secondo me sì...
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=381935
Augustinus, che dici? richiesto intervento qui![]()


secondo me sì...
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Augustinus, che dici? richiesto intervento qui![]()


canonicamente non so...ma visto che dimostra pubblicamente disprezzo e sdegno per la Chiesa e la sua dottrina...non può pretendere nulla!
anzi! sarebbe uno scandalo il contrario!


Il testimone di nozze non è un partecipante al rito, ma solo un testimone civile, per gli effetti civili dell'atto.
Ragion per cui chiunque può fare da testimone di nozze, anche un'eretico, o addirittura un ateo, e, aimè, anche Lussuria.
Lo sapete che mi sta antipatico... ma purtroppo fare da testimone di nozze è un suo diritto civile...


certo che può fare il testimone.... cattivo gusto e farglielo fare. Qui non siamo in una situazione di emergenza per cui se io devo sposare la mia ragazza in siberia trovo un prete e due amici non cattolici come testimoni. Qui in italia una coppia che si sposa in Chiesa e fatta da due fedeli cattolici non capisco perchè dovrebbe portare a testimone un trans...
UT UNUM SINT!




Non mi sembra per nulla opportuno che lui faccia da testimone. Penso che da un punto di vista strettamente legale non sia un illecito.
CIAO![]()


E' vero, da un punto di vista canonico, non vi sono possibili obiezioni da sollevare. Tuttavia qui si imponeva una scelta di opportunità. E certamente chi professa una credenza - notoriamente e pubblicamente - contraria alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, non sarebbe opportuno che svolga un simile ufficio.
Comunque, a voler essere pignoli, forse, un addentellato canonico potrebbe trovarsi nel can. 96, dove si afferma che si è costituiti "persona" nella Chiesa mediante in battesimo ed a condizione che si mantenga la comunione ecclesiale. Nel nostro caso, sostenendo pubblicamente e notoriamente posizioni eretiche, contrarie alla fede ed alla morale, si dovrebbe considerare persona priva della comunione ecclesiale e, quindi, latae sententiae scomunicata. E, quindi, privata del suo status, impedendo ciò di poter svolgere questo munus publicum qual è quello di testimone.
Trovo però discutibile che "mons." (le virgolette sono d'obbligo) Tamburrino, temendo le proteste della parlamentare del PRC, abbia fatto un passo indietro - siamo abituati a questi passi indietro post-conciliari![]()
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- dimostrando così di essere un mercenario di evangelica memoria, che fugge dinanzi al lupo, e non un pastore saggio e prudente, che dà la vita per il gregge e per testimoniare la Verità. Soprattutto avvilente è che, grazie a questo dietrofront, venga profanato il Santuario dell'Incoronata
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Che Dio abbia pietà di noi per questo ennesimo scempio!!!


MONSIGNOR TAMBURRINO: «in ogni caso il sacramento del matrimonio unisce un uomo e una donna»
«Non mi fa fare da testimone alle nozze». Luxuria contro il vescovo. E lui ci ripensa
L'accusa del deputato transgender del Prc alla Chiesa: «Il vescovo di Foggia mi discrimina»
ROMA - «Ancora una volta la Chiesa dimostra il suo volto discriminatorio e integralista, imponendo ai fedeli divieti illegittimi e razzisti». Vladimir Luxuria si dice «protagonista di un brutto episodio di discriminazione da parte del vescovo di Foggia» e reagisce «con stupore e rabbia al divieto imposto, in quanto transessuale, di partecipare come testimone al matrimonio di mia cugina, al Santuario dell'Incoronata». «È un fatto gravissimo - accusa Luxuria - che dimostra ancora una volta la lontananza dei vertici ecclesiastici dalla comunità cattolica, sempre più aperta e tollerante».
«NON C'E' RISPETTO RECIPROCO» - «Per quanto mi riguarda, ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico. Sono una persona educata rispettosa dei valori altrui e quindi mi sarei aspettata un atteggiamento altrettanto tollerante da parte del vescovo».
DIVIETO ILLEGITTIMO - «Credo che questo divieto non sia legittimo in quanto - prosegue - non mi risulta che tra i requisiti per fare il testimone non possa rientrare la mia persona. È una faccenda che mi rattrista e non certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla». «Quanto accaduto non cambierà nulla rispetto ai sentimenti che mi legano a mia cugina e al suo compagno ma spero - conclude - che possa contribuire a far calare il velo di ipocrisia che spesso circonda gli "affari" della Chiesa».
MARCIA INDIETRO - In serata la marcia indietro del vescovo di Foggia, Francesco Pio Tamburrino, che annuncia un comunicato nel quale ribadisce che «in ogni caso il sacramento del matrimonio unisce un uomo e una donna». Il ministro per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini interviene subito e definisce «un atto di saggezza», la decisione dell'arcivescovo di Foggia di ammettere Vladimir Luxuria come testimone nel matrimonio religioso di sua cugina.
POLEMICHE - Ma la polemica - le nozze si terranno il 18 settembre del 2008 - è gia innescata e non frenano diffidenze e pregiudizi storici. Le reazioni, a favore e contro, non si sono fatte aspettare. Il ministro per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini interviene subito e definisce «un atto di saggezza», la decisione dell'Arcivescovo di Foggia di ammettere Vladimir Luxuria come testimone nel matrimonio religioso di sua cugina. «Cosa avrebbe dovuto testimoniare Vladimiro? - si chiedeva invece il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, prima della notizia del dietrofront del vescovo - Forse, avrebbe tentato una conversione degli sposi alle teorie di genere e al 'transumanesimò?».
Fonte: Corriere della sera, 7.11.2007


Judica me Deus et discerne causam meam de gente non sancta