http://civiumlibertas.blogspot.com/
Georges Theil, 65 anni, è un dirigente (in pensione) di una società di telecomunicazioni dipendente da France Télécom. Negli anni scorsi è stato condannato 3 volte per delitto di lesa Shoah: in tre diverse occasioni ha infatti pubblicamente negato l'esistenza delle camere a gas omicide nei campi nazisti.
Risultato: è il primo revisionista in Francia ad essere stato condannato per due volte a 6 mesi di prigione senza condizionale.
Ma c'è di più: per i due ultimi processi è stato condannato a pagare ammende per complessivi 98.000 euro, escluse le spese legali!
L'ultima notizia disponibile in rete su Theil risale allo scorso 20 Luglio: il giudice gli ha concesso di scontare una delle pene agli arresti domiciliari ma gli ha imposto di mettere il braccialetto elettronico (vedi link: http://www.adelaideinstitute.org/Dis...l/Georges1.htm )!!
Cosa aveva fatto di tanto grave Theil?
Aveva diffuso, nel 2004, qualche dozzina di copie di un suo libretto pubblicato in proprio - Un cas d'insoumission - Comment on devient révisionniste [Un caso d'insubordinazione - Come si diventa revisionista], in cui descriveva la propria autobiografia intellettuale, approdata ad uno scetticismo radicale riguardo alle "camere a gas" naziste e ai "6 milioni" di vittime ebree (consultabile qui: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres6/DUBREUIL.pdf ).
Incurante della tempesta giudiziaria scatenata ai suoi danni, aveva poi ribadito la sua posizione in un'intervista televisiva, spiegando come - a suo dire - i presunti mattatoi chimici denominati "camere a gas" fossero fisicamente, chimicamente, logisticamente e architettonicamente impossibili.
Nuovamente trascinato in tribunale, Georges Theil è stato condannato ad altri 6 mesi di prigione, condanna poi annullata - sia pure provvisoriamente - dalla Cassazione.
Sul caso Theil il deputato Antonio Serena presentò in Parlamento il 24.11.2005 la seguente interrogazione:
SERENA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: Georges Theil (65 anni) è stato condannato 8 novembre 2005 dal tribunale penale di Limoges ad una pena di sei mesi di reclusione e ad una valanga di altre pene per aver inviato, ad alcune persone una copia della sua testimonianza, «Un cas d'insoumission / Comment on devient révisionniste» («Un caso d'inarrendevolezza / Come si diventa revisionista»). L'opuscolo (115 pagine) era stato pubblicato nel 2002 con il nome di Gilbert Dubreuil e non era stato oggetto di nessun procedimento giudiziario; le altre pene sono le seguenti: 1) confisca di tutto ciò che era stato sequestrato presso il domicilio di Theil a Grenoble: computer, libri, documenti; 2) privazione per cinque anni del diritto di eleggibilità; 3) 30.000 euro di ammenda; 4) risarcimento dei danni con relativi interessi alle parti civili; 5) pubblicazione (economicamente rovinosa) della sentenza sui giornali Le Monde, Le Figaro, Le Populaire e L'Echo du Centre. Eric Delcroix, avvocato di Georges Theil, ha interposto appello presso la corte d'appello di Limoges. La pena detentiva è quindi sospesa; di tutti i processi a revisionisti per delitto di opinione da un quarto di secolo a questa parte, questo è stato di gran lunga il più sbrigativo. L'udienza è iniziata alle 9.20; il tribunale si è ritirato alle 10.50, ed è rientrato in aula, già alle 11.20, per pronunciare la sentenza. La sua deliberazione non è durata dunque che 25 minuti, al massimo, il che non può aver permesso di prendere conoscenza dei documenti depositati nel fascicolo e, in particolare, di esaminare le sei pagine delle conclusioni dell'avvocato Delcroix; nei suoi diversi interventi il presidente si è mostrato particolarmente ostile. Ha elencato i beni dell'imputato, funzionario della pubblica amministrazione in pensione («due appartamenti e due automobili, di cui una Mercedes»). Ha manifestato dei dubbi sull'appartenenza del padre di Georges Theil alla Resistenza (Georges Theil percepisce una pensione per l'uccisione del padre avvenuta nel 1944 nel dipartimento della Corrèze). Il presidente ha in seguito insinuato che l'imputato avrebbe forse bisogno di una visita psichiatrica. Infine - fatto gravissimo - il presidente ha letto solo l'inizio della lunga e articolata lettera che l'imputato gli aveva indirizzato in sua difesa; Eric Delcroix, difensore dell'imputato, ha potuto parlare solo per 30 minuti, così articolati: 25 minuti sulla forma e 5 minuti sul merito; il magistrato di Limoges che ha condannato Georges Theil si chiama Francois Casassus-Buihlé; è nato in Normandia il 31 dicembre 1952. In un recente passato, secondo l'interrogante, si è reso ridicolo con la condanna, il 12 dicembre 2003, del revisionista Vincent Reynouard ad una pena di un anno di reclusione, di cui nove mesi con la condizionale. In appello, i suoi colleghi di Limoges hanno confermato il suo verdetto ma in cassazione la loro sentenza è stata annullata per un errore madornale: avevano confuso «crimini di guerra» (contestabili) con «crimini contro l'umanità» (dichiarati incontestabili); Georges Theil sarà nuovamente giudicato a Lione, il 29 novembre, sempre per delitto di opinione -: se il Ministro della giustizia, che già in passato si è battuto contro l'introduzione in Europa di leggi e norme contrarie alla libertà di espressione, non intenda attivarsi elevando la sua protesta nelle sedi europee competenti al fine di metter fine a queste persecuzioni, frequenti soprattutto in Francia, Austria e Germania, contro studiosi e ricercatori storici non allineati con la storiografia ufficiale. (4-18358) .
Ed ecco la risposta del sottosegretario competente:
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata mercoledì 8 febbraio 2006
nell'allegato B della seduta n. 747
all'Interrogazione 4-18358 presentata da SERENA
Risposta. - In merito a quanto rappresentato con l'atto parlamentare in argomento non si dispone di pertinenti elementi di
informazione circa il caso specificatamente sollevato dall'onorevole interrogante.
Per quanto riguarda più in generale il tema della salvaguardia della libertà di opinione in Europa, si fa presente quanto
segue.
La questione del rispetto del diritto di espressione è toccata in numerosi strumenti internazionali. Il principio generale è
presente già nell'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948 per la quale «Ogni individuo ha
diritto alla libertà di opinione e di espressione».
Anche la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali del 1950 prevede al
suo articolo 10 quanto segue: «Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e
la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche e
senza considerazione di frontiera (...). L'esercizio di queste libertà, comportando doveri e responsabilità, può essere
sottoposto a determinate formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge e costituenti misure necessarie in
una società democratica, per la sicurezza nazionale, l'integrità territoriale o l'ordine pubblico, la prevenzione dei reati, la
protezione della salute e della morale, la protezione della reputazione o dei diritti altrui, o per impedire la divulgazione di
informazioni confidenziali o per garantire l'autorità e la imparzialità del potere giudiziario».
L'articolo 19 del Patto delle Nazioni Unite sui Diritti Civili e Politici del 1966, affronta anch'esso la questione statuendo che
«Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di
espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza
riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di
sua scelta».
Tuttavia lo stesso articolo, al paragrafo 3, fissa un limite all'esercizio di tale diritto. Infatti, «L'esercizio delle libertà previste
al paragrafo 2 del presente articolo comporta doveri e responsabilità speciali. Esso può essere pertanto sottoposto a
talune restrizioni che però devono essere espressamente stabilite dalla legge ed essere necessarie. a) al rispetto dei
diritti e della reputazione altrui; b) alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell'ordine pubblico, della sanità o della
morale pubbliche».
L'Italia, dal canto suo, essendo tra l'altro parte di tutti gli strumenti convenzionali sopraccitati, è attivamente impegnata a
livello internazionale a tutelare il rispetto della libertà di opinione. A questo proposito, il nostro Paese segue con
attenzione il lavoro ed i rapporti del Relatore Speciale incaricato dalla stessa Commissione per i Diritti Umani delle
Nazioni Unite di vegliare sulla libertà di opinione e di espressione, attualmente il keniota Ambeyi Ligabo, figura istituita
con la risoluzione della CDU n. 1993/45 il cui mandato specifico, definito da ultimo con la Risoluzione 2003/42, è quello di
raccogliere informazioni e valutare la situazione sull'esercizio del diritto alla libertà d'opinione e di espressione nel mondo
al fine di poter rivolgere specifiche raccomandazioni alle autorità interessate.
Allo stato attuale, come risulta dall'ultimo Rapporto presentato dallo stesso Relatore Speciale alla 61a sessione annuale
della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra (marzo-aprile 2005), nessuno dei Paesi distintamente
evocati dall'interrogante risulta aver formato oggetto di una vista specifica da parte del sig. Ligabo.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Roberto Antonione.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/18358 CAMERA
Stampato il 14/11/2007
RISPOSTA ATTO
Pagina 3 di 3
Come si vede, viene negata l'esistenza stessa del problema: la Francia, l'Austria e la Germania calpestano i diritti umani? Al governo italiano non risulta!
I guai - anche finanziari - per Georges Theil e per la sua famiglia sono molto pesanti: chi volesse contribuire, anche in minima parte, ad alleviarli può scrivere a Theil al seguente indirizzo:
M. Georges Theil
BP 50 38
F - 38037 Grenoble Cedex 2
Email:
gmtheva@yahoo.fr
Il suo libro in edizione cartacea è richiedibile all'indirizzo suddetto al prezzo di 13 euro la copia, incluse le spese di spedizione.




Rispondi Citando
