Sarà perché l'ispiratore dell'ideologia neocon è Leon Trotsky, ma gli Stati Uniti stanno assomigliando ogni giorno di più all'URSS dei bei tempi: come allora, infatti, il dissenso è dipinto come minaccia, e i dissidenti come nemici dello stato, che di nemici, si sa, ha sempre un gran bisogno.
La settimana scorsa è stato fatto un altro passo verso la limitazione della libertà d'espressione: in un'udienza del sottocomitato di Homeland Security della Camera su “Terrorismo e Internet” diffusa da C-Span, un gruppo di “esperti,” tra cui ex-rappresentanti della RAND Corporation e del Simon Wiesenthal Center, hanno presentato siti di ricerca sull'undici settembre fianco a fianco di siti che celebrano gli attacchi e propagandano la jihad e la pratica di tattiche terroristiche.
L'udienza è stata presieduta dalla democratica Jane Harman e ha presenziato anche il repubblicano Dave Reichert, ed è interamente visionabile online su C-Span.
Con la scusa di illustrare l'uso di internet da parte degli "home grown terrorist recruiters" è servita in realtà ad equiparare il movimento per la verità sul 9/11 con i cosiddetti “jihadisti” radicali, come ben illustrano le parole di Mark Weitzman del Simon Wiesenthal Center, che ha dichiarato:
Alcune di queste sono teorie della cospirazione che presentano una visione chiusa del mondo, come il definire 9/11 come “lavoro esterno” [testualmente, “outside job!”] o incolpando gruppi esterni come il governo degli Stati Uniti, o gli ebrei etc, alcuni di questi sono video pro-resistenza irachena, alcuni sono portali media a cui la gente può partecipare…
Sotto il titolo "Internet: Incubator of 9/11 Conspiracies and Disinformation" Weiztman ha mostrato video del WTC7 che crolla come postato sui vari siti di ricerca sul 9/11, e screenshots da Architects and Engineers for 9/11 Truth e Killtown.
Dubitare quindi delle versioni ufficiali forniteci dal governo ed esprimere tali dubbi su un blog ci rende automaticamente terroristi: bene faremo a prendere esempio dai mass media che mai misero in dubbio non solo la versione ufficiale sull'undici settembre, ma anche simpatiche storielle come le WMD in Iraq o il Gatorade esplosivo.
In altre parole, possiamo dire che lo stato ammette pubblicamente che il suo nemico peggiore – insieme al terrorismo, s'intende – è il senso critico del contribuente.
Ma che sorpresa!
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