona dal suo ufficio di Ramallah alcuni attentati con autobombe. Abu Ali Mustafa fu ucciso nel suo ufficio nell'agosto 2001 da un razzo sparato da un elicottero israeliano. Il suo successore a capo dell'Fplp č Ahmed Saadat, catturato e incarcerato in Israele nel 2006 perché ritenuto il mandante dell'uccisione, nel 2001, del ministro di estrema destra israeliano Rehavam Zeevi.



    http://associazione-aut-aut.noblogs....fondatore-fplp

 

 

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