AGGIORNAMENTI SUL CASO THEIL
Processato per “negazione dell’Olocausto” nel corso di un intervista televisiva avvenuta nel 2004, Georges Theilera stato condannato dalla Corte d’appello di Lione a 6 mesi di prigione, a 10.000 euro di multa, al pagamento di un totale di 40.500 euro di danni (4.500 euro a ciascuna delle 9 associazioni che si erano costituite parte civile) ed infine al pagamento di 8000 euro di pubblicazioni della sentenza sui giornali! Poiché la pena detentiva era inferiore a un anno il giudice aveva posto a Theil l’alternativa del braccialetto elettronico, che Theil aveva accettato (o mangi questa minestra...).
L’altro ieri, il 18 Dicembre, Theil e il suo avvocato Eric Delcroix sono stati convocati dal Giudice d’applicazione delle pene (JAP) di Grenoble, per un aggiornamento sulla pena di 6 mesi di prigione comminata nella primavera del 2006. Era presente il procuratore (conosciuto per il suo odio contro i revisionisti). Il procuratore ha fatto pressioni su Theil affinché si “pentisse”: gli ha cioè domandato se era “sinceramente pentito” per aver infranto la legge Gayssot (la famigerata legge del 1990 contro i revisionisti) e se riconosceva il nesso tra il trattamento “magnanimo” del braccialetto (!)
e la necessità conseguente del doversi pentire.
Theil ha risposto appellandosi alla libertà di ricerca e di espressione. Il procuratore ha fatto notare che dunque Theil non si era pentito: di conseguenza alla prossima udienza il pubblico ministero chiederà che il braccialetto venga sostituito con la prigione. La decisione sarà presa il prossimo 8 Gennaio.
dal blog Civium Libertas






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