Non so se avete già parlato dell'argomento.
Vi chiedo un po' più di informazioni su Solzenicyn; non conoscevo molto questa persona, ma negli ultimi giorni ho intervistato un anziano minatore-contadino-muratore, nonchè a suo tempo aiuto partigiano. Parlando delle critiche all'URSS, e dunque entrando nell'argomento Stalin, ha detto testualmente:
"ma finiamola co' sta cosa de' gulag. era un crimine, semmai, lasciare quei borghesi latifondisti a bruciare i raccolti per non darli allo Stato. E poi, Solzenicyn è stato 20 anni in siberia a fare il muratore, ed è tornato sano. Il mi' zio fu deportato dai nazisti: riuscì a tornare, ma aveva perso 20 chili e si pisciava addosso".
so che il confronto è banale e casuale, ma mi piacerebbe prendere l'argomento per le sue motivazioni storico economiche, al fine di capire, oggi, come guardare a quell'azione dell'URSS, in maniera oggettiva. e come guardare a certe cose della Cina e a Cuba (anche se Fidel mi sembra logico che sia già giustificato).
Solzenicyn andò oltre l'azione dei Kruscioviani?




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Del resto si aspettava un ritorno trionfante in patria, come una sorta di novello Dostoevskij.Al di la delle ideologie non cè nulla di più triste che svendersi al nemico.Per non parlare dei danni che avrebbe provocato la sua teoria riguardante i russi della diaspora, se qualcuno l'avesse presa in considerazione.
