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    Predefinito I ...diversamenti abili

    Clamoroso all’Onu: l’Italia è pronta a votare a favore dell’occupazione militare americana in Iraq
    30 Novembre 2007 Il Foglio

    New York. Segnatevi la data. Tra il 10 e il 20 dicembre prossimo il governo italiano voterà formalmente all’Onu a favore dell’occupazione militare americana in Iraq, malgrado la posizione politica ufficiale della maggioranza di centrosinistra sia notoriamente di segno opposto. I fatti. Il 31 dicembre scade il mandato Onu che autorizza la presenza in Iraq dell’esercito di George W. Bush, come previsto dalla risoluzione 1723 adottata, come le precedenti, su precisa richiesta del nuovo governo iracheno nato dalla destituzione forzosa di Saddam Hussein.
    Gli americani e gli iracheni in queste ore stanno trattando i dettagli del loro patto strategico bilaterale sulla sicurezza che prevede l’ulteriore presenza in Iraq dei militari americani guidati dal generale David Petraeus. Nel giro di una settimana, al massimo due, il governo di Baghdad invierà proprio alla Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite una lettera di richiesta di rinnovo del mandato Onu, accompagnata informalmente da una bozza di risoluzione già concordata con gli americani. Da lì a pochi giorni, il dossier Iraq verrà discusso al Consiglio di Sicurezza e, prevedono fonti diplomatiche al Palazzo di vetro, sarà certamente approvato come peraltro succede ogni anno dal 2003.
    Per l’Italia, però, si tratta di una prima volta. E come tutte le prime volte, potrebbe nascere qualche imbarazzo politico e mediatico per il governo Prodi. L’Italia, infatti, è entrata nel Consiglio di sicurezza soltanto a gennaio di quest’anno. In precedenza, sia ai tempi del governo Berlusconi sia con l’attuale governo, non ha mai avuto l’opportunità di esprimere un voto sulla presenza dei militari americani e della forza multinazionale in Iraq. Questo dicembre, inoltre, è anche il mese in cui l’Italia presiederà il Consiglio di sicurezza, un evento talmente raro che le Poste italiane hanno deciso di emettere un apposito francobollo. Sicché l’intera questione del rinnovo del mandato militare americano – adottato ex capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, quello cioè che autorizza l’uso della forza – sarà gestita dall’ambasciatore italiano all’Onu Marcello Spatafora.
    (segue dalla prima pagina) Il rinnovo del mandato Onu agli americani non riguarda la missione politica, civile e umanitaria delle Nazioni Unite. In gioco non c’è la necessità di un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale nella ricostruzione dell’Iraq e nel processo di riconciliazione nazionale. Su questo punto l’Italia ha già espresso ad agosto un voto favorevole, quando il Consiglio di sicurezza ha rinnovato e ampliato il mandato della missione Unami in Iraq. Il mandato da rinnovare è la missione militare Mnf (Multinational Force - Iraq), il cui slogan che compare in testa al sito ufficiale mnf-iraq.com è il famigerato “Operation Iraqi Freedom” di Donald Rumsfeld. Con il voto di dicembre, l’Italia di Romano Prodi e Massimo D’Alema, di Fausto Bertinotti e Oliviero Diliberto tornerà a far parte dei volenterosi alleati della politica irachena di Bush.
    Mercoledì, a Otto e mezzo, il ministro degli Esteri D’Alema ha detto che l’eventuale estensione del mandato sarebbe comunque una risposta della comunità internazionale a una richiesta del governo iracheno. La posizione del ministro è formalmente corretta, anche se il governo iracheno richiede la presenza delle forze multinazionali fin dal primo giorno del suo insediamento a Baghdad. A questa richiesta irachena, peraltro, il governo Prodi appena insediatosi dopo la vittoria elettorale del 2006 aveva replicato con il ritiro (concordato e ordinato, non alla Zapatero) delle truppe italiane da Nassiryah.
    La richiesta irachena, infine, nasce da un continuo e serrato confronto con gli americani. Il presidente Bush e il premier Nouri al Maliki hanno appena siglato un patto strategico bilaterale, mentre i loro diplomatici stanno definendo il linguaggio della lettera che arriverà sulla scrivania dell’ambasciatore Spatafora. Gli iracheni hanno bisogno degli americani, ma per ragioni di politica interna vorrebbero compiere un passo avanti verso la piena sovranità. Un’ipotesi su cui stanno discutendo è l’inserimento di una clausola che vieta di rinnovare ulteriormente il mandato militare, ma è improbabile che ci si arrivi. Gli americani condividono la preoccupazione irachena, ma vorrebbero mantenere una certa flessibilità d’azione.
    Al Palazzo di vetro si prevede che la lettera irachena (e americana) arrivi al Consiglio di sicurezza tra il 3 e il 10 dicembre. In una decina di giorni, la questione verrà chiusa. L’unica cosa certa è il rinnovo del mandato. Qualche dubbio c’è sull’atteggiamento di Indonesia e Sudafrica, ma soprattutto della Russia che potrebbe provare a ostacolare il percorso per ottenere qualcosa su dossier che le stanno a più cuore, come il Kosovo. L’Italia, invece, è responsabilmente pronta a votare a favore di un altro anno di occupazione militare dell’Iraq.
    Christian Rocca
    http://www.camilloblog.it/archivio/2...icana-in-iraq/
    --

  2. #2
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    E qui cascherà la "diversità morale delle sinistre" che risulterà pari pari a quella della classe dirigente monarchica e fascista e post di armiamoci e partite e di tutti a casa.Insomma il segno della continuità italica.

  3. #3
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    Parli della sinistra pacifista ? O di quella che bombardava Belgrado ?

  4. #4
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    La missione militare americana in Iraq non è legittimata dal mandato ONU, lo sanno anche i sassi.. Lo scrivono anche nei manuali universitari ormai come esempi classico di violazione..

  5. #5
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    Saint-Just ,commenta l'articolo. Grazie

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Saint-Just ,commenta l'articolo. Grazie
    Cmq ho commentato l'articolo che è una bufola costruita su un fatto vero.. Non pensiate di aver a che fare con degli ignoranti del diritto... Non siamo gli elettori a cui si ordina la nascita o la morte di un partito un giorno si e un giorno no...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    La missione militare americana in Iraq non è legittimata dal mandato ONU, lo sanno anche i sassi.. Lo scrivono anche nei manuali universitari ormai come esempi classico di violazione..


    Importante svolta alle Nazioni Unite
    IRAQ: IL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE HA APPROVATO ALL'UNANIMITÀ LA RISOLUZIONE N° 1546

    New York, 8 giugno 2004



    --------------------------------------------------------------------------------




    NEW YORK - Il nuovo Iraq nasce con 15 mani alzate nel consiglio di sicurezza dell'Onu a New York, tornato ad assumere rilevanza dopo oltre un anno in cui la crisi irachena era stata gestita quasi sempre lontano dal Palazzo di vetro. Con un voto unanime, i membri del consiglio hanno approvato la risoluzione 1546, messa a punto da Usa e Gran Bretagna, nella quale e' disegnato il futuro iracheno dal 30 giugno 2004 al gennaio 2006.

    Il traguardo ha permesso al presidente americano George W. Bush di aprire il vertice del G8 a Sea Island, in Georgia, con in tasca un successo maturato soprattutto nel corso dei colloqui dei giorni scorsi a margine delle celebrazioni per il D-Day, avvenuti in un clima di rappacificazione atlantica. La risoluzione ''e' un momento importante'' che puo' costituire ''un catalizzatore per il cambiamento'' per l'intero Medio Oriente, ha detto Bush accogliendo gli ospiti del G8, senza mancare di sottolineare come ci fosse chi diceva ''che non ce l'avremmo mai fatta''.

    L'accordo sulla quinta bozza messa a punto da Washington e Londra, e' stato raggiunto grazie a un compromesso raggiunto in tempo per il G8. La versione finale viene incontro alle residue riserve di Francia e Germania sul peso che il nuovo governo iracheno avrà in futuro nella gestione delle principali operazioni militari da parte della forza multinazionale (MNF) di 160 mila uomini, che resterà sotto il comando americano. Un paragrafo di nove righe ha permesso l'evoluzione verso una risoluzione che prevede un ampia cooperazione tra il governo iracheno e il comando della MNF, senza offrire un potere esplicito di veto a Baghdad sulle questioni militari. La risoluzione approvata alle 16:47 ora di New York (le 22:47 in Italia) nella sala del Consiglio di sicurezza non chiarisce cosa accadrà nel caso, per esempio, di un'offensiva militare americana contro Falluja o Najaf sulla quale il nuovo esecutivo iracheno sia in disaccordo.

    Tra lunedì sera e martedì, uno dopo l'altro da Parigi, Berlino, Mosca e Pechino sono arrivati i via libera al voto, pur senza nascondere le riserve. La Francia, ha detto il ministro degli Esteri Michel Barnier, non e' pienamente soddisfatta, ma ha deciso per il voto a favore ''per trovare in modo costruttivo una via d'uscita politica da questa tragedia''. L'ambasciatore tedesco all'Onu, Gunter Pleuger, ha riconosciuto che Usa e Gran Bretagna hanno avuto stavolta ''grande flessibilità e accolto molte delle proposte che provenivano dall'approccio creativo e costruttivo di Francia e Germania''. Anche l'Algeria, unico membro arabo in consiglio, ha offerto il proprio appoggio, anche se avrebbe voluto un piu' chiaro potere di veto iracheno sul piano militare. L'Italia, con il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha espresso ''viva soddisfazione'' per il traguardo. ''Il popolo iracheno - ha detto Frattini - può festeggiare per questo momento. La risoluzione recepisce in pieno i principi che l'Italia ha considerato essenziali per contribuire alla nuova fase della stabilizzazione dell'Iraq: effettivo trasferimento di poteri agli iracheni, ruolo centrale dell'Onu nella transizione politica, trasparenza nel rapporto tra Governo iracheno e forza multinazionale'' L'accordo segna una svolta all'Onu dopo un periodo difficile - cominciato alla fine del 2002 e culminato nella guerra - che il segretario generale Kofi Annan ha definito ''tra i momenti di maggior divisione all'interno del consiglio di sicurezza dalla fine della Guerra Fredda''. Al governo ad interim dell'Iraq viene riconosciuta la ''piena sovranità'' fin da quando il 30 giugno assumerà i poteri dagli americani. Da quel giorno, in teoria, il nuovo esecutivo in base alla risoluzione potrebbe anche chiedere alle forze straniere di andarsene. Ma non lo farà, ha spiegato a New York il ministro degli Esteri iracheno Hoshyar Zebari, perché le conseguenze in questa fase ''sarebbero catastrofiche''. C'e' il rischio, ha detto, di creare un vuoto ''che noi iracheni non siamo pronti a riempire: ci sarebbe la possibilità che torni un Saddam junior''. La forza multinazionale, secondo la risoluzione, se ne andrà invece alla fine del processo politico che prenderà il via ora sotto l'egida dell'Onu e prevede l'elezione entro il 31 gennaio 2005 di un'Assemblea nazionale di transizione, che formerà un governo a sua volta di transizione e redigerà la Costituzione. Entro il 31 dicembre 2005 il primo governo eletto su base costituzionale prenderà il potere e dal primo gennaio 2006 la MNF non sarà più legittimata a restare, se nel frattempo non avrà già ricevuto la richiesta di andarsene dal governo di Baghdad. Usa e Gran Bretagna hanno cominciato alla fine di maggio a presentare bozze di risoluzione, ma la vera svolta e' arrivata nel fine settimana, con due lettere del primo ministro iracheno Iyad Allawi e del segretario di Stato americano Colin Powell, nelle quale sono indicati i termini della cooperazione militare tra l'Iraq e il comando della MNF. Lo strumento-chiave e' un nuovo organismo che nascerà a Baghdad, il Comitato ministeriale per la sicurezza nazionale, dove lavoreranno insieme i vertici del governo iracheno, delle forze armate dell'Iraq, dell' intelligence di Baghdad e della MNF. Trasferire questo meccanismo dalle lettere di Allawi e Powell al testo della risoluzione, e' stata la 'magia' diplomatica che nella notte tra lunedì e martedì ha permesso l'accordo.
    08/06/2004 23:40 ANSA



    http://www.cablit.it/pagina76.htm

  8. #8
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    Ribadisco quanto detto... Cosa c'è di innovativo nell'articolo citato? Non ditemi che uno può usare a sostegno della sua tesi i commenti di un uomo di partito.. Poi Frattini è facilmente smentibile.. Lo ricorda l'ultimo voto del paralemento europeo contro di lui..

  9. #9
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    http://forumtgmonline.futuregamer.it....php?p=4380035


    Ne parlano pure qui. Sarò tutti falso?

  10. #10
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    E' semplicemente ridicolo negare anche le piu banali circostanze. Ogni volta è sempre tutto un complotto...ma andiamo su
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

 

 
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