Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Programma sviluppo rurale (Psr)


    mercoledì, 21 novembre 2007

    Programma sviluppo rurale: 1,252 mld € alla Sardegna



    Via libera definitivo da parte di Bruxelles al Programma di sviluppo rurale della Sardegna per gli anni 2007/2013. Il Comitato Sviluppo rurale della Commissione Europea ha approvato all'unanimità il principale strumento di programmazione della strategia regionale in materia di agricoltura e sviluppo rurale. Un passaggio molto atteso da parte del mondo produttivo isolano e che arriva dopo 127 giorni dalla ricevibilità da parte di Bruxelles: Il Psr 2007/2013, che integra in un unico documento i tre diversi programmi attivi tra il 2000 e il 2006, può contare su una dotazione finanziaria di 1 miliardo e 252 milioni circa di risorse pubbliche.



    CAGLIARI - Quattro Assi finanziari e otto strategie di intervento. Su questi presupposti si basa il Programma di sviluppo rurale della Sardegna approvato ieri da Bruxelles ed illustrato oggi, in una conferenza stampa, a cui hanno partecipato anche le Associazioni agricole, dall'assessore dell'Agricoltura, Francesco Foddis.

    Il miliardo e 252 milioni di euro da impegnare fra il 2007 ed il 2013, e da spendere completamente entro il 2015, servirà innanzitutto per supportare interventi di integrazione della filiera (coinvolgimento di tutti i soggetti della catena produttiva), di aggregazione di aziende o di organizzazione di produttori (Op) per concentrare l'offerta e valorizzare le produzioni specifiche. Nelle intenzioni della Regione con il Prs i vincoli ambientali diventano un'opportunità di sviluppo
    attraverso il mantenimento delle biodiversità e dei sistemi naturali connessi a tali attività, la razionalizzazione delle risorse, la riduzione dei gas serra e alla lotta alla desertificazione (previsti 80 mila ettari per incentivare la ripresa della coltura di cereali).

    Il Programma sosterrà anche la multifunzionalità (sviluppo di altre funzioni come agriturismo, servizi ambientali, sociali), la tutela del paesaggio, degli elementi caratteristici e la qualità e valorizzazione dei prodotti (Dop, Igp, Stg, Vqprd). Infine la Regione mira a rafforzare la capacità
    progettuale dei territori per uno “sviluppo autocentrato”.

    Il piano finanziario complessivo, su stanziamenti comunitari (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale - Feasr) statali e regionali, prevede oltre 350 milioni per l'Asse 1, oltre 701 milioni per l'Asse 2, quasi 188 milioni per l'Asse 3 e circa 12,5 milioni per l'Asse 4.
    http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=9594

    speriamo bene ...

  2. #2
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    Bruxelles approva il Programma di sviluppo rurale 2007-2013

    La Commissione europea, all'unanimità, ha dato il suo parere positivo al principale strumento di programmazione regionale in materia di agricoltura, che può contare su 1 miliardo e 252 milioni di risorse pubbliche, cifra praticamente uguale alla precedente fase di programmazione. A queste risorse si aggiungono le altre previste nella Finanziaria 2008 e quelle nazionali assegnate al settore.

    CAGLIARI, 21 NOVEMBRE 2007 - Via libera definitivo da parte di Bruxelles al Programma di sviluppo rurale della Sardegna per gli anni 2007/2013. Ieri (20 novembre), il Comitato Sviluppo rurale della Commissione Europea ha approvato all'unanimità il principale strumento di programmazione della strategia regionale in materia di agricoltura e sviluppo rurale. Un passaggio molto atteso da parte del mondo produttivo isolano e che arriva dopo 127 giorni dalla ricevibilità da parte di Bruxelles: è il lasso di tempo più breve se confrontato con quello dei Psr delle altre Regioni italiane, molte delle quali attendono ancora il via libera dalla Commissione.

    Il Psr 2007/2013, che integra in un unico documento i tre diversi programmi attivi tra il 2000 e il 2006, può contare su una dotazione finanziaria di 1 miliardo e 252 milioni circa di risorse pubbliche: una cifra significativa e praticamente uguale alla precedente fase di programmazione e che deriva anche dal riconoscimento degli svantaggi geografici e naturali legati all'insularità. Tutto ciò, inoltre, nonostante l'uscita della Sardegna dall'Obiettivo 1. Da sottolineare comunque che a queste risorse si aggiungono le altre previste nella Finanziaria 2008 e la dotazione finanziaria nazionale assegnata al settore. Il Psr possiede una forte coerenza tra l'analisi di contesto e gli obiettivi strategici comunitari, gli obiettivi prioritari nazionali definiti nel Piano strategico nazionale e con gli obiettivi specifici individuati sulla base della pianificazione regionale (tra cui il Documento strategico regionale e il Piano paesaggistico regionale.
    Estremamente soddisfatto per il risultato l'assessore dell'Agricoltura Francesco Foddis: "L'approvazione della Commissione europea testimonia l'ottimo lavoro svolto dall'Assessorato nella predisposizione del Psr, al quale hanno contribuito con integrazioni e osservazioni anche le organizzazioni di categoria.

    Il via libera arriva in un momento estremamente complesso dell'agricoltura in Sardegna e permette di dare nuove speranze all’intero comparto. Nel Psr la strategia della Regione per rivitalizzare il settore è chiara e definita. La competitività, l'ambiente inteso come risorsa e non come vincolo, lo sviluppo di azioni concrete su infrastrutture, strutture e servizi per le aree rurali sono al centro del Programma. La famiglia agricola e le comunità locali, anche attraverso un investimento in cultura e formazione, sono i promotori del loro stesso sviluppo.

    Noi crediamo molto – sottolinea l'assessore Foddis – nelle potenzialità del Psr, uno strumento complesso ma che offre nuove occasioni di rilancio: l'integrazione di filiera, e quindi la valorizzazione delle nostre produzioni attraverso l'integrazione verticale dell'offerta e il miglioramento dei processi produttivi, risponde all’esigenza di incrementare sensibilmente la competitività del sistema agro-alimentare isolano. La concentrazione dell'offerta è l'altro importante obiettivo e il Psr darà priorità ai produttori aggregati e alle Organizzazioni dei produttori (Op): questo per cercare di contrastare il fenomeno della polverizzazione del sistema di imprese".

    Altro caposaldo del Programma è la multifunzionalità: "Il futuro dell'agricoltura si gioca sempre più su quell'intreccio che essa ha nei confronti della cultura, delle tradizioni, dell'ambiente e rispetto agli altri settori produttivi. Da questi legami così forti occorre creare le condizioni perché l'economia rurale possa attivare redditi integrativi. Ecco perché misure come la valorizzazione dei centri storici, il recupero delle strutture rurali, il rinnovamento dei villaggi, il loro abbellimento con essenze autoctone, ma anche il sostegno per la creazione di attività legate ai prodotti dell'agro-alimentare locale, possono offrire un'occasione per ridare vitalità e vivibilità a paesi dove lo spopolamento e il crescente abbandono delle terre oggi sono realtà preoccupanti. E a proposito di ambiente, il ruolo dell'agricoltore oggi e domani sarà anche sociale: sarà il primo difensore di quel paesaggio sui cui vive e opera".

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/2...&v=2&c=395&t=1

  3. #3
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    Il Psr della Regione Sardegna (file pdf) .
    Merita di essere letto
    http://www.regione.sardegna.it/docum...1121165436.pdf

  4. #4
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    giovedì 22 novembre 2007

    Dopo il sì della Ue e fondi per 1250 milioni
    rivoluzione per l'agricoltura sarda
    Una svolta anche per l'intesa con le banche


    di Marco Murgia


    Una ripartenza, un nuovo inizio per l'agricoltura. A guardare le coincidenze c'è da essere ottimisti: la Commissione europea comunica l'approvazione del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 proprio mentre si sta concludendo il vertice a Roma sull'indebitamento delle aziende agricole isolane. Due risultati in un colpo solo: anche se il secondo riguarda solo una parte delle imprese - le 1.022 per cui risulta un contenzioso aperto con il Banco di Sardegna, fatto che non permette la fine della mobilitazione dei contadini a Decimoputzu -, non è roba da tutti i giorni.
    Il rischio è che la vertenza con le banche faccia passare in secondo piano il piano approvato a Bruxelles. Invece, sottolinea l'assessore Francesco Foddis, «nel Programma di sviluppo rurale viene sintetizzata la strategia per rivitalizzare l'agricoltura in Sardegna». Con una dotazione finanziaria di un miliardo e 252 milioni, sarà «il principale strumento di programmazione della Regione nel settore e il punto di partenza di un ambizioso progetto che caratterizzerà la pianificazione delle attività fino al 2013». Allora «partiamo da qui, con un pizzico di soddisfazione», dato dal «lavoro messo in piedi dalle competenze che il mondo agricolo isolano può dare, senza ricorrere a nessuna consulenza esterna».
    Il piano è una piccola rivoluzione rispetto alla programmazione 2000-2006, quando la Sardegna rientrava nell'Obiettivo 1. A iniziare dalle risorse, che aumentano di 73 milioni: derivano «dall'importante riconoscimento degli svantaggi geografici e naturali legati all'insularità». A queste si aggiungono i fondi previsti dalla finanziaria regionale 2008, secondo quanto riferito da Foddis durante l'audizione di ieri pomeriggio in commissione Agricoltura: 212 milioni di euro, gli stessi del 2007 per rispettare il patto di stabilità. In più ci sono i finanziamenti comunitari e nazionali non compresi nella manovra di bilancio ma assegnati al settore.
    Altra differenza fondamentale fra i due piani è l'integrazione in un unico documento dei tre programmi attivi nei sei anni precedenti. Cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasar), è composto di tre assi «di intervento» e uno «metodologico»: punti imprescindibili, spiega Foddis, saranno la competitività, l'ambiente inteso come risorsa e non come vincolo, lo sviluppo di azioni su infrastrutture, strutture e servizi per le aree rurali. In più la crescita dal basso: «La famiglia agricola e le comunità locali, anche attraverso un investimento in cultura e formazione, possono diventare i promotori del loro stesso sviluppo».
    Il primo asse punta al «miglioramento della competitività del sistema agricolo e forestale nel rispetto della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del paesaggio rurale». Grande attenzione è rivolta alla «integrazione di filiera»: per la distribuzione delle risorse «sarà data priorità ai produttori aggregati e alle organizzazioni dei produttori» che puntino «alla valorizzazione delle produzioni specifiche del territorio, in un'ottica di promozione dell'interesse collettivo» ma anche «di riduzione e stabilizzazione dei costi e promozione dello sviluppo sostenibile».
    Secondo il detto “l'unione fa la forza”, in sostanza la Regione indica nell'unità la via per uscire dall'assistenzialismo cui erano stati abituati i singoli coltivatori: le misure, finanziate con quasi 380 milioni (154 del Feasr e 137 dello Stato, il resto dalle casse regionali) prevedono azioni per la formazione professionale e l'informazione, supporto ai giovani agricoltori, consulenza, interventi per l'ammodernamento delle aziende e per le infrastrutture, sostegno agli agricoltori per l'adeguamento alle norme comunitarie e alle associazioni di produttori. Fondamentali «i vincoli ambientali che diventano opportunità, con l'agricoltore anche nelle vesti di custode dell'ambiente, che contribuisce a una maggiore sostenibilità delle attività agricole e forestali».
    All'asse due, per il «miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale», sono destinati oltre 701 milioni di provenienza comunitaria e statale per la compensazione degli svantaggi degli agricoltori nelle zone di montagna e per l'agricoltura biologica, la difesa del suolo, le tutele della biodiversità e la conservazione delle risorse genetiche animali e vegetali di interesse agrario. In programma anche interventi per il potenziamento delle foreste: «La tutela del paesaggio rurale» sottolinea l'assessore, «è un' occasione di valorizzazione economica e culturale».
    Il terzo e il quarto asse sono finanziati con oltre 187 milioni (82 del Feasr, 73 dello Stato e 31 della Regione) per interventi sulla «qualità della vita nelle zone rurali e la diversificazione dell'economia rurale con programmi integrati di sviluppo» e il «miglioramento della governance e delle capacità istituzionali regionali e locali». Sostegno alle micro-imprese, incentivi al turismo, sviluppo dei villaggi e assistenza e servizi alle popolazioni e interventi contro lo spopolamento sono le misure inquadrate: con grande attenzione all'esperienza dei gruppi di animazione locale, quei Gal che in passato hanno lavorato «non sempre in sintonia con le strategie e su cui la Regione ora vuole un ruolo di coordinamento diretto».
    Quindi multifunzionalità e incremento della competitività del settore come capisaldi dei prossimi sette anni: «Crediamo molto nelle potenzialità del programma», ribadisce Foddis, «è uno strumento complesso ma che offre nuove occasioni di rilancio». Soprattutto perché l'approvazione «arriva in un momento estremamente complesso per l'agricoltura in Sardegna e permette di dare nuove speranze all'intero comparto».
    L'altro punto caldo riguarda le aziende indebitate: la presentazione del piano di sviluppo è anche l'occasione per chiarire meglio i dettagli dell'accordo sancito a Roma due giorni fa con il ministero e le banche creditrici. Accordo che è ancora in itinere ma su cui «l'attenzione è sempre alta». Innanzi tutto il numero di imprese interessate: sono 1.022 quelle che hanno un contenzioso aperto con il Banco di Sardegna. Le altre, oltre 3.500, non rientrano nell'intesa perché hanno già saldato il debito e non rischiano nessuna azione esecutiva: sono quelle che il contenzioso lo hanno aperto con la Regione, con le udienze al tribunale di Cagliari che riprenderanno a gennaio.
    Per le aziende la cui vendita all'asta è già avvenuta il problema sembra più circoscritto: «Solo una è già esecutata», sostiene Foddis, «mentre le altre rientrano nelle 1.000 indicate». Ma è un punto di vista su cui gli agricoltori non sono d'accordo: «Le aste già effettuate sono molte di più e vogliamo sapere cosa succederà per chi ha perso la propria terra». Confermata la manifestazione a Roma del 1º dicembre. Poi l'importo dell'operazione: i 118 milioni di cui si era parlato due giorni fa devono essere verificati dal Banco di Sardegna «che deve ancora valutare con attenzione la posizione di ciascuna azienda e solo dopo questo si potrà stabilire l'importo complessivo».
    «Come primo intervento», continua Foddis, «inviteremo la Sfirs ad acquisire i crediti. La finanziaria regionale dovrà poi valutare come intervenire e se chiedere l'impegno di eventuali altri partner. L'intesa prevede un abbattimento del capitale da parte della banca, e la rimodulazione degli interessi»: il primo è un passaggio fondamentale, perché impedisce un nuovo intervento della Commissione europea su eventuali aiuti di stato. «Gli aspetti tecnici e operativi dell'operazione saranno oggetto di un altro incontro, quando verranno definiti gli importi da parte del Banco di Sardegna».
    Di certo c'è che i debiti non saranno acquistati con una cartolarizzazione, operazione rischiosa che prevede l'emissione di nuove obbligazioni. Il passaggio fondamentale sarà quello di «assegnare i debiti ristrutturati a ciascuna azienda sulla base delle sue capacità e dopo aver consentito una ripresa della produzione che permetta i pagamenti», spalmati nel medio e lungo periodo.
    All'accordo raggiunto guarda con fiducia anche Bruno Murgia: il deputato di An sottolinea di aver «ricevuto la rassicurazione dal governo in merito a concrete proposte di ristrutturazione dei debiti agricoli contratti dalle aziende. Spero che le promesse siano mantenute», visto che, «a quanto pare la volontà politica e gli elementi per la soluzione del problema ci sono tutti».
    http://www.altravoce.net/2007/11/22/rilancio.html

  5. #5
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    speriamo che ci sia rigidità nei controlli!

 

 

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