Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito La pagliuzza di Clementina

    La pagliuzza di Clementina
    E cerca che ti cerca…finalmente hanno trovato una pagliuzza nel comportamento di Clementina Forleo !
    Con la lente di ingrandimento hanno passato al setaccio ogni sua frase, sia scritta che pronunciata, ogni suo comportamento, con la finalità di trovare la “ pagliuzza “ che potesse far risultare la Forleo incapace o inaffidabile.
    Si è cercato di dimostrare che è una persona poco attendibile, perché nel ricordare i suoi genitori recentemente scomparsi in un incidente automobilistico, e le minacce da loro subite prima dell’incidente, Clementina si sarebbe commossa e avrebbe versato qualche lacrima. Con un residuo di decenza si sono astenuti di chiederle se nei giorni dell’inchiesta sull’Unipol avesse per caso il ciclo mestruale .
    La si accusa di avere motivato i propri provvedimenti, come se un giudice non avesse il diritto-dovere di farlo. Clementina si è macchiata di una grave colpa : ha agito secondo coscienza e libera convinzione, non ha tenuto conto degli interessi e delle convenienze della casta politica

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    La pagliuzza di Clementina
    E cerca che ti cerca…finalmente hanno trovato una pagliuzza nel comportamento di Clementina Forleo !
    Con la lente di ingrandimento hanno passato al setaccio ogni sua frase, sia scritta che pronunciata, ogni suo comportamento, con la finalità di trovare la “ pagliuzza “ che potesse far risultare la Forleo incapace o inaffidabile.
    Si è cercato di dimostrare che è una persona poco attendibile, perché nel ricordare i suoi genitori recentemente scomparsi in un incidente automobilistico, e le minacce da loro subite prima dell’incidente, Clementina si sarebbe commossa e avrebbe versato qualche lacrima. Con un residuo di decenza si sono astenuti di chiederle se nei giorni dell’inchiesta sull’Unipol avesse per caso il ciclo mestruale .
    La si accusa di avere motivato i propri provvedimenti, come se un giudice non avesse il diritto-dovere di farlo. Clementina si è macchiata di una grave colpa : ha agito secondo coscienza e libera convinzione, non ha tenuto conto degli interessi e delle convenienze della casta politica
    Ecco il commento in merito di Beppe Grillo:

    28 Novembre 2007

    Il Trio Lescano



    Il procuratore generale della Cassazione Delli Priscoli ha chiesto il processo disciplinare per Clementina Forleo. E’ il trionfo della omologazione della magistratura alla politica. Delli Priscoli è D’Alema senza i baffi. Clementina ha detto: “Il collega Imposimato, l’8 settembre, mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli. O Imposimato aveva ragione o è un mago”.
    Delli Priscoli scrive che Clementina “ha violato gli obblighi di imparzialità, correttezza ed equilibrio” nel chiedere l’autorizzazione all’uso delle telefonate tra Consorte e Ricucci e il Trio Lescano FassinoLatorreD’Alema insieme ai forzaitalioti Cicu e Comincioli. Clementina avrebbe “arbitrariamente coinvolto in un ingiusto danno” il quinquetto delle scalate.
    Clementina è anche colpevole di altri misfatti nei confronti della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Non sto a descriverli per non turbarvi, ma posso anticiparvi che ha persino detto a due poliziotti che avevano a suo avviso “sbattuto brutalmente per terra un immigrato” la celebre frase: “E’ora di finirla”.
    Delli Priscoli non ha gradito che Clementina abbia chiesto che il suo avvocato venisse in possesso degli atti dell’incidente stradale in cui morirono i suoi genitori. Un “incidente” annunciato giorni prima. Infatti, la Forleo, nel voler capire se i suoi genitori fossero stati assassinati per le inchieste che lei conduceva, ha: “mancato ai suoi doveri di correttezza”. Clementina Forleo ha troppo coraggio, non ce la meritiamo. Si dimetta dalla magistratura. La Giustizia è ormai un non luogo in cui vengono condannati solo i poveri disgraziati e, forse, neppure loro. Non abbiamo bisogno di magistrati eroi, ma di tribunali che funzionano, di leggi efficaci, di politici onesti, di ministri della Giustizia e non di Mastella.
    Non abbiamo bisogno di giudici fermati con il tritolo o con i provvedimenti disciplinari. Di giudici che rischiano la loro vita e quella dei loro parenti per noi.
    Che popolo siamo diventati? Cosa siamo diventati? Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo anch’io.

    ttp://www.beppegrillo.it:80/2007/11/il_trio_lescano.html?s=n2007-11-28

  3. #3
    Gioa
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    Mi chiedo chi lo ha detto a Imposimato?
    Secondo me è meglio che denuncia tutto ai tribunali europei, se ci sono.
    Ricordo alla Forleo di non perdere il rispetto delle autorità certo odiando alcuni atteggiamenti che si sà con certezza essere sbagliati, la più grande autorità è Dio.

  4. #4
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    Strano che non le abbiano anche imposto un test tossicologico...sicuro che non glielo hanno imposto?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Percaso Visualizza Messaggio
    Mi chiedo chi lo ha detto a Imposimato?
    Secondo me è meglio che denuncia tutto ai tribunali europei, se ci sono.
    Ricordo alla Forleo di non perdere il rispetto delle autorità certo odiando alcuni atteggiamenti che si sà con certezza essere sbagliati, la più grande autorità è Dio.
    Caro Percaso,
    la nostra conoscenza “ virtuale “ risale a qualche mese fa, esattamente ci siamo conosciuti nel forum degli indipendentisti siciliani. Sia li, che in questo forum, spessissimo nei tuoi scritti ricorre il tema “ dell’invito al rispetto nei riguardi delle autorità” , ed inoltre sembra trasparire un tuo personale “ “ timore “ verso di esse.
    Non ti chiedo da cosa nasce questo tuo timore riverenziale, non invaderò la tua privacy.
    Ma a questo punto, armata di pazienza, credo sia necessario…fare il punto della situazione.
    1° - Ne’ tu, ne’ io, e ne’ nessun altro, può permettersi “ di ricordare “ a Clementina Forleo di avere rispetto per le autorità; anche perché “ lei, è l’autorità “, e nel caso te lo fossi scordato, ti rammento che la Forleo è un giudice.
    2° - Rivestire un’incarico, una divisa, “ essere un’autorità “ non significa essere “ un unto dal Signore “; la carica di magistrato, di ministro, di Presidente, o quant’altro, non ‘è un’investitura che proviene dal Padreterno, e quindi indiscutibile ed incriticabile sempre e comunque.
    3° - Chi riveste un’incarico autorevole il rispetto deve meritarselo, non’ è come il formaggio Galbani per il quale basta la parola !
    4° - Un cittadino ha il diritto-dovere di denunciare le “ storture “ commesse da chi riveste un’incarico per quanto autorevole esso possa essere, ed aggiungo…che ha anche il diritto di ribellarsi.
    Hitler, Mussolini, Saddam, Stalin, ed ecc. erano autorità. Secondo te, i loro concittadini, dovevano ad essi rispetto???

  6. #6
    Gioa
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    Allora cercherò di risponderti in breve e spero di essere chiaro.
    La giudice Forleo certamente rappresenta un'autorità ma è sottomessa ad un'altra autorità, spero che condividi, io credo che ogni autorità è sottoposta ad un'altra.
    Perciò se subisco un'angheria dal mio capo penso che non ci sia qualcosa di male se per questo chiedo aiuto, in un certo modo a chi stà immediatamente sopra a tutti e due, e cosi via.

    Detto questo penso, non è che mi permetto qualcosa di strano se consiglio ad una persona del genere o di altro tipo, che se anche subiscono un'angheria da parte di un'autorità non devono perdere rispetto per le autorità, magari loro manco ci pensano, ma io lo dico ugualmente e con rispetto verso di loro.

    In quanto alle autorità istituite lo sono tutte da Dio secondo l'insegnamento tratto dal Vangelo e chi non vuole essere in contrasto con il Vangelo è bene che ci crede, certo ognuno magari ha i suoi tempi, ma che dire è bene crederlo.

    Poi riguardo alla tua domanda su Stalin, Hitler, e altri governanti, ti dico che la più grande autorità è Dio, e tramite il suo insegnamento imparo come mi devo comportare anche con le autorità che ancora lui istituisce.

    Perciò, sò che ho il dovere di pagare la tassa, di dover rispettarle ma quando mi richiedessero cose contrarie alla parola di Dio non faccio niente di male se ignoro il loro ordine e non rispetto quello che mi dicono.

    Spero d'esser chiaro cioè se domani un'autorità fà una legge e dice uccidiamo tutti i bambini fino a 3 anni d'età, io sapendo che Dio non vuole non lo faccio, e continuo nel rispetto dell'autorità ignorando quest'ordine, poiché ripeto tutte le autorità le istituisce Dio e tutte sono sottoposte a lui e quando qualcuno sbaglia è bene che non lo faccio pure io.

    In quanto alla pasienza è una cosa buona averne.

    Ciao Neva.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Percaso Visualizza Messaggio
    Allora cercherò di risponderti in breve e spero di essere chiaro.
    La giudice Forleo certamente rappresenta un'autorità ma è sottomessa ad un'altra autorità, spero che condividi, io credo che ogni autorità è sottoposta ad un'altra.
    Perciò se subisco un'angheria dal mio capo penso che non ci sia qualcosa di male se per questo chiedo aiuto, in un certo modo a chi stà immediatamente sopra a tutti e due, e cosi via.

    Detto questo penso, non è che mi permetto qualcosa di strano se consiglio ad una persona del genere o di altro tipo, che se anche subiscono un'angheria da parte di un'autorità non devono perdere rispetto per le autorità, magari loro manco ci pensano, ma io lo dico ugualmente e con rispetto verso di loro.

    In quanto alle autorità istituite lo sono tutte da Dio secondo l'insegnamento tratto dal Vangelo e chi non vuole essere in contrasto con il Vangelo è bene che ci crede, certo ognuno magari ha i suoi tempi, ma che dire è bene crederlo.

    Poi riguardo alla tua domanda su Stalin, Hitler, e altri governanti, ti dico che la più grande autorità è Dio, e tramite il suo insegnamento imparo come mi devo comportare anche con le autorità che ancora lui istituisce.

    Perciò, sò che ho il dovere di pagare la tassa, di dover rispettarle ma quando mi richiedessero cose contrarie alla parola di Dio non faccio niente di male se ignoro il loro ordine e non rispetto quello che mi dicono.

    Spero d'esser chiaro cioè se domani un'autorità fà una legge e dice uccidiamo tutti i bambini fino a 3 anni d'età, io sapendo che Dio non vuole non lo faccio, e continuo nel rispetto dell'autorità ignorando quest'ordine, poiché ripeto tutte le autorità le istituisce Dio e tutte sono sottoposte a lui e quando qualcuno sbaglia è bene che non lo faccio pure io.

    In quanto alla pasienza è una cosa buona averne.

    Ciao Neva.
    AMEN

  8. #8
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    Predefinito Clementina al rogo

    Il giornalista Ferruccio Sansa mi ricorda che i furbetti del quartierino, già graziati dall'indulto del ceppalonico errante, saranno premiati con l'ingresso trionfale in Parlamento. Clementina Forleo è sotto processo, i suoi genitori sono morti in un incidente stradale misterioso dopo aver ricevuto delle minacce. Clementina al rogo. Gli imputati dell'inchiesta Antonveneta e i loro fiancheggiatori ai Club Med di Camera e Senato con 25.000 euro al mese e benefit. Leggete la lettera di Ferruccio a stomaco vuoto. Per non vomitare sulla moquette.

    "Caro Beppe,
    i partiti hanno presentato le loro liste per le prossime elezioni. Qualcuno può ritenersi soddisfatto: i furbetti del quartierino. Non bastava infatti che il Parlamento avesse votato l’indulto che offre l’impunità a quasi tutti i protagonisti dello scandalo Antonveneta. Nel silenzio generale, centro, centrosinistra e centrodestra hanno candidato tutti i politici comparsi nelle intercettazioni e negli atti dell’inchiesta Antonveneta. Eccoli: Nicola Latorre (Pd), Luigi Grillo (Pdl), Aldo Brancher (Pdl), Roberto Calderoli (Lega) e Ivo Tarolli dell’Udc (per non parlare dei big che fanno da comparsa nelle intercettazioni e nelle deposizioni dei testimoni, cioè Massimo D’Alema, Piero Fassino, Giancarlo Giorgetti, ecc…).
    Molti si saranno già dimenticati chi sono. Ma forse bisognerebbe rinfrescarsi un poco la memoria andando a rileggere le intercettazioni di quella ingloriosa estate 2005.
    Nicola Latorre fedelissimo di Massimo D’Alema, compare spesso nei brogliacci degli investigatori. In pratica il suo compito è quello di portaborse, o meglio, di portacellulare del leader diessino. Ricucci e Consorte chiamano e Latorre ascolta, chiede istruzioni, passa la cornetta a D’Alema. Sentiamolo.
    Il 18 luglio 2005, nel momento clou delle scalate poi finite in Procura, Latorre parla con Ricucci che si presenta: “Ecco il compagno Ricucci all'appello. Ormai stamattina a Consorte gliel'ho detto, datemi una tessera, non ce la faccio più”.
    Latorre: “Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo rosso”.
    Ricucci: "Ho preso da Unipol, io. Tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol”.
    Il 6 luglio 2005 Latorre parla con Giovanni Consorte. L’ex numero uno di Unipol (indagato per aggiotaggio informativo e manipolativo) è preoccupato che Caltagirone e gli altri contropattisti che detengono una parte del patrimonio Bnl gli tirino un pacco. Ma Latorre lo consola.
    Consorte: Caltagirone e i suoi “si sono defilati e vogliono vendere”
    Latorre: “Sì”
    Consorte: “Allora ci sono due problemi. Il primo è il prezzo ma lì non c'è discussione: noi gli abbiamo offerto due euro e sessanta, prendere o lasciare. E naturalmente due euro e sei è... non è trattabile perché... eh... noi stamattina siamo stati in Isvap, in Banca d'Italia, dove bisogna dare una mano a Frasca, Nicò, perché lo stanno crocefiggendo per colpa di quel maiale del Governatore. Perché Frasca è un compagno eh! Eh, un uomo distrutto eh! Va beh. E comunque è una cosa che voglio parlare con te e Massimo a parte”.
    Frasca, per chi lo avesse dimenticato, era responsabile della Vigilanza della Banca d’Italia e fu indagato dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio.
    Latorre e Consorte parlano dei dettagli dell'accordo, poi Consorte conclude.
    Consorte: “Quindi se questi accettano una dilazione temporale, diciamo, tra virgolette la partita è chiusa. Se non accettano vuol dire che hanno, cosa di cui ho gli elementi, trattato con gli spagnoli per rilanciare della loro. Questa è la situazione. Quindi io domani ho l'incontro con loro alle sei, alle otto ti chiamo e ti dico come va a finire”.
    Latorre: “Ma che deve fare una telefonata Massimo a...l'ingegnere?”.
    Consorte: “Eh guarda io c'ho riflettuto, per quello t'ho chiamato. E... mi devi dare tempo Nicola fino a domani pomeriggio alle tre e la motivazione è questa: se io con i miei interlocutori chiudo...”
    Latorre: “E' meglio che se ne va”.
    Consorte: “No, no. E' meglio che Massimo fa una telefonata”.
    Il 14 luglio 2005 ecco la famosa telefonata tra D’Alema e Consorte.
    D’Alema: “Io poi ti devo dire una cosa...ah... se tu trovi un secondo...direttamente”.
    Consorte: “Tu domenica sei a Roma? O mi devi parlare prima?”.
    D’Alema: “Beh... volevo dirti... delle prudenze che devi avere. Forse...”.
    Consorte: “Uhm”.
    D’Alema: “Forse ti è arrivata la voce, diciamo. Devo farti una un elenco delle prudenze che devi avere… Sì delle comunicazioni”.
    Chissà che cosa voleva dire D’Alema con queste frasi. Forse intendeva dire di prestare maggiore attenzione a come veniva comunicata al pubblico l’operazione finanziaria Unipol-Bnl. Legittimo. Ma gli inquirenti hanno il dubbio che volesse consigliare a Consorte di prestare attenzione a eventuali intercettazioni telefoniche. Non si saprà mai. Convinti Caltagirone e amici a vendere a Unipol, c’è da convincere Vito Bonsignore (europarlamentare Udc oggi passato con il Pdl di Berlusconi).
    D’Alema: «Ho parlato con Bonsignore, che dice che cosa fare, uscire o restare un anno? Se vi serve, resta... Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico...».
    Consorte: «Chiaro, nessuno fa niente per niente».
    Il Pd ha deciso di candidare Latorre, D’Alema e Piero Fassino. Nessuno dei tre è indagato. L’onore è salvo?
    Certo, il Popolo della Libertà se la passa molto peggio. I suoi candidati sono anche stati indagati. In Puglia, lontano dai riflettori, Berlusconi ha deciso di candidare Luigi Grillo, indagato per concorso in aggiotaggio. Grillo è sempre stato – e lo ha ammesso con orgoglio – uno degli sponsor dell’ex Governatore Antonio Fazio indagato per aggiotaggio, abuso d’ufficio e insider trading. Grillo è sempre stato un sostenitore di Gianpiero Fiorani, da lui definito un “ottimo banchiere”. E secondo gli investigatori, Grillo ha ottenuto dalla Banca Popolare di Lodi, di Fiorani, un fido di 250mila euro.
    In Veneto alla Camera ecco candidato Aldo Brancher (Forza Italia), indagato a Milano per ricettazione. C’è poi Roberto Calderoli, il leghista indagato anche lui per ricettazione a Milano che si ritrova capolista della Lega al Senato.
    Se non ci fosse stato Fiorani, probabilmente, la Lega sarebbe andata in bancarotta. E’ il banchiere di Lodi che rileva Credieuronord, la banche padana voluta da Bossi che accumulò un mare di debiti. La scuola leghista di Varese. Il prato di Pontida, proprio quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i discorsi del Senatur. Tutti i simboli della Lega da tempo sono stati comprati con soldi della Banca Popolare di Lodi. Denaro che il Carroccio ha ricevuto a cominciare dagli anni Novanta: un totale, tra fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, cui va aggiunto circa un altro milione proveniente dalla Banca Popolare di Crema (controllata da Lodi). Il tutto ottenuto offrendo come pegno la storica sede del Carroccio, il Palazzo di via Bellerio. Niente di illecito, ma ad analizzare i conti bancari della Lega (13, tutti aperti presso la filiale milanese di Bpl) si capisce che a unire il Carroccio e l’istituto di Fiorani non era un semplice legame d’affari: l’esistenza stessa della Lega dipendeva dalla volontà di Lodi.
    L'Udc non vuole essere da meno, in Trentino Alto Adige candida Ivo Tarolli. Tra gli amici fidati di Fazio e Fiorani (per lui la procura di Lodi ha chiesto l’archiviazione per l’ipotesi iniziale di appropriazione indebita).
    Latorre, Grillo, Brancher, Calderoli e compagni sono pronti per tornare in Parlamento.Intanto Clementina Forleo, il gip di Antonveneta, è sotto inchiesta disciplinare per l'ordinanza con la quale, nel luglio scorso, il Gip aveva chiesto alle Camere l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni disposte nell'ambito delle inchieste sulle scalate bancarie in cui erano coinvolti alcuni parlamentari, tra cui Massimo D'Alema e Piero Fassino. Il 27 giugno prossimo sarà processata dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura." Ferruccio Sansa
    http://www.beppegrillo.it:80/2008/03...?s=n2008-03-17

  9. #9
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    5 settembre 2008, in Marco Travaglio
    Visto, si indaghi



    Ora d'aria
    l'Unità, 4 settembre 2008

    La notizia che la Procura di Milano intende indagare Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, per l’ipotesi di reato di concorso nell’aggiotaggio contestato a Ricucci e Consorte nelle scalate del 2005 non è nuova. Almeno per i pochi che si sono ostinati a tenersi informati. Purtroppo, mai come nel caso di quest’indagine bipartisan, la politica s’è rivelata incompatibile con la verità delle carte.

    Breve riepilogo. Il 20 luglio 2007 il gip Clementina Forleo chiede al Parlamento, su istanza della Procura di Milano, l’autorizzazione a usare 60 telefonate intercettate fra alcuni furbetti del quartierino e sei parlamentari, 3 di Forza Italia (Cicu, Comincioli e Grillo) e 3 Ds (D’Alema, Fassino e Latorre). Di questi solo Grillo è già indagato, perché contro di lui pendono elementi diversi dalle telefonate. Su Fassino, Cicu e Comincioli, nessun sospetto: le telefonate con le loro voci servono a corroborare le accuse a Consorte e a Ricucci, ma la presenza di quelle voci rende necessario - in base alla demenziale legge Boato - l’ok del Parlamento anche per usarle contro non parlamentari.

    Restano D’Alema e Latorre, che per il gip Forleo potrebbero essere “consapevoli complici del disegno criminoso”: l’aggiotaggio contestato a Consorte per la scalata Bnl e a Ricucci per l’assalto al Corriere. Dunque la gip chiede al Parlamento di autorizzarne l’uso a carico sia dei due furbetti, sia dei due politici. La Casta insorge come un sol uomo, accusando la Forleo di aver abusato del suo potere, “scavalcando” la Procura nell’accusare due politici non ancora indagati. Il pm Greco dichiara al Sole-24 ore che la Procura è sulla stessa linea del Gip: senza l’ok delle Camere, non si possono indagare due politici in base a telefonate non ancora autorizzate. Ma contro la Forleo, abbandonata dall’Anm e costretta a difendersi da sola, continua l’iradiddio di attacchi culminati al Csm in un procedimento disciplinare e in una procedura per trasferirla. Dal primo viene assolta, la seconda viene accolta a gentile richiesta della Casta, tant’è che oggi Clementina sta traslocando a Cremona.

    Intanto le giunte di Camera e Senato autorizzano l’uso delle telefonate per Fassino e Cicu (che non rischiano di esser indagati) e salvano gli “indagabili” D’Alema e Latorre. Per D’Alema si ricorre a un cavillo: siccome nel 2005 era europarlamentare, la richiesta va inoltrata a Bruxelles, dov’è ancora pendente in commissione (presieduta dal forzista Gargani). Per Latorre il Senato, dopo 10 mesi di melina, decide di non decidere e rispedisce la richiesta al mittente. Cioè ai giudici di Milano. Qui, a fine luglio, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Gamacchio (Forleo era assente per malattia) una nuova istanza al Senato per usare le telefonate di Latorre con Ricucci e Consorte “al fine di valutare la posizione del senatore Latorre”, visto che esse sono l’unica fonte per “l’innesco di una investigazione”. Non si può indagare su Latorre finchè il Senato non sbloccherà le intercettazioni. Su Ricucci e Consorte, invece, l’ok del Parlamento non serve più in quanto nel frattempo la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge Boato là dove richiedeva il permesso delle Camere anche per le telefonate contro i privati cittadini a colloquio con parlamentari. Il che dimostra che la Forleo era in perfetta linea con le richieste della Procura e non aveva scavalcato nessuno né commesso alcun abuso. Sarebbe il caso che qualcuno le chiedesse scusa, a cominciare dal Pg della Cassazione e dal Csm che l’han cacciata in malomodo, trattandola come una mezza matta. Ma soprattutto sarebbe il caso che il Senato accogliesse quanto prima la richiesta, consentendo alla Procura di fare le indagini necessarie a stabilire se Latorre abbia commesso reati o no.

    L’interessato si rimette al voto del Senato, “qualunque cosa deciderà per me va bene”. Eh no, troppo comodo. La maggioranza l’ha il Pdl che prevedibilmente, con la consueta e pelosa solidarietà di casta, tenterà di salvare Latorre perché una mano lava l’altra, cane non morde cane, oggi a te domani a noi. Il Pd dovrebbe, per mostrarsi davvero alternativo, respingere il gentile omaggio sulla linea Prodi: “Nulla da nascondere, si indaghi pure”. Un anno fa Veltroni dichiarò a MicroMega: “Fassino e D’Alema han chiesto alla Camera di autorizzare le intercettazioni che li riguardano. Dunque nessun limite verrà frapposto all'azione dei giudici”. Dunque anche per Latorre il Pd chiederà il via libera del Senato, o è cambiato qualcosa?
    (Vignetta di Molly Bezz)
    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

 

 

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