
Originariamente Scritto da
Rollingstone
L'impero dei barabba
Tutti invocano più sicurezza, più difesa, più tutela. Ma l'Italia è diventata il regno del lasciar correre, dell'impotenza contro la teppaglia
Se fossi un ultrà del calcio (di destra o di sinistra fa lo stesso) mi metterei a ridere, gongolando. Prima di tutto, riderei sul capo della tifoseria romanista che dice in tivù: la sommossa di Roma nasce dagli stipendi bassi e dai mutui alti. Poi sul presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che fa la predica alle forze dell'ordine, spiegando che le armi da fuoco vanno usate soltanto in situazioni estreme. E infine sul viceministro Paolo Cento che chiede al ministro Giuliano Amato di porgere le scuse ufficiali a tutte le tifoserie. E, non contento, disquisisce sulla formazione professionale degli agenti di polizia e dei carabinieri.
È affascinante il verde Cento. Pur essendo diventato un signore inciccionito, dotato di un seggio in Parlamento e di una carica ministeriale, con la capoccia vive ancora negli anni che furono. Quando lui stava in Autonomia Operaia e voleva buttare fuori dall'università di Roma lo storico Renzo De Felice. In quel tempo, i suoi compagnucci gridavano nei cortei ai carabinieri: "Camerata basco nero - il tuo posto è il cimitero!". Adesso nei cortei dell'estremismo rosso si urla: "10-100-1000 Nassirya". E se l'estremismo è quello del calcio: "10-100-1000 Raciti", l'ispettore di polizia ucciso a Catania. Sono vere e proprie minacce di morte, slogan che invocano altri omicidi. Ma avete mai visto finire in galera qualcuno degli urlatori? Io no.
Tutti i partiti, chi più chi meno, si guardano bene dal toccare l'impero degli ultrà. O dei Barabba, secondo l'immagine di Arrigo Sacchi, già commissario tecnico della nazionale di calcio. Anche i Barabba sono elettori e non si sa mai. E allora, con l'avallo di una buona fetta della magistratura, i partiti hanno deciso di fare dell'Italia il regno del buonismo, del lasciar correre, dell'impotenza contro la teppaglia. Chi legge il Bestiario sa di che cosa parlo: io commetto un reato, per un caso vengo schiaffato in galera e qualche giorno dopo sono fuori. La pena verrà (se verrà) in un futuro lontano.
Qualcuno più sfortunato esce coi piedi in avanti e un bel cappotto di legno. Ciao Panza-na.
È in questo paese dei balocchi che maturano guerriglie e assalti come quelli di Roma. Molti giornali strillano: c'è un clima da guerra civile! Ma nelle guerre civili ci sono due blocchi forti che si fronteggiano. Qui a combattere c'è invece un solo blocco, quello dei violenti. E l'unico a pagare sarà il poliziotto che ha sbagliato e ha ucciso un tifoso. Come è giusto, l'agente finirà in carcere, sarà processato e punito, la sua vita ne sarà rovinata per sempre. Ma insieme a lui verrà messo in croce chiunque vesta una divisa. Non immagino niente, perché questo processo sommario si sta già celebrando. E non soltanto nelle curve degli ultrà.
Siamo davvero una nazione di cartapesta. Tutti invocano più sicurezza, più difesa, più tutela. Nello stesso tempo, l'esercito dei Barabba si scatena come abbiamo visto a Roma. E trova sempre qualcuno pronto a difenderlo, a scusarlo, a proteggerlo. Oppure a gettare la colpa sui politici avversari. Sento strillare: sono neo-fascisti! Oppure: no, ci sono anche gli ultrà neo-comunisti! Ma sarebbe più giusto gridare: sono delinquenti, metteteli in galera.
Mario Sconcerti, uno dei giornalisti sportivi più schietti e credibili, ha scritto sul 'Corriere della sera': "Sarebbe paradossale se nel giro di 24 ore molti dei teppisti di Roma e di Bergamo non fossero presi e portati a sentenza per direttissima, così come prescrive la legge". Possiamo garantirgli che non avverrà, anzi che non è avvenuto. Ai pochi arrestati è stata contestata anche l'aggravante del terrorismo. Ma si sono già mossi avvocati e magistrati. Così tutto finirà in una merenda all'asilo Mariuccia.
A questo punto, giuro che non invocherò più la tolleranza zero. Da noi è un auspicio privo di senso. La legge e l'ordine sono una merce sconosciuta in Italia. Colpa di Berlusconi e della sua vocazione a fare i propri comodi? O colpa di Prodi, troppo intriso di pietà cristiana? È un giochino stantio, che non m'interessa più. Prima o poi, mi comprerò una mazza da baseball. O magari un fucile. E se qualcuno verrà a dirmi che i miei libracci non gli piacciono, mi farò giustizia da solo.
Avremmo bisogno di una Repubblica inflessibile, capace di punire chi delinque. E di essere cattiva con i Barabba. A titolo personale, sarei anche per il pugno duro contro chi spacca l'insegna di un commissariato o di una caserma della Benemerita. E per quel che riguarda il calcio, la ricetta giusta mi sembra quella che la vedova dell'ispettore Raciti ha proposto su Sky, nel 'Controcorrente' di Corrado Formigli: ritiriamo le forze dell'ordine da tutti gli stadi e lasciamo le tifoserie da sole. Io aggiungo: nella speranza che si scannino sino all'ultimo ultrà. Così il problema sarà risolto una volta per tutte. Senza aggravio per il bilancio dello Stato.
Giampaolo Pansa
(16 novembre 2007)
http://espresso.repubblica.it/dettag...a/1874809/18/0