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Discussione: Preti e mafia

  1. #1
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    Predefinito Preti e mafia

    Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro «successo» non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell’affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l’apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico.
    Come spiegare il fatto che in quattro «cattolicissime» regioni meridionali si siano sviluppate alcune delle organizzazioni criminali più spietate e potenti al mondo? Come spiegare che la maggioranza degli affiliati a queste bande di assassini si dichiarino cattolici osservanti? Che rapporto c’è tra cultura mafiosa e cultura cattolica? E perché questo rapporto non è stato mai indagato in sede storica e, invece, è sempre smentito o sottovalutato?
    Fino a pochi anni fa la Chiesa ha taciuto sulle mafie, non le ha mai considerate nemici ideologici. Oggi il silenzio è stato in parte interrotto, ma moltissimi preti continuano a tacere o a essere indifferenti al tema.
    Il libro parla di tutto questo, senza intenti scandalistici. La convinzione dell’autore è che senza il sostegno culturale della Chiesa le mafie non si sarebbero potute radicare così profondamente nel Sud del nostro Paese. Il successo di queste organizzazioni criminali rappresenta dunque un insuccesso della Chiesa cattolica ma, al tempo stesso, senza una Chiesa realmente e cristianamente antimafiosa la lotta per la sconfitta definitiva delle mafie sarà ancora lunga.

    «La domanda che ci ossessiona è la seguente: le organizzazioni criminali di tipo mafioso avrebbero potuto ricoprire un ruolo plurisecolare nella storia meridionale e dell’intera nazione se, oltre alla connivenza di settori dello Stato e di parte consistente delle classi dirigenti locali, non avessero beneficiato del silenzio, della indifferenza, della sottovalutazione e anche del sostegno dottrinale di una teologia che trasforma degli assassini in pecorelle smarrite da recuperare piuttosto che da emarginare dalla Chiesa e dalla società? La risposta è no.»

    Isaia Sales è docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È stato deputato della Repubblica e sottosegretario all’Economia nel primo governo Prodi (1996-1998). È autore dei seguenti libri: La camorra, le camorre, con prefazione di C. Stajano (1988); Leghisti e Sudisti (1993); «Il caso Cirillo», in Cirillo, Ligato, Lima: tre storie di mafia e politica, a cura di N. Tranfaglia (1994); Il Sud al tempo dell’euro, con prefazione di C.A. Ciampi (1998); Riformisti senz’anima (2003). Ha vinto il Premio Napoli nel 2007 con il saggio Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli (2006). Ha curato la voce «camorra» per l’Enciclopedia Treccani.
    I preti e i mafiosi :: Isaia sales :: Baldini Castoldi Dalai editore

  2. #2
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    bisognerebbe indagare bene a fondo...
    ma anche gli inquirenti sono cattolici:sofico:
    e cattolici sono i loro superiori,, altrimenti non diventano superiori...:sofico:
    è questo il guaio dell'italia
    [B]per mantenere in pace un mondo caratterizzato da ingiuste concentrazioni di ricchezza ed enormi sacche di povertà è necessario trasformare i poveri in zombie con la propaganda e le religioni[/B]

  3. #3
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    E' storia antica che ha anche a che vedere con l'appoggio da parte di ambienti clericali ( e di denari vaticani) all'azione antiitaliana ad opera del primo brigantaggio meridionale. Da quella non accettazione del processo unitario nacquero convivenze oggettive che talvolta divennero silenzi incomprensibili. E questo a parte singoli casi ( chi si ricorda i famosi frati di Mazzarino "Orat et malbora" per ricordare una battuta dell'epoca? ) e le tante voci che videro implicati anche prelati di primo piano , se non altro a livello di mancanza di denuncia . Quanto poi al fatto che spesso mafiosi, camorristi, o membra della sacra corona unita, abbiano i portafogli pieni di immagini sacre è tema sociologicamente interessante che non implica un sistema di complicità, ma semmai la possibilità che avrebbe una azione ecclesiastica ,quanto meno altrettanto severa con questi criminali che con quell iche per loro sono i peccati della modernità laica, di aiutare lo stato a sgominare le fila di questo mondo per molti aspetti ancora arcaico e bisognoso di agganci con una popolazione ancora tradizionalista.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  4. #4
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    «La domanda che ci ossessiona è la seguente: le organizzazioni criminali di tipo mafioso avrebbero potuto ricoprire un ruolo plurisecolare nella storia meridionale e dell’intera nazione se, oltre alla connivenza di settori dello Stato e di parte consistente delle classi dirigenti locali, non avessero beneficiato del silenzio, della indifferenza, della sottovalutazione e anche del sostegno dottrinale di una teologia che trasforma degli assassini in pecorelle smarrite da recuperare piuttosto che da emarginare dalla Chiesa e dalla società? La risposta è no

    ... a caratteri cubitali, per quei cattolici "ipovedenti"... hefico:
    Ultima modifica di Giordi; 26-03-10 alle 08:48

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  5. #5
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    Libro acquistato, anche se non ancora letto.

    Vediamo un attimo di far mente locale all'invasione dei mille in Sicilia. Mille erano pochi : ma erano guidati dal Maestro venerabile della Massoneria. Un tal Garibaldi Giuseppe. I Gattopardi siciliani odiavano il governo centrale di Napoli e volevano rendersi indipendenti... i preti non amavano i Piemontesi.. omeglio odiavano il maestro venerabile, tal Garibaldi Giuseppe e i suoi giovani con le camicie rosse.

    Perchè, mentre i gattopardi desideravano l'invasione, il clero non la desiderava affatto ? molto semplice : il governo piemontese aveva il 17 febbraio del 1848 concesso la libertà di culto alle minoranze religiose : ovvero ai valdesi ed agli ebrei. Sia i valdesi che gli ebrei considerano il 17 febbraio 1848 come il giorno in cui iniziò la libertà religiosa in Italia.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    bisognerebbe indagare bene a fondo...
    ma anche gli inquirenti sono cattolici:sofico:
    e cattolici sono i loro superiori,, altrimenti non diventano superiori...:sofico:
    è questo il guaio dell'italia
    I preti dovrebbero assolvere di meno e mandare via i criminali. Ma le assoluzioni e le indulgenze, come è noto dai tempi di lutero, si possono perfino comprare. hefico: :gluglu:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Libro acquistato, anche se non ancora letto.

    Vediamo un attimo di far mente locale all'invasione dei mille in Sicilia. Mille erano pochi : ma erano guidati dal Maestro venerabile della Massoneria. Un tal Garibaldi Giuseppe. I Gattopardi siciliani odiavano il governo centrale di Napoli e volevano rendersi indipendenti... i preti non amavano i Piemontesi.. omeglio odiavano il maestro venerabile, tal Garibaldi Giuseppe e i suoi giovani con le camicie rosse.

    Perchè, mentre i gattopardi desideravano l'invasione, il clero non la desiderava affatto ? molto semplice : il governo piemontese aveva il 17 febbraio del 1848 concesso la libertà di culto alle minoranze religiose : ovvero ai valdesi ed agli ebrei. Sia i valdesi che gli ebrei considerano il 17 febbraio 1848 come il giorno in cui iniziò la libertà religiosa in Italia.
    Giuseppe Garibaldi quando partì da Quarto non era ancora gran Maestro di alcuna comunione massonica. In seguito assumerà una serie di importanti incarichi nella Massoneria siciliana di rito scozzese ed in quella di Menphis. Solo parecchio tempo dopo assumerà l'incarico di Gran Maestro della più grande obbedienza italiana, quella che diverrà nota come Palazzo Giustiniani. Molta parte del basso clero siciliano fu favorevole a Garibaldi; molto meno gli alti prelati , ma non era questione di massoneria o non massoneria quanto di privilegi da tuttelare. I massoni in Italia al momento della spedizione dei mille erano molto pochi. Oltre a Garibaldi , di massoni certi fin da prima della spedizione ( alcuni lo diveranno nel corso della stessa e parecchi altri garibaldini lo divennero in seguito) ve ne furono alcuni della Trionfo Ligure una loggia genovese di ispirazione francese e fortemente democratica, lontana in quel momento sia dal Goi che , ancor più, dalla massoneria inglese.
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    .

    Perchè, mentre i gattopardi desideravano l'invasione, il clero non la desiderava affatto ? molto semplice : il governo piemontese aveva il 17 febbraio del 1848 concesso la libertà di culto alle minoranze religiose : ovvero ai valdesi ed agli ebrei. Sia i valdesi che gli ebrei considerano il 17 febbraio 1848 come il giorno in cui iniziò la libertà religiosa in Italia.
    questo aspetto credo vada considerato, mentre solitamente lo è troppo poco; ma credo valga soprattutto per l'alto clero. Nel sud Italia vi era comunque, se non ricordo male, una comunità valdese fin dai tempo della grande persecuzione in Piemonte ( da questo deriva il nome del paesino di Guardia Piemontese dove si erano rifugiati valdesi provenienti dal territorio sabaudo) Solo che , con l'andar del tempo, i borboni eranoi diventati sempre meno tolleranti.
    Ultima modifica di edera rossa; 27-03-10 alle 03:51
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  9. #9
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    Quello che noto ogni volta che viene preso qualche mafioso importante e' la sua profonda devozione, in certi filmati spesso si vedono rassegne di santini, immaginettte e padri pii vari. Ricordo quello dei "pizzini" (non ricordo il nome) che ne era strapieno.
    Penso che un tempo la chiesa fosse connivente con i mafiosi.
    Connivenza imposta (ribellarsi faceva male), interessata (il mafioso era benefico verso la chiesa) e connivente (la mafia politicamente ha sempre operato contro i cambiamenti politici e sociali).

  10. #10
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    Predefinito Rif: Preti e mafia

    L'ignoranza è una brutta bestia.

    Si giudica il peccato, non il peccatore.

    Compris?

    Ah, si, la Chiesa appoggia i mafiosi

    http://www.youtube.com/watch?v=xJglblBLxHE

    e ovviamente la Mafia appoggia la Chiesa...

    Il 28 luglio 1993 l'entrata laterale e parte della facciata del palazzo furono danneggiati gravemente da un attentato dinamitardo: esplose un'auto bomba. Anche se la statica della facciata fu danneggiata, fu possibile riparare i danni rapidamente. Questo attentato fu considerato come un avvertimento al papa che poco prima in Sicilia aveva parlato contro la Mafia. Il posto è ora sottoposto a limiti di circolazione.


    fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Basilic...ni_in_Laterano
    Ultima modifica di ulell; 27-03-10 alle 14:28

 

 
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