Che ne pensate della vulgata decrescitista, pensi che sia una visone economica affiancabile alla nostra visione del mondo?


Che ne pensate della vulgata decrescitista, pensi che sia una visone economica affiancabile alla nostra visione del mondo?


Ho cominciato a leggere qualcosa in merito da non molto (Latouche), ma trovo la cosa veramente interessante. Direi quindi, a grandi linee, di essere a favore.
Appena ho un pò più di tempo riprenderò l'argomento....


Mi piace l'idea.


Decrescere,tornare agli antichi valori dell'Uomo e dei suoi rapporti primordiali con la terra.
se leggete De Benoist edito da arianna saprebbe (finalmente) mettere d'accordo laici e cattolici cristiani e pagani.


Aspetta, ma intendevi la decrescita del membro?


Il 27 giugno alle ore 18 a Mantova l'associazione Thule Italia terrà una conferenza sulla decrescita. Uno dei primi eventi "pubblici" scaturiti dall'ambiente in materia, almeno ultimamente.




Se non erro, la tesi della decrescita è: "Il PIL non è un indicatore fedele della crescita perché registra quote di denaro ricavate dalla mera speculazione e che non corrispondo a nessun accrescimento e potenziamento dell'economia reale. Per contro, incentivando la prevenzione su tutta una serie di cose, anziché curarne i sintomi una volta emersi, di fatto si risparmia e si migliora il rendimento generale ma secondo l'indicatore del PIL si è speso meno quindi si sarebbe più poveri anziché più oculati nella gestione. Il PIL è un dogma, un indicatore falso e la sua crescita non va di pari passo con la crescita reale, quindi anziché farlo crescere facciamolo decrescere."
Se ho esposto con esattezza, non mi trovo d'accordo perché laddove posso concordare con quasi tutto il discorso, nel quale si sostiene che il PIL non è un indicatore significativo, e che le cose possono essere ben messe a prescindere da cosa il PIL indica, si sostituisce il dogma per cui rappresenterebbe un indicatore di reale crescita con il dogma speculare secondo il quale bisognerebbe spingerlo verso una decrescita. Questo non ha senso, dato che la risposta giusta sarebbe "dato che il PIL non è un indicatore valido, agiamo con le logiche che più convengono sul serio e freghiamocene del PIL". Invece lo si assume altrettanto come valore ma al negativo, puntando a farlo decrescere (così ho capito) per ragioni ecologiste e blabla. Naturalmente una priorità e una questione di principio di questo tipo non può in alcun modo essere sorretta, specialmente nel quadro dell'odierna competizione sfrenata tra potenze per accaparrarsi l'egemonia sul futuro del mondo.
"Collectively, Eurasia's potential power overshadows even America's".
Zbigniew Brzezinski, "A geostrategy for Eurasia"


Faccio notare come la decrescita torni utile anche nella dialettica con gli ideologi e gli apologeti dell'immigrazione di massa, secondo cui il fenomeno-immigrazione è necessario per mantenere inalterati i livelli di sviluppo e produttività industriale nella nostra società.


la decrescita della popolazione mondiale è utopica anche se necessaria in ottica di sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda l'Europa essa è già in decrescita dunque appare ancora più assurdo sostenerla oggi, anche per i motivi ricordati da canaglia
«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi