nonostante il si,la SINISTRA ha lanciato un forte segnale al Governo e alla maggioranza.Questo lo si capisce benissimo dalla dichiarazione di voto di Diliberto ieri alla camera.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo non sfugga a nessuno che oggi si produce uno strappo molto serio dentro la maggioranza. È evidente che siamo ad un cambio di fase e ad uno snodo della legislatura: proverò a riassumerlo in modo semplice, al di là del politichese che non capisce nessuna persona normale.
Il Governo ha stipulato il 23 luglio un accordo con le parti sociali. Questo accordo - è ovvio - vincola chi lo ha sottoscritto e non altri, perché il Parlamento è o dovrebbe essere l'unico depositario nel nostro ordinamento del potere legislativo.
È stato ricordato anche nel corso di questo dibattito che quell'accordo è stato poi sottoposto a consultazione tra i lavoratori: questi ultimi lo hanno a maggioranza approvato. Ma questo lo rende immodificabile? Credo di no. Infatti, provate a chiedere ai lavoratori che hanno votato «sì» e ai tanti che hanno votato «no», com'è ovvio, se comunque vorrebbero che l'accordo fosse migliorato: credo che la totalità risponderebbe di sì, che può essere migliorato.
È quello che abbiamo provato a fare, tutta la maggioranza, non solo i comunisti, col lavoro della Commissione, qui alla Camera. Noi Comunisti Italiani giudicavamo e continuiamo a giudicare sbagliato quell'accordo, che aumenta nei fatti l'età pensionabile; ma nonostante questo giudizio abbiamo accettato, per lealtà nei confronti della maggioranza e del Governo, di cimentarci in una logica emendativa, migliorativa di un testo che non ci piaceva. E così sono stati approvati emendamenti correttivi, che impedivano che il precariato potesse essere reiterato senza termine finale, praticamente per sempre e, inoltre, si è lavorato per consentire ai «lavoratori usuranti» - cosa di elementare equità sociale - di andare in pensione prima degli altri, allargando appunto la platea di tali lavoratori.
C'eravamo occupati, dunque, di due cose serie e ragionevoli: l'una, il precariato, piaga sociale che colpisce ormai quasi tutti i giovani, e non solo i giovani purtroppo, e che consegna all'insicurezza e alla ricattabilità milioni di persone; e poi i lavori che fanno invecchiare prima, perché l'età anagrafica non è la medesima per andare in pensione se hai fatto il professore universitario o se hai fatto l'edile. Provateci voi a salire in cima ad un'impalcatura di un cantiere a 62 anni! Si tratta di elementari correttivi di buonsenso.
A questo punto è insorta Confindustria; e questo è sì deprecabile, ma anche comprensibile: verrebbe da dire «scene di lotta di classe».
Se la Lega protesta vuol dire che ho ragione, va benissimo (Applausi dei deputati dei gruppi Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo).
Stavo dicendo, scene di lotta di classe; peraltro, da parte di Confindustria che ha avuto un mucchio di regali da questo Governo. Ma al contempo, due senatori guidati dal presidente Dini hanno posto un vero e proprio ricatto al Governo: o si tolgono quelle modifiche, o noi non votiamo. È un fatto enorme, perché le modifiche della Camera erano state approvate da tutta la maggioranza, tutti insieme, da tutto il centrosinistra; e tuttavia, due senatori tengono in scacco il Governo e l'intero Parlamento. Il Governo, tuttavia, ha compiuto una scelta altrettanto grave, cioè ha scelto di subire questo ricatto, ha ceduto ai poteri forti e a due senatori.
Da questo momento si apre dunque una fase nuova, perché avete permesso a Dini di ricattarvi, gli avete consegnato un potere di interdizione permanente, per l'oggi e per il domani. La maggioranza è in balia di due senatori: accontentare due - questo avete scelto - contro tutta la sinistra, due contro centocinquanta parlamentari, che sino ad oggi hanno svolto con lealtà, con serietà e con coerenza un lavoro ingrato di tenuta di questa maggioranza. Tutto ciò è evidentemente per noi inaccettabile, e credo che vada gridato al Paese intero: ecco chi ricatta, ecco chi mette in discussione il Governo, certo non la sinistra.
Vi siete assunti una responsabilità, e noi Comunisti Italiani (e immagino, spero anche altre componenti della sinistra) dovremo trarne tutte le conseguenze. Ripeto: si apre, e non per scelta nostra, una fase nuova e ricca di incognite. Noi lavoreremo come sempre per il bene del centrosinistra e per il bene del Governo, ma è il Governo che temo abbia scelto di non fare il proprio bene.
La delusione, Ministro Chiti, è grande. Se il Parlamento è tenuto sotto ricatto da Dini e da un altro senatore, cosa dovrebbe fare la sinistra? Smettere di svolgere il proprio ruolo? Evidentemente no; anzi, da oggi il nostro ruolo sarà molto ma molto più incisivo, su ogni provvedimento, su ogni decreto-legge, su ogni atto del Governo. Cambia tutto. Avete rotto un patto tra noi, consapevolmente.Pag. 28
Avete confidato nella nostra lealtà, che manifesteremo anche oggi, votando la fiducia: perché noi siamo persone serie, e noi rispettiamo i patti.
Colleghi del Governo, pensate davvero, offendendo la sensibilità di milioni di donne e uomini di sinistra, di precari e di lavoratori, di aver fatto un buon servizio al Paese e a voi stessi? Io non credo.
Noi non abbandoneremo la nostra lealtà. Ma c'è una novità: ve la dovrete guadagnare. Valuteremo di volta in volta i provvedimenti: che ci dimostrino - non a parole - che questo Governo ha a cuore la sorte dei più deboli. I più deboli: utilizzo volutamente questa espressione. I deboli non hanno giornali che possano attaccarvi; i ricchi e i potenti sì, ne hanno. Ma se continuerete a cedere ai ricatti dei ricchi e dei potenti, mi permetto di ricordarvi - poiché forse lo avete dimenticato - che i deboli non hanno giornali, ma votano.
Oggi avete deciso di scrivere una brutta pagina per la nostra maggioranza: subendo il ricatto di Dini, avete lacerato la maggioranza. E lacerando la maggioranza vi esponete ad un rischio, perché Dini, proprio colui che avete accontentato, ha già dichiarato che vuole superare il quadro politico. Bell'affare.
Noi non ci stiamo. Non ci stiamo ed opereremo giorno dopo giorno, da ora, per restituire dignità all'intero centrosinistra.
(Applausi dei deputati dei gruppi Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo).
http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm




Rispondi Citando
