Welfare, Prc abbandona il tavolo
"Non ci sono sostanziali novità"
Il Prc abbandona la riunione maggioranza-Governo sul welfare a Montecitorio. ''Abbandoniamo la riunione - spiega il deputato del Prc, e membro della Commissione Lavoro di Montecitorio, Augusto Rocchi - perché se non ci sono elementi nuovi non ha senso restare". Critici Verdi e comunisti italiani: "Passi avanti ce ne sono stati". Questa mattina l'ultima tranche di lavori in commissione Lavoro alla Camera. Poi da lunedì si va in Aula.
Eppure nel tardo pomeriggio un'intesa sembrava piu' vicina. I tempi infatti sono stretti: alle nove questa mattina suona il gong per l'ultima tranche di lavori in commissione Lavoro alla Camera. Poi da lunedi' si va in Aula. E cosi' l'obiettivo era e resta quello di siglare la pace prima.
Per trovare la quadra maggioranza e governo si riuniscono a oltranza: la prima tranche termina nel pomeriggio poco prima del voto di fiducia sul decreto che accompagna la finanziaria e a vincere e' ancora l'ottimismo. Certo qualche mal di pancia c'e' fin dal mattino, ma ancora sottotraccia. Arrivano le dieci di sera, ora in cui e' riconvocata la riunione con il ministro del Lavoro Cesare Damiano, e scoppia il caso: Rifondazione comunista sbatte la porta e se ne va. Non ci sono novita', ne' sui contratti a termine ne' sugli usuranti. Tanto vale aggiornarsi definitivamente alla seduta della commissione, dove ''ripresenteremo i nostri emendamenti e andremo al voto'', spiega il deputato del Prc Augusto Rocchi.
La mossa a sorpresa irrita gli altri partiti della sinistra. Il presidente della commissione Lavoro Gianni Paglierini (Pdci) commenta secco: ''Ognuno si prendera' le proprie responsabilita'''. Poco dopo anche sinistra democratica e Verdi esprimono il proprio ''stupore'' per la scelta targata Prc. Una volonta' di segnare la differenza che insomma non viene apprezzata.
Certo che qualcosa non stesse andando nel verso giusto lo potevano far intuire forse le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, che al termine di un vertice con il premier Prodi e con Damiano, si diceva convinto della possibilita' di chiudere la partita ma non subito bensi' ''nei prossimi giorni''. E d'altro canto anche il titolare del dicastero del Lavoro non si e' mai sbilanciato, limitandosi a registrare che nell'Unione ''c'e' una discussione che sta andando avanti positivamente''.
Il tentativo di mediazione riguarda essenzialmente il cuore del provvedimento: i lavori usuranti, il cosidetto job on call, le deleghe al governo in materia di lavoro e i contratti a termine. Per quanto riguarda l'articolo 1, che disciplina anche i lavori usuranti, il 'patto' tra governo e Unione prevede che resti la delega gia' prevista nel ddl ma con alcune modifiche per venire incontro alle richieste della sinistra.
Dovrebbe essere risolto anche il braccio di ferro tra sinistra e moderati sul lavoro a chiamata (il job on call). La norma verrebbe abrogata dal contratto nazionale, cosi' come prevede il provvedimento, ma rimarrebbe in piedi l'ipotesi, avanzata dai moderati, di inserire deroghe per alcuni settori. Ma la sinistra incasserebbe la disponibilita' all'abrogazione dello staff leasing.
Sarebbe in via di risoluzione anche la parte relativa ai contratti a termine, con l'impegno, richiesto da Verdi, Prc, Pdci e Sd, alla non reiterazione del contratto a termine dopo i 36 mesi.
Distinguo a parte, opinione condivisa e' che non si possa trovare un accordo senza fare i conti con la situazione del Senato. Il 'convitato di pietra' della trattativa, infatti, e' Lamberto Dini, pronto con gli altri due senatori di Ld, a votare no ad un ddl sul welfare modificato: ''Il governo non deve modificare il protocollo perche' anche da quello dipende la tenuta dei conti pubblici - avverte - davanti a qualsiasi modifica noi liberaldemocratici voteremo contro''.
Senza contare che il fronte del no al ddl rischia allargarsi anche ai socialisti, che rivendicano attenzione per i loro emendamenti. Gavino Angius e Roberto Villetti mettono in guardia il governo: ''Subordineremo il voto a quanto di nostro e' stato accolto''.
http://www.tgcom.mediaset.it/politic...lo388908.shtml




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