Uno dei più grossi errori che vengono commessi quando si legifera di immigrazione è il ritenere che ricevere la cittadinanza sia un bene per gli immigrati.
In realtà ricevere la cittadinanza è il sogno degli immigrati solo perchè ritengono in questo modo di poter ricevere benefici che altrimenti non avrebbero.
In realtà un immigrato diventa italiano più per i benefici che per un reale senso di appartenenza.
Per dire poi tutta la verità, i servizi elementari come assistenza sociale , assistenza medica, accoglienza e permesso di lavoro, in Italia, prescindono dalla nazionalità. Effettivamente però ad un cittadino straniero in italia dopo 10 anni di permanenza si potrebbero garantire gli stessi diritti che ha un naturalizzato , senza il bisogno di cancellare il senso di appartenenza allo stato da cui proviene obbligandolo a diventare cittadino italiano.
Il sogno di molti immigrati infatti è quello di tornare nel proprio paese. Il tempo trascorso in italia è solo un modo per fuggire da situazioni di guerra, di carestie o di miseria economica in cui il loro Paese versa.
A nostro avviso deve diventare italiano solo chi sente vicina la nostra tterra e dopo anni di trascorso onesto in italia si sente veramente a casa.
Prendere la cittadinanza così tanto per fare non risolve i problemi di integrazione, non vuol dire essersi integrati nel "sistema Italia", ma vuol dire solamente essere stati 10 anni sul nostro territorio .
"la rivoluzione delle cittadinanze più che di un intento umanitario è frutto di un ideologia universalitaria, global e internazionalista".
Alleanza nazionale Firenze
Dipartimento immigrazione
www.animmigrazione.blogspot.com




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