Dacchè esistono i "buonisti",anzi pare che questa categoria ricorra con gran frequenza nei discorsi,in una logica manichea devono pur esistere anche i cattivisti.
Infatti,attualmente va di moda una nuova tendenza conformista di linguaggio che tende a bollare come buonista e politicamente corretto,svuotando anche i contenuti delle espressioni ,qualsiasi affermazione di buonsenso,che dovrebbe costituire acquisizione pacifica di civiltà.
E' buonista affermare che i neri sono uguali,che i gay non vanno discriminati,che i rom sono esseri umani,che il trattamento carcerario non deve essere disumano e inutilmente afflittivo.Chi appoggia questa nouvelle vague ritiene di essere sincero,scomodo,politicamente scorretto.Per quanto ne so il politicamente scorretto ,può avere anche un senso quando ha la funzione di smascherare l'ipocrisia di "politica comune".Invece non ho capito quale sia il valore di affermazioni incivili.Insomma : che ne pensate dei cattivisti?




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