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CINGHIALE
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Legge elettorale, Lega: accordo a dicembre o referendum
ROMA (Reuters) - Dopo l'incontro con il segretario del Pd Walter Veltroni, i leader della Lega Nord hanno detto oggi che tutto lo sforzo per le riforme deve puntare al raggiungimento di un compromesso sulla legge elettorale entro la fine dell'anno, altrimenti non ci sarà più lo spazio per evitare il referendum a giugno.
"La questione è la legge elettorale, il resto ora non ci interessa", ha detto ai giornalisti il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni, dopo un faccia a faccia di un'ora e mezzo con Veltroni sul progetto di riforme istituzionali.
"Sulla legge elettorale la Lega è la forza che si è impegnata più di tutte le altre e incalzeremo il Pd e gli altri partiti dell'opposizione per trovare entro la fine di dicembre un accordo politico", ha aggiunto Maroni.
Il capogruppo della Lega a Palazzo Madama Roberto Calderoli ha detto di sperare che una sua bozza di riforma elettorale venga discussa già dalla prossima settimana al Senato per arrivare al voto entro la fine dell'anno. Dopodiché, prevede Calderoli, la Camera avrebbe gennaio o al massimo febbraio per approvare il testo definitivo.
Se questo non si verificasse, la Lega stima che il referendum sarebbe inevitabile.
La Corte costituzionale si pronuncerà sui questiti referendari entro metà gennaio e, qualora li accogliesse, "le pressioni politiche per il referendum a giugno sarebbero inarrestabili", ha detto Calderoli.
LEGA PESSIMISTA: REFERENDUM, IPOTESI PIU' PROBABILE
La "proposta fattibile" della Lega, come la definisce il suo capogruppo al Senato, prevede un sistema proporzionale, con indicazione del premier e "un serio sbarramento anti-frammentazione su base nazionale e uno sbarramento su base territoriale per consentire la rappresentanza di partiti con radicamento regionale".
Ma sull'approvazione entro i primi mesi del 2008 della legge elettorale la Lega si dichiara pessimista, "in quanto è molto difficile trovare un denominatore comune per tutti i partiti sia della maggioranza che dell'opposizione dopo un anno di discussioni infruttuose", ha detto Maroni.
"Onestamente credo che si vada verso il referendum".
Da parte del Partito democratico, invece, il vicesegretario Dario Franceschini ammette che i tempi sono stretti, ma propende per il successo dell'operazione.
"La legge elettorale è già incardinata al Senato e a gennaio capiremo se va avanti", ha detto ai giornalisti commentando l'incontro con la Lega. "Le posizioni di partenza sono diverse, ma si va formando una sostanziale condivisione su uno schema di tipo proporzionale senza premio di maggioranza e con correzioni per evitare la frammentazione".
Il Carroccio dichiara comunque di non temere l'esito della consultazione popolare, anche se è decisamente contraria al sistema elettorale che uscirebbe dalla vittoria dei sì.
I referendum per modificare in senso bipolare l'attuale normativa disegnano un sistema per cui i premi di maggioranza a Camera e Senato andrebbero alla formazione che ha ottenuto più voti, e non più alla coalizione, il che potrebbe indurre partiti diversi a presentarsi agli elettori concentrati in un'unica lista.
"Anche in questo caso
noi andremmo alle urne per conto nostro, non ci sarebbe nessun listone con (Silvio) Berlusconi", ha detto Maroni commentando le ripercussioni che tale sistema avrebbe sul centrodestra.
CON IL REFERENDUM LA LEGA ANDRà DA SOLA E TORNERà ALLE % DI UN TEMPO! il 10% è nostro