E’ la vita che ricomincia, è la seconda chance concessa ai maschi cinquantenni: nuova donna, nuove cravatte, nuove idee, nuovi casini, persino nuovi bambini.
La seconda chance di Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, ha i capelli biondissimi e tenacemente anni Ottanta di Elisabetta Tulliani, trentacinquenne avvocatessa romana con il vezzo della tivù popolare “per distrarsi”: rubriche di cucina, conduzione di “Tintarella di luna”, sorrisi bianchi e micromagliette leopardate.
Un nuovo amore, il loro, una cosa molto passionale, anche se Gianfranco, dice Elisabetta, “è di una dolcezza incredibile” (e di certo la faccia scura che lui oggi indossa in Parlamento è soltanto un residuo di abbronzatura da atollo, è soltanto trepidazione per la fidanzata, ormai al nono mese di gravidanza).
Avranno una bambina, come succede in tutte le favole al secondo tempo, il tempo rischioso in cui si incontra una ragazza, si ringiovanisce, ci si sente molto moderni e infinitamente più antifascisti, si rincoglionisce felicemente e si divorzia dopo venticinque anni (e la domanda di portineria è questa: ma lei quindi era già incinta? e Daniela Fini lo sapeva? e, se sapeva, come mai non l’ha ucciso?).
In questi giorni di pettegolezzo febbrile la rivalutazione della signora Di Sotto, per la seconda volta nel club delle prime mogli, è assoluta: perché la sbandata adolescenziale per una bellissima collega ministro si può perfino comprendere, fa parte del riscatto sociale del maschio di destra insicuro (e una moglie che va in moto in pelliccia, odia le immersioni e frequenta solo “gli amici della Lazio”, certe cose può perdonarle), però la soubrette laureata e incinta è troppo, davvero, tra l’altro Daniela ha il porto d’armi, tre pistole, va a sparare al poligono e tiene sempre in borsetta una calibro 6 e 35 (“una gran signora Daniela, altro che burina laziale: io la pistola gliela scaricavo addosso al falso fascio, glielo davo in testa il Family Day”, è il commento femminile più gentile che si sia riusciti a raccogliere).
Ma l’amore, si sa, supera ogni ostacolo, e Fini guarderà senz’altro ridendo i video girati dalla vistosa Elisabetta con un ex fidanzato famoso, Luciano Gaucci, ai tempi in cui lui, pazzo d’amore e, proprio come Gianfranco, nella pericolosa seconda vita, le regalò una squadra di calcio, così lei in cambio andava allo stadio ogni domenica, truccatissima, fingendo di divertirsi.
Immersioni solitarie
Nei video (pubblicità magnificamente trash dei successi di Gaucci) la colonna sonora è la sigla di Beautiful (amore, soldi, bionde, anche i ricchi piangono, la differenza d’età non conta) e i protagonisti sono ovviamente Gaucci ed Elisabetta, forse appena laureata: lui le dice potrei essere tuo padre, lei risponde anch’io potrei essere tua figlia, “in effetti è stato il destino ma devo dire che mi avevi colpito subito”, lo guarda lei sognante (nelle redazioni, negli uffici, in tutti i luoghi di maligna nullafacenza non si scarica altro).
Poi l’amore finisce, le squadre di calcio cambiano, ed Elisabetta incontra Gianfranco, allora inquieto ministro degli Esteri, ai festeggiamenti per il 4 luglio all’ambasciata americana: colpo di fulmine a stelle e strisce, e “ci siamo presi”.
Una seconda chance al volo, e l’euforia da cinquantenne separato è già finita.
In effetti, a ripensarci, lui l’estate scorsa era al mare da solo: immersioni su immersioni, interviste sulle immersioni, considerazioni malinconiche su quanto le immersioni lo rilassino.
E lei a casa ad aspettare, col pancione e i boccoli biondi, Gianfranco e la sua seconda vita.
www.ilfoglio.it del 15 nov 07
saluti




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