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  1. #1
    La terra non mente mai
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    Il Partito per la Decrescita

    Il Partito per la Decrescita e' un soggetto politico autonomo ed indipendente che aspira ad affermare nell'Europa Comunitaria di valori economici e sociali legati al concetto di decrescita, sostenendo che con questa, intesa come forma di sviluppo assennato non vincolata alla necessaria crescita del pil, sia l'unico modo di rallentare quegli sconvolgimenti climatici e quindi sociali innescati dalle logiche liberiste del mercato.
    Essendo convinto dell'assoluta insostenibilita' dell'attuale forma di sviluppo, il Partito intende promuovere sin da ora degli interventi a breve, medio e lungo termine per ridurre i consumi e agevolare il passaggio ad uno sviluppo assennato, che pur prevedendo la ricerca del benessere materiale, non sacrifichi in nome di quest'ultimo integrita' ambientale e qualita' della vita.
    E' infatti obiettivo primario del Partito ottenere un progressivo e costante miglioramento delle condizioni di salute del Pianeta Terra, intervenendo su quelle esasperazioni economiche che sono causa sistematica di degenerazione ambientale e, parimenti, promuovendo l'adozione di uno stile di vita meno legato al bisogno di possedere e piu' indirizzato alla tutela dell'integrita' ambientale all'interno ed in simbiosi con il quale sia possibile trovare progresso ed armonia.
    Nell ambito di quanto sopra esposto si vogliono identificare alcune idee guida: 1- Si identificano cinque tipologie di merci:
    - utili
    - piacevoli
    - indotte: sono merci indotte, ad esempio, quelle che siamo costretti ad acquistare perche' non esistono parti di ricambio specifiche o perche' la componentistica e' volutamente differente per ogni casa produttrice (vedi il carica batteria dei cellulari: ogni modello con uno spinotto differente).
    - superflue: le bottiglie di acqua minerale (eccetto in casi dove c'e' carenza idrica), molti prodotti per la casa, molti prodotti farmaceutici, etc.
    - dannose: le armi, alcuni insetticidi, etc.
    Ci sembra opportuno che:
    - il legislatore operi per metter un freno alla proliferazione delle merci indotte agevolando quindi l'accessibilita' ai ricambi ed imponendo la versatilita' della componentistica.
    - le merci superflue vengano assoggettate ad un aggravio fiscale i cui proventi vengano utilizzati per invertire la tendenza. Ad esempio l'acqua in bottiglia gravata di una consistente tassa potrebbe produrre un gettito da impiegare nella ristrutturazione degli acquedotti e nella realizzazione di una campagna pubblicitaria che decanti la buona qualita' dell'acqua pubblica. Questo semplice intervento, non certo rivoluzionario, avrebbe degli effetti benefici enormi in termini ambientali e di giustizia sociale.
    Il Partito ritiene quindi che sia necessario intervenire con misure disincentivanti per ridurre il consumo e la produzione di merci indotte e superflue (oltre ovviamente a quelle dannose). Va' detto inoltre che questi prodotti si rendono appetibili perche' venendo incontro alla scarsa disponibilita' di tempo e informazione in cui il consumatore si dimena, come in un vortice che si autoalimenta, sono veicolatori di praticita'. E' indispensabile quindi intervenire con forme di buon governo e buona amministrazione locale, sfruttando al meglio le potenzialita' tecnologiche, per pervenire ad una migliore qualita' della vita e contrastare questo fenomeno alienante.
    2 -Si ritiene che la produzione su vasta scala non sia concepibile per ogni tipo di merce. Solo per alcune di esse e' infatti accettabile l'accentramento dei mezzi di produzione, mentre per molte altre (la maggior parte dei servizi, i prodotti alimentari etc..) e' auspicabile una produzione artigianale e localizzata.
    L'attitudine ad "industrializzare" qualunque prodotto o servizio e' infatti una forma esasperata e inadeguata al mantenimento della qualita' e concorre all'accelerazione del ritmo della vita, nonche' alla perdita del discernimento nell'acquisto, trasformando il cittadino da acquirente in consumatore ed in particolare in consumatore di merci spesso superflue.
    La distanza, non solo logistica, ma anche concettuale fra la produzione di merci e l'individuo che ne usufruisce alimenta sempre piu' la pratica dell'usa e "getta" con tutto cio' che ne consegue (in primis, danni ambientali ormai non piu' assorbibili). Opponendosi ad una "industrializzazione diffusa" si contrasta peraltro il drenaggio delle risorse economiche da parte delle grandi aziende, che rischia di emarginare i ceti piu' deboli e in particolare quelli a reddito fisso. Al contrario il Partito si propone di valorizzare le risorse locali e, con la creazione di nuovi posti di lavoro radicati nel territorio, mettere a frutto e capitalizzare quel surplus di qualita' che solo una produzione artigianale e locale puo' fornire.
    3- Sebbene non manifesti, nella fase attuale, alcuna inclinazione verso una dottrina economica socialista intesa come la piu' idonea alla realizzazione dei suoi obiettivi, il Partito Per la Decrescita ritiene un principio che i beni comuni (acqua, energia, una parte del territorio) rimangano alla collettivita' e che il cittadino torni ad essere utente e non cliente. I servizi pubblici (scuola, sanita', etc.) dovranno essere garantiti e nessuno potra' esserne escluso.
    4- Il Partito vuole riaffermare il significato positivo del concetto di risparmio, in questi ultimi anni minato da incentivi a consumare, pratica, quest'1ultima, che si e' andata affermando come doverosa e necessaria per l'andamento dell'economia.
    Risparmio come risorsa economica per i ceti piu' deboli, ma ancor piu' una risorsa di tutti per l'energia e le materie prime intrinseche alla merce non acquistata. Il risparmio costituisce percio' un principio basilare di buon senso sulla base del quale ristudiare l'evolversi della nostra economia ed il nostro sistema complessivo di sviluppo.
    5- Viceversa il Partito ritiene che altri concetti, originariamente con valenza positiva, come igiene, sicurezza, comodita', abbiano in realta' provocato effetti deleteri perche' su di essi si e' addensata una esasperazione nevrotica ed egoistica arrivando ad effetti altamente inquinanti.
    6- Cosciente della necessita' di rendere graduale ogni mutamento e di dover salvaguardare al meglio il benessere raggiunto, seppur precario, il Partito e' convinto che si debba intervenire in maniera lungimirante per spostare gradualmente le risorse che attualmente concorrono al PIL verso settori ad alto contenuto scientifico ed intellettuale.
    7- Il Partito identifica nell'Unione Europea, per la sua storia, cultura e per il benessere gia' acquisito, un referente ideale per la divulgazione dei valori ecologici e di qualita' della vita insiti nella decrescita e ritiene che dall'Europa stessa questi valori possano espandersi nel resto del mondo a partire dai paesi con un benessere diffuso. E' infatti ben cosciente che le nazioni in via di sviluppo si ritengono in diritto di pervenire ad un benessere almeno paragonabile a quello dei paesi gia' sviluppati.
    Tenendo conto di questa esigenza il Partito si attivera' per divulgare una visione del mercato che tenda ad una piu' equa distribuzione del reddito al fine di ridurre il gap di ricchezza tra il nord ed il sud del mondo. Consapevole peraltro di porre in questo modo un freno all'esodo cui milioni di persone sono sfuggire a problemi di sopravvivenza e a emergenze climatiche.
    8- Il Partito si dichiara rispettoso di ogni fede religiosa, cosi' come di ogni forma di convincimento laico e si esprime in particolare per la salvaguardia delle culture e delle tradizioni dei popoli. Ritiene infatti che la diversita' culturale sia un bene assoluto da preservare e da cui trarre che sia quindi doveroso opporsi al processo di omologazione in atto a causa del mercato globale.

    www.partitoperladecrescita.it

    Voi cosa ne pensate?

  2. #2
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    sposo perfettamente il concetto di Decrescita, ho anche aperto qualche volta delle discussioni in proposito e ho linkato dal mio sito la pagina del movimento Decrescita.it
    Mi sembra però che il programma presentato in questo forum sia troppo ollocato all'interno dell'idea politica tradizionale.
    La Decrescita per me va inserita in un quadro di generale smantellamento della nostra politica a favore di un modello alternativo... qui invece si è parlato di unione Europea... non aprei trovare un modo per far coesistere le due cose

  3. #3
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    Vi consiglio su youtube di vedervi la conferenza di Maurizio Pallante sulla Decrescita Felice

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Figliodegliavi Visualizza Messaggio
    Mi sembra però che il programma presentato in questo forum sia troppo ollocato all'interno dell'idea politica tradizionale.
    La Decrescita per me va inserita in un quadro di generale smantellamento della nostra politica a favore di un modello alternativo... qui invece si è parlato di unione Europea... non aprei trovare un modo per far coesistere le due cose
    Tieni presente che la battaglia decrescitista non si rivolge ancora ad una sensibilità condivisa ... al contrario, direi che è alquanto misconosciuta e universalmente avversata dalla cultura progressista che domina le istituzioni e la società.
    Non credo la si possa già impegnare in un progetto generale di smantellamento del sistema esistente... c'è ancora molto da costruire.
    Oltretutto è bene non equivocare sulla natura del progetto: la decrescita parte sì dalle scelte individuali, ma è anche e soprattutto una sfida culturale e POLITICA.
    Non credo si possa, nè si debba, tenere la politica tradizionale (ma dipende cosa intendi tu con questo termine) al di fuori di tutto questo... perchè questa può costituire - seppur nella sua chiusura, inadeguatezza e obsolescenza - una valida cassa di risonanza per le battaglie antieconomiciste.

    Non capisco cosa c'entri l'Unione Europea, magari me lo puoi spiegare

 

 

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