Cuba non è solo quel paradiso terrestre di sole, mare, musica, donne meravigliose e uomini affascinanti che siamo abituati a vedere negli opuscoli delle agenzie turistiche. Cuba non è solo lo sfarzo dell’all-inclusive dei villaggi turistici. Cuba è anche un inferno: l’inferno dei diritti umani. Devi sapere come vive un cubano per capire cosa è Cuba. A pochi chilometri, infatti, dai meravigliosi alberghi dove il divertimento non lascia respiro, ci sono carceri dove vengono imprigionati uomini e donne, ‘colpevoli’ di reati d’opinione. Proprio quest’anno, mentre fioriva la primavera, Fidel Castro ha incarcerato 75 persone, per un totale di 1.454 anni di carcere, tra giornalisti, opinionisti e politici, tutti ‘colpevoli’ di essere dissidenti al regime castrista, di non pensare come lui vuole. I risultati di quella rivoluzione che quarant’anni fa ha portato Fidel Castro al governo di Cuba e quindi all’instaurarsi di un’ennesima dittatura di matrice comunista potrebbero essere sintetizzati con alcuni numeri: dal 1959 ad oggi più di un milione e mezzo di cubani ha lasciato l’isola, alcuni per vie legali, altri, più di 20.000, fuggendo con zattere improvvisate, i cosiddetti ‘balseros’, spesso vittime di quel pezzo di oceano che li separava dalle coste americane o dei militari di Castro che gli sparavano alle spalle. Una vera e propria diaspora a cui devono aggiungersi i numerosi esiliati sparsi per il mondo, apolidi e rifugiati politici perché dissidenti al regime castrista. I Cubani non sono liberi di: consultare liberamente internet, perché l’unico provider autorizzato è quello del governo, vedere la televisione, ascoltare la radio, leggere giornali, in quanto tutta l’informazione è unicamente informazione di regime. Telefonare liberamente ai propri familiari o amici scappati all’estero è impossibile perché la comunicazione è controllata. A Cuba si mangia, si lavora (lo Stato è l’unico datore di lavoro), si studia e si riceve assistenza medica solo se si è inseriti in quel sistema politico ed ideologico Cuba purtroppo è anche tanta povertà: gli aiuti, provenienti da tutto il mondo, finiscono nelle casse del regime per finanziare la repressione e non riescono mai ad arrivare alla popolazione cubana. Buona parte della popolazione cubana, è esausta, odia il dittatore e vorrebbe un cambiamento immediato. Purtroppo la paura per ora rallenta qualsiasi ipotesi di cambiamento. Questa paura è comprensibile e giustificata: tutti i giovani sono nati durante l'attuale regime e non immaginano nemmeno cosa possa essere una Democrazia, quanto sia bella e importante la Libertà.
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LIBERTà PER IL DOTTOR OSCAR ELIAS BISCET
