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Discussione: Irish Question

  1. #11
    Klearchos
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    Seamus Heaney

    Seamus Heaney, nato nel 1939 in Ulster [Irlanda] da una famiglia cattolica. Nel 1976 si stabilisce a Dublino dove insegna letteratura inglese fino al 1984, anno in cui è chiamato dall’Università di Harvard a insegnare discipli- ne classiche (rhetoric and oratory). Nel 1989 vince la cattedra di poesia a Oxford. Nobel nel 1995. Come poeta, viene considerato un esponente del regionalismo letterario, con un forte richiamo alle tradizioni, alla terra, al mito delle origini. Con un linguaggio modernista, che non ha nulla della verve barocchista e eccessiva di molti connazionali come Joyce, ma che si avvicina alla perfezione cristallina di un Ted Hughes o Philip Larkin. Nella raccolta di saggi “Preoccupazioni”, riferendosi alla propria poesia scri- ve: “penso alle tematiche personali e irlandesi come fossero le vocali e la consapevolezza letteraria nutrita dall’inglese le consonanti”. Alla sua opera prima “Deat of a Naturalist” (1966) seguirono “Door into the dark” (1969), “Wintering out” (1972), “North” (1975). Con “Field work”(1979) una svolta nella sua poesia. “Station Island” (1984) raccolta di poesie che prende il nome da un luogo di pellegirnaggio cattolico nella contea di Donegal. Viaggio allegorico narrato attraverso una polifonia di voci. Il poema è inteso come uno scontro tra due imperativi: restare fedele all’esperienza storica collettiva, o mantener fede alla propria soggettività. L’incontro con le ombre della sua vita personale che appartenevano alla realtà irlandese: l’archeologo, il militante dell’IRA, Joyce stesso, dovevano “articolare le rivendicazioni dell’ortodossia e la necessità di respingere quelle stesse rivendicazioni”. Tra gli anni 70 e 80, quando le tensioni politiche tra cattolici e gli ultra dell’Ulster erano all’apice, il poeta affascinato dal ritrovamento archeologico di corpi di duemila anni fa scoperti mummificati nelle torbe danesi con chiari segni di morte violenta, compone poesie come “The tollund man” (in “Wintering out”) nelle quali associa il destino delle vittime sacrificali dell’età del ferro ai ‘martiri’ politici dell’Irlanda del Nord. Opere che sollevarono cri- tiche: si pensi al giudizio di Neil Corcoran, che giudicava equivoche tali mi- tologie. La migliore poesia di Heaney è quella lirica, che riprende la freschezza e il diretto contatto con la natura e l’antica tradizione gaelica. Del 1991 è “Seeing things”, in cui è un ritorno vigoroso alla fisicità, alla fedeltà a “the grain of things”, alla venatura e alla fibra stessa del mondo.

    La motivazione del premio nobel: "for works of lyrical beauty and ethical depth, which exalt everyday miracles and the living past".

    Bibliografia: Seamus Heaney

    Death of a naturalist (1966)
    Door into the dark (1969)
    Wintering out (1972)
    North (1975)
    Field work (1979)
    Station island (1984)
    Seeing things (1991)
    Preoccupazioni

    da http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_heaney.htm

  2. #12
    Klearchos
    Ospite

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    La bandiera irlandese è un tricolore composto da tre bande verticali di uguali dimensioni: verde (lato dell'asta), bianco e arancio, ed è la bandiera nazionale della Repubblica d'Irlanda, oltre che l'unica bandiera riconosciuta dalle comunità nazionaliste dell'Irlanda del Nord. La sua descrizione ufficiale è contenuta nella Costituzione Irlandese, che sancisce semplicemente all'art. 7:
    « The national flag is the tricolour of green, white and orange. »

    È molto simile alla bandiera italiana (l'arancio tra l'altro è molto vicino al rosso come tonalità) e, soprattutto, alla bandiera della Costa d'Avorio, dalla quale si differenzia soltanto per la disposizione invertita dei colori e per le proporzioni.



    Fu usato per la prima volta dai nazionalisti irlandesi nel 1848 durante la rivolta della "Giovane Irlanda". Venne disegnato per rappresentare le popolazioni nazionaliste (verde) e unioniste (arancio) dell'Isola di Irlanda, che vivono assieme in pace, pace che è rappresentata dal bianco (il tricolore francese ha un simbolismo simile). Contrariamente al mito comunque, questa non fu la bandiera della Sollevazione di Pasqua, che era in realtà una bandiera verde con le parole "Irish Republic" (Repubblica Irlandese) scritte in arancio, con un ombreggiatura bianca (Questa bandiera è esposta nella sezione di Kildare Street del Museo Nazionale di Dublino). Il tricolore venne utilizzato nella rivolta, come bandiera della Compagnia E, e venne sventolato sopra l'Ufficio Postale Generale (GPO, General Post Office) di Dublino, che era il quartier generale dei capi della rivolta. Contrariamente alla bandiera ufficiale, il tricolore della Compagnia E fece presa sull'immaginazione pubblica e divenne de facto la bandiera della Repubblica irlandese (1919-22).
    La bandiera venne adottata come bandiera nazionale dello Stato Libero Irlandese nel 1922. Quando lo Stato Libero venne rinominato in Éire, nel 1937, la costituzione (Bunreacht na hÉireann) gli diede valore costituzionale. Da allora è rimasta la bandiera della Repubblica d'Irlanda.



    http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_irlandese

  3. #13
    Klearchos
    Ospite

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    LE RADICI STORICHE DEL CONFLITTO NEL NORD DELL'IRLANDA.

    prima parte Storia d'Irlanda in breve: dall'antichità al 1916.
    1) La conquista inglese dell'Irlanda.
    L'Irlanda è stata la prima colonia dell'Inghilterra, invasa, nel 1169, prima ancora del Galles e della Scozia. Ma a causa della resistenza indigena gli invasori si trovarono ridotti, dal XIV secolo, a controllare un piccolissimo tratto della costa orientale del paese, intorno a Dublino, e alcune città.
    Con la Riforma protestante di Enrico VIII (1534) l'Inghilterra si strutturò come Stato-nazione moderno, e diresse di nuovo contro l'Irlanda il proprio espansionismo, soprattutto ad opera della regina Elisabetta I (1558-1603), i cui eserciti riuscirono per la prima volta a prendere il controllo dell'intera isola (1603). Ad eccezione della zona di Dublino, già amministrata dagli Inglesi, la società irlandese era a quell'epoca una società tribale celtica, divisa in molti regni locali, di lingua gaelica, di religione cattolica. L'espansionismo militare inglese si avvantaggiò del frazionamento irlandese, ma visto che ciò non bastava ad assicurare il controllo del territorio, e volendosi presentare queste guerre all'opinione pubblica interna come crociata contro il Cattolicesimo e il (preteso) dominio papale, invece che come pura conquista coloniale, dalla fine del Cinquecento si curò di spossessare gli indigeni delle loro terre, rafforzando le conquiste militari con il trasporto di coloni protestanti inglesi e scozzesi che divenivano proprietari al posto degli abitanti irlandesi originari. Ma solo nell'Ulster, la più settentrionale delle quattro regioni storiche in cui è divisa l'Irlanda, la Plantation ad opera di coloni protestanti in maggioranza scozzesi, intrapresa da re Giacomo I nel 1610, ebbe effetti permanenti. Lo scontro tra le ribellioni dei "selvaggi Irlandesi" e le armate britanniche continuò per un altro secolo: sono ancora ricordate le campagne militari inglesi di sterminio guidate da Oliver Cromwell (1649-1652). Solo dal 1690-1692, con le battaglie del fiume Boyne e di Aughrim, gli Inglesi, nominalmente guidati dal loro nuovo Re protestante, Guglielmo d'Orange, ottennero un controllo incontrastato dell'Irlanda.
    Le condizioni del dominio vennero rafforzate con le Leggi Penali, che proibivano di fatto l'esercizio della religione cattolica e l'uso della lingua gaelica irlandese, impedendo ai Cattolici/Gaeli di avere qualsiasi proprietà, a beneficio dei nuovi coloni protestanti di lingua inglese. Si toglieva loro anche qualsiasi diritto umano, civile, e politico: un Parlamento irlandese, dipendente dalla Corona d'Inghilterra, sarebbe stato eletto solo dai ricchi coloni protestanti di lingua inglese. Per 'Protestanti' si intendevano solo i membri della Chiesa anglicana, fedeli alla Corona: mentre i Calvinisti, Puritani o Presbiteriani, chiamati 'Dissidenti' (Dissenters), molto numerosi tra i coloni nel Nord dell'Irlanda, avevano i diritti civili e quello di proprietà, ma erano esclusi dal godimento dei diritti politici. La maggior parte degli aristocratici irlandesi dovette fuggire all'estero, in Francia, in Spagna, in Italia, ma la resistenza della popolazione contadina indigena continuò con azioni di guerriglia organizzate da società segrete irlandesi contro i nuovi proprietari terrieri conquistatori. Solo a partire dal 1778, per l'influsso della Rivoluzione americana, le parti più feroci delle Leggi Penali cominciarono a venire abrogate; nel 1793 venne persino reso il diritto di voto (ma non di candidarsi) ai Cattolici abbienti.

    2) Nascita del Movimento Repubblicano Irlandese e Act of Union.
    Sull'onda della Rivoluzione americana (1775-1783) e di quella francese (1789), delle Dichiarazioni dei diritti dell'uomo e del cittadino, propagandate nel mondo di lingua inglese dagli scritti di Tom Paine, in Irlanda una parte dei coloni angloscozzesi protestanti, soprattutto i Dissidenti (discriminati pesantemente fino al 1782), particolarmente numerosi nel Nord dell'isola, riconsiderarono completamente le relazioni con la madrepatria britannica, e decisero che, forse, dovevano allearsi con gli abitanti originari di lingua gaelica e di religione cattolica per creare una Irlanda repubblicana, completamente indipendente dall'Inghilterra. Nacque così, nell'Ottobre 1791, a Dublino e a Belfast, il movimento degli Irlandesi Uniti (United Irishmen). Loro leader fu Theobald Wolfe Tone (1763-1798), vero fondatore del Repubblicanesimo irlandese, che definì così gli scopi del movimento: "unire l'intero popolo d'Irlanda per spezzare il legame con l'Inghilterra, continua fonte di tutti i nostri mali politici, sostituendo il comune nome di Irlandesi alla denominazione religiosa di Protestanti, Cattolici e Dissidenti". Nel 1794 il movimento, proscritto dalle autorità inglesi, dovette entrare in clandestinità, stringendo accordi con la Francia rivoluzionaria, e preparando l'insurrezione di tutta l'Irlanda contro la dominazione inglese.
    L'amministrazione britannica reagì con due abili mosse: nel 1795 venne creato l'Ordine paramassonico di Orange (dal nome del casato di Guglielmo III, il vincitore degli Irlandesi sul Boyne), aperto a tutti i Protestanti (e dal 1834 anche a tutti i Dissidenti), di qualunque posizione sociale, purché giurassero di combattere il "Papismo" e di sostenere la Corona britannica; nel 1800 si riuscì ad ottenere, tramite il pagamento di grandi somme per corromperli, che la maggioranza dei nobili protestanti che costituivano il Parlamento d'Irlanda accettassero l'abolizione della loro autonomia e l'unione completa con l'Inghilterra (Act of Union). Gli Irlandesi Uniti, sostenuti da insufficienti spedizioni navali francesi, scatenarono tre grandi insurrezioni, nel 1796, nel 1798 ("L'anno della Libertà"), nel 1803; la più formidabile fu la seconda, domata dagli Inglesi al prezzo di più di cinquantamila morti, tra i quali quasi tutta la dirigenza del Movimento Repubblicano. Irlandesi di lingua Gaelica e Irlandesi di lingua Inglese, Irlandesi di religione cattolica e Irlandesi anglicani e dissidenti avevano combattuto, insieme, contro le giubbe rosse inglesi, pur venendo sconfitti: era nata l'Irlanda moderna.

    3) L'Emancipazione Cattolica, la Grande Carestia, i Feniani.
    Nei due decenni successivi, la rivoluzione industriale e la vittoria britannica su Napoleone avevano cominciato a cambiare la struttura sociale dell'Irlanda (e ancor più dell'Inghilterra): anche ai Liberali inglesi (i Whigs) l'esclusione dai diritti politici dei sudditi cattolici dell'Impero Britannico, che in Irlanda costituivano la maggioranza della popolazione, cominciava a sembrare ingiusta.
    L'agitatore irlandese Daniel O'Connell (1773-1847) divenne l'alfiere della causa della 'emancipazione cattolica' in Irlanda ed in Inghilterra, mobilitando grandi folle di Irlandesi: questa agitazione portò nel 1829 al riconoscimento completo dei diritti politici attivi e passivi dei Cattolici del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, pur se subordinati agli allora correnti requisiti di status e di censo. A quel punto, creando con questo il liberalismo cattolico, O'Connell cominciò a richiedere l'autonomia dell'Irlanda in base al principio di sussidiarietà, propugnando il rifiuto (Repeal) dell'unione con l'Inghilterra, sempre con mezzi costituzionali e legali, organizzando enormi adunate di protesta (Monster Meetings). Nel frattempo continuava la resistenza agraria illegale degli Irlandesi contro i proprietari terrieri, di lingua inglese e protestanti (solo il 7% delle terre dell'Irlanda era a questo punto proprietà degli originari abitanti cattolici); e nella città industriale di Belfast, nel Nord, trenta anni di attività delle logge dell'Orange Order tra la popolazione anglofona anglicana e dissidente (=calvinista) ebbero i primi risultati, con ripetuti assalti fisici contro gli Irlandesi di confessione cattolica: queste forme violente e clandestine di conflitto sociale fornirono all'amministrazione britannica il pretesto per proibire le manifestazioni legali e pacifiche del Repeal Movement di O'Connell.
    Proprio allora (1845/1846) un terribile fungo parassita distrusse le coltivazioni di patate in tutta Europa: ma in Irlanda la patata era l'elemento principale della dieta degli otto milioni e mezzo di abitanti. La spaventosa carestia risultatane (Potato Famine) sembrò distruggere efficacemente l'intera nazione irlandese: in cinque anni tra un milione e un milione mezzo di abitanti morirono, mentre nel giro di trent'anni altri tre milioni furono costretti ad emigrare negli Stati Uniti d'America o in Gran Bretagna. Fino al 1845 più della metà della popolazione irlandese parlava come prima lingua il Gaelico: di colpo, nel giro di pochi decenni, l'Inglese divenne lingua assolutamente maggioritaria. Non ci furono soccorsi da parte dello Stato britannico, con la scusa di un rigido liberismo: mentre decine di migliaia di Irlandesi morivano di fame tutti i prodotti agricoli dell'isola continuarono ad essere esportati in Inghilterra a prezzi inaccessibili agli affamati. Per la maggioranza degli Irlandesi questo comportamento fu la dimostrazione dell'odio genocida dei conquistatori, gli Inglesi e i loro agenti, i proprietari terrieri protestanti, contro gli Irlandesi conquistati.
    Di fronte a questa catastrofe nazionale molti giovani membri del movimento di O'Connell si volsero alla tradizione rivoluzionaria del Repubblicanesimo irlandese di quarant'anni prima, e alla realtà vivente delle società segrete contadine che conducevano la lotta contro i proprietari terrieri (Landlords) e la polizia britannica loro alleata. Venne fondato il gruppo della Giovane Irlanda (Young Ireland), che nel 1848 tentò una nuova (e sfortunata) insurrezione contro l'Inghilterra.
    Questa volta l'esilio, le deportazioni e la prigionia non riuscirono a spezzare il filo della resistenza irlandese: nel 1858 tra gli emigrati irlandesi negli Stati Uniti, e subito dopo in patria, venne costruita la Fratellanza Repubblicana Irlandese (Irish Republican Brotherhood, I.R.B.), allo scopo di "spezzare il legame con la Gran Bretagna usando la violenza" ("to break the British connection through the means of physical force"). I membri di questa organizzazione nazionalista rivoluzionaria furono comunemente chiamati Feniani (cioè 'combattenti'). Da allora, con una continuità organizzativa durata fino ad oggi, è esistito il Movimento Repubblicano Irlandese.
    Gli esordi insurrezionali non furono felici: nel 1865 e nel 1867 due spedizioni di emigrati irlandesi in America contro il Canada britannico vennero respinte, senza peraltro riuscire a provocare, come sperava l'I.R.B., uno stato di guerra tra gli Stati Uniti e l'Inghilterra (in quella occasione apparve per la prima volta il nome di Irish Republican Army o I.R.A., 'Esercito Repubblicano Irlandese'); e nel 1867 una insurrezione generale in Irlanda venne repressa sul nascere dallo Stato britannico, per via dell'opera di informatori. La Chiesa cattolica irlandese, ormai avviata ad una felice cooperazione con lo Stato inglese (nel 1869 alla Chiesa anglicana d'Irlanda venne tolto lo status di Chiesa di Stato, fino ad allora mantenuta dalle decime di tutti gli Irlandesi, anche se in grande maggioranza cattolici), condannò con parole di fuoco i tentativi dei Repubblicani, cui rimproverava tra l'altro, oltre al 'peccato di ribellione contro le autorità da Dio costituite', il progetto di una Irlanda laica, non confessionale, senza artificiose divisioni tra Cattolici e Protestanti.

    4) L'era di Parnell: autonomismo (Home Rule) e lotta per la terra (Land War).
    A partire dal 1870 un gruppo di deputati irlandesi eletti al Parlamento britannico coi voti della popolazione cattolica ritornò a propugnare, molto cautamente, un programma nazionalista basato sull'autonomia amministrativa (Home Rule) dell'Irlanda in seno all'Impero Britannico, creando l'Home Rule Party.
    Nel 1874 divenne leader del partito Charles Stewart Parnell (1846-1891), gentiluomo di campagna anglicano ma in cuor suo vero indipendentista irlandese, che riuscì ben presto a dare uno slancio tutto diverso al movimento, unendo l'azione costituzionale a quella illegale. Dal 1879 infatti Parnell giunse ad un accordo con la Irish Republican Brotherhood, diretta allora da Michael Davitt (1846-1906) e da John Devoy (1842-1928): il Movimento Repubblicano avrebbe appoggiato gli sforzi del partito costituzionale di Parnell per ottenere l'autonomia irlandese e la riforma agraria. Da quell'anno infatti iniziò la durissima "guerra per la terra" (Land War) dei fittavoli e braccianti irlandesi, fino ad allora senza alcun diritto, contro i proprietari terrieri e le autorità britanniche che li proteggevano: né le leggi repressive speciali (Coercion Acts), né la condanna dei metodi di lotta impiegati dal movimento (il termine e la pratica del 'boicottaggio' nacquero in quella occasione) da parte della gerarchia della Chiesa Cattolica riuscirono ad averne ragione. Parallelamente allo scontro sociale, guidato dalla Lega per la terra di Davitt, il partito dell'Home Rule di Parnell, divenuto ago della bilancia nel Parlamento britannico tra Liberali e Conservatori, praticava l'ostruzionismo ad oltranza per porre all'ordine del giorno l'autogoverno dell'Irlanda e la Riforma agraria.
    Di fronte a questo movimento di lotta ben condotto su tutti i livelli il nuovo Governo britannico liberale, diretto da Gladstone, dovette già nel 1881 iniziare una serie di Riforme agrarie (completate nel 1903) che espropriavano gradualmente i grandi proprietari terrieri trasformando fittavoli e braccianti cattolici in piccoli proprietari contadini. Gladstone inserì nel suo programma di governo l'Home Rule, che prevedeva un Parlamento irlandese e l'autogoverno dell'isola per ciò che riguardava gli affari interni. Ma quando nel 1886 il governo Gladstone (sostenuto dal partito di Parnell, determinante dopo una schiacciante vittoria elettorale in Irlanda) portò il progetto dell'Home Rule dinanzi al Parlamento, una parte del suo partito si scisse, dichiarandosi Unionista e alleandosi coi Conservatori, facendo cadere governo e progetto, sostenendo che concedere l'autogoverno all'Irlanda avrebbe distrutto l'Impero Britannico e l'ordine sociale. Nel Nord-Est dell'Irlanda i discendenti dei coloni protestanti, fanatizzati dall'Ordine di Orange, scatenavano pogrom contro la popolazione cattolica: secondo loro l'Home Rule, oltre a determinare la fine della loro pretesa superiorità sociale sui 'selvaggi cattolici irlandesi', sarebbe equivalso al dominio diretto dell'odiato Papa di Roma.
    Nel ventennio successivo il succedersi di Governi di Conservatori/Unionisti cancellarono la possibilità dell'Home Rule per l'Irlanda: il partito di Parnell continuò l'agitazione, parlamentare ed extraparlamentare, ma nel 1890 Parnell venne convenientemente messo fuori gioco da un tipico scandalo vittoriano (si scoprì che aveva una amante sposata), e il suo partito si spaccò, col concorso determinante della gerarchia della Chiesa cattolica irlandese, che aveva sempre mal sopportato il laicismo del "protestante Parnell" e dei suoi alleati Repubblicani.

    5) La 'rinascita celtica', lo scontro sull'Home Rule e l'armamento di Unionisti e nazionalisti.
    Quando nel 1900 il Partito Parlamentare Irlandese (I.P.P.) venne infine ricostituito, esso era divenuto un partito autonomista moderato e perbenista, controllato dalla Chiesa cattolica. La causa indipendentista irlandese, pur mantenuta viva dall'attività clandestina della I.R.B., sembrò essere sostenuta solo da piccoli gruppi 'folkloristici' o puramente culturali, come la Gaelic League (dal 1893) che propugnava il ritorno del Gaelico alla posizione di prima lingua dell'Irlanda, esaltando il passato celtico, e come il Sinn Féin (dal 1905) guidato da Arthur Griffith (1871-1922), che voleva che i parlamentari irlandesi si ritirassero dal Parlamento britannico proclamando un Parlamento indipendente irlandese, e che in Irlanda il popolo creasse, coi metodi della resistenza passiva e contando solo sulle proprie forze, un 'contro-Stato' basato sulla negazione della legittimità del Governo britannico in Irlanda. Al di fuori di questa effervescenza culturale nazionalistica (chiamata 'rinascita celtica', Gaelic Renaissance), sembrò che l'effetto sociale delle riforme agrarie e dell'insediarsi dell'industria moderna anche a Dublino oltre che a Belfast, col formarsi di ceti medi più ampi spesso impiegati nell'amministrazione britannica, stessero per integrare completamente l'Irlanda nel Regno Unito, come era già successo con la Scozia.
    Nel 1906 i Liberali inglesi tornarono al potere col Governo di Lord Asquith, e cercando l'appoggio dell'I.P.P. rimisero all'ordine del giorno un Home Rule 'moderato' in senso centralistico. Prevedibile l'opposizione della Camera dei Lord, che poté essere risolta (limitando il suo diritto di veto sulle leggi votate dalla Camera dei Pari) solo nel 1911, dopo un faticoso conflitto costituzionale e nuove elezioni, che resero determinante il sostegno dell'I.P.P. al Governo. Non era prevedibile, invece, la violenza degli Unionisti irlandesi, spalleggiati dai Conservatori inglesi, contro qualsiasi grado di autogoverno per l'Irlanda, che nel giro di pochi anni sembrò portare l'intero Regno Unito sull'orlo della guerra civile.
    Infatti gli Unionisti irlandesi dell'Ulster, guidati da Edward Henry Carson (1854-1935) e organizzati dall'Ordine d'Orange, reagirono alla ripresentazione della legge sull'Home Rule con un giuramento solenne "in difesa della fede protestante" (Ulster Covenant, Settembre 1912), firmato da duecentotrentasettemila uomini, in cui si impegnavano a resistere con tutti i mezzi, legali o illegali, ad un eventuale autogoverno dell'Irlanda, creando una forza armata per dimostrare la loro determinazione: la Ulster Volunteer Force (U.V.F., Forza Volontaria dell'Ulster, Gennaio 1913).
    Per reazione anche i nazionalisti irlandesi moderati dell' I.P.P. dovettero costituire una milizia (Irish Volunteers, Volontari Irlandesi, Novembre 1913) in cui ebbero però un ruolo preminente i Repubblicani della I.R.B.. Nello stesso Novembre 1913 un grande sciopero operaio a Dublino portò alla costituzione della Irish Citizen Army (I.C.A., Esercito Civico Irlandese), guidato dal socialista rivoluzionario e nazionalista James Connolly (1868-1916).
    Mentre l'Home Rule avanzava nel suo iter parlamentare la situazione divenne sempre più tesa: i Conservatori inglesi, spalleggiati dall'aristocrazia e dalla casta degli ufficiali di carriera, appoggiarono apertamente le illegalità degli Unionisti dell'Ulster, che costituirono un Governo Provvisorio (Settembre 1913), e che nell'Aprile 1914, cogliendo di sorpresa la polizia, riuscirono a farsi arrivare a Belfast 40.000 fucili da guerra dalla Germania. La maggioranza degli ufficiali dell'esercito britannico in Irlanda si dichiararono non disponibili a reprimere gli Unionisti. L'intero Regno Unito sembrava scivolare verso la guerra civile. Quando in Luglio a Dublino anche agli Irish Volunteers giunse un carico di armi tedesche i soldati di un reggimento britannico spararono sulla folla uccidendo quattro persone.
    Lo scoppio della prima guerra mondiale (29 Luglio 1914) salvò il Regno Unito dalla guerra civile: l'Home Rule per l'Irlanda divenne legge nell'Agosto, ma la sua entrata in vigore venne sospesa a tempo indeterminato, a causa della guerra. Agli Unionisti dell'U.V.F. venne concesso di costituire una propria divisione nell'esercito britannico sul Fronte occidentale; anche i dirigenti nazionalisti moderati dell'I.P.P. incitarono i membri degli Irish Volunteers ad arruolarsi nell'esercito britannico: ne seguì la rottura tra Irish Volunteers e I.P.P..

  4. #14
    Klearchos
    Ospite

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    Seamus Heaney

    Il cantore dei valori d'Irlanda
    Nota introduttiva:
    Tutte le poesie di Seamus Heaney tradotte e pubblicate in questa sede sono protette dal copyright Ripostes (Gli uomini sono una beffa degli angeli, 1993) e E. Passannanti (La livella a spirito, 2000).
    (erminia.passannanti@talk21.com)

    N.B. 12 poesie di Seamus Heaney, nella traduzione in italiano di Erminia Passannanti, sono incluse nell'antologia di poesia britannica contemporanea, edita dalla stessa per Ripostes, dal titolo Gli Uomini sono una beffa degli angeli (1995), in cui compaiono, tra gli altri, Ted Hughes, Derek Manhon, Tom Paulin, Geoffrey Hill, Michael Longley, Selima Hill.

    Si ringraziano Faber & Faber e Mondadori.
    NORD
    [Poesie scelte da North, 1975: Traduzione di Erminia Passannanti, Ripostes © 1993 ]

    Punizione
    Sento la tensione
    del capestro alla sua nuca,
    il vento contro il petto
    nudo.
    Rende i suoi capezzoli
    perle d’ambra,
    scuote la fragile struttura
    delle sue costole.

    Vedo il suo corpo annegato
    nella palude,
    la pesante pietra,
    i rametti e i fuscelli galleggianti,
    sotto cui dapprima
    era un arboscello scortecciato
    estratto dalla melma –
    ossa di quercia, cervello a barilotto,
    la testa rasata
    simile a stoppia di granturco,
    gli occhi bendati da un lino lercio,
    il cappio un anello
    per cingere le memorie
    dell’amore.
    Piccola adultera,
    prima che ti punissero
    avevi cepelli biondi come l’oro,
    eri denutrita e la tua faccia
    imbrattata di pece era bellissima.
    Mia povera vittima,
    quasi ti amo,
    ma avrei scagliato, lo so,
    la pietra del silenzio.
    Io sono l’abile voyeur
    delle onde scurite ed esposte
    del tuo cervello, del tessuto
    ritorto dei tuoi muscoli
    e di tutte le tue ossa numerate,
    io che ristetti ammutolito
    quando le tue sorelle traditrici
    imbrattate di pece
    piansero presso il cancello,
    io che sarei stato complice
    dell’oltraggio civilizzato,
    capisco tuttavia l’esatta, tribale
    ed intima vendetta.
    [Gli uomini sono una beffa degli angeli. Poesia britannica contemporanea., Ripostes, 1993, p. 43-44]


    altro su http://www.fucine.com/network/fucine...?articleid=824

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da legio_taurinensis Visualizza Messaggio
    Sì, quello sì, tanto che nella stessa IRA non erano tutti marxisti, mi domandavo solo se la corrente nazionalista non di sinistra avesse un movimento politico di riferimento.
    Assolutamente!
    L'IRA non nasce ideologicamente marxista, anzi, l'IRA nasce nazionalista ed identitaria. L'avvento del marxismo all'interno del movimento di liberazione dell'irlanda del nord è degli anni '60 - '70 e sfociò poi nella spaccatura fra Official (marxisti) e Provisional (nazionalisti)
    Quanto ai riferimenti politico-partitici, l'IRA e tutto il movimento indipendentista si riconobbero in SinnFein sebbene ognuno con sfumature diverse. Differenze che oggi sono visibili nella divisione IRA vs RIRA.

    Tuttavia la questione è di difficile interpretazione secondo gli schemi consueti destra sinistra o marxisti nazionalisti, poichè in Irlanda coesistevano tutte queste correnti. Basti pensare alle discriminazioni nel mondo del lavoro che spinsero verso "sinistra" la lotta d'indipendenza. Al contempo la questione identitaria e religiosa di "destra" è sempre stata presente dai tempi di Brian Boru.
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  6. #16
    Klearchos
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    "Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".

    Bobby Sands

  7. #17
    Klearchos
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    Bobby Sands

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    Bobby Sands , vero nome Robert Gerard Sands (Belfast, 9 marzo 1954Long Kesh, 5 maggio 1981) è stato un attivista nordirlandese. Morì durante lo sciopero della fame del 1981, nella prigione di Long Kesh, conosciuta col nome di Maze, nei pressi di Lisburn.
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    Biografia [modifica]

    Nato ad Abbots Cross, sobborgo settentrionale di Belfast e cresciuto nel quartiere a maggioranza protestante di Rathcoole, si trasferì diverse volte con la sua famiglia a causa delle costanti intimidazioni subite dai Lealisti protestanti, nonostante non sia stato mai chiaro se i Sands fossero cattolici, dato che il loro cognome deriva dal nonno paterno di Bobby, che era protestante. Lasciata la scuola, Bobby Sands divenne un apprendista capo cantiere, finché non fu costretto a lasciare, per le minacce dei lealisti.
    Nel 1972, all'apice dei tumulti aderì al PIRA (Provisional Irish Republican Army), e divenne membro del Primo Battaglione della Brigata Belfast ma nello stesso anno venne arrestato e rimase in carcere senza processo fino al 1976.
    Al suo rilascio fece ritorno in famiglia, a Twinbrook nella parte ovest di Belfast, dove divenne un attivista della comunità. Era fuori di prigione da solo un anno quando venne nuovamente arrestato. Anche se le accuse più gravi a suo carico vennero lasciate cadere, venne processato per possesso di armi da fuoco (lui e altri quattro erano in una autovettura nella quale venne rinvenuta una pistola) nel settembre 1977 e condannato a 14 anni di carcere.
    Sands scontò la pena nel carcere di Long Kesh, ribattezzato dagli inglesi Maze, quando avevano costruito la parte nuova del carcere, costituita da 8 edifici a forma di H, che divennero tristemente noti come H-Blocks, "Blocchi H". In prigione Sands divenne uno scrittore di giornalismo e poesia, i cui articoli, critti su pezzi di carta igienica e fatti uscire dal carcere con numerosi stratagemmi, vennero pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News. All'inizio dello sciopero della fame del 1980 Sands, già PRO (Public Relations Officer) dei detenuti, venne scelto come OC (Officer Commanding), ufficiale comandante dei prigionieri dell'IRA a Long Kesh. Divenne anche un cattolico sempre più zelante, che un giorno (secondo lo scrittore e politico irlandese, Conor Cruise O'Brien) ricevette la visita di un sacerdote della contea di Kerry che gli portò un'icona di "Nostra Signora", la quale, gli disse, avrebbe dato a Sands la forza di liberare il suo "popolo oppresso" (in Irlanda del Nord).
    I prigionieri dell'IRA avevano organizzato una serie di proteste per cercare di riottenere lo status di prigionieri politici che gli inglesi avevano abolito per tutti i crimini commessi dopo il 1 marzo 1976, e non essere soggetti alle normali regole carcerarie. Queste iniziarono con la blanket protest ("protesta delle coperte") nel 1976, quando i prigionieri si rifiutarono di indossare le uniformi e indossavano solamente una coperta. Nel 1978 i detenuti iniziarono la dirty protest ("protesta dello sporco" ),escalation della protesta, che vide i prigionieri vivere nello squallore. Essi spalmavano gli escrementi sui muri delle celle e buttavano l' urina sotto le porte, poiché venivano picchiati duramente dai secondini quando lasciavano le celle per andare al bagno. Dopo più di 4 anni di vita in condizioni disumane, i detenuti decisero di risolvere la questione una volta per tutte e il 27 ottobre 1980 iniziarono il primo sciopero della fame. Guidati da Brendan Hughes, OC dei detenuti dell'IRA, sette detenuti (6 dell'IRA e 1 dell'INLA) digiunarono per 53 giorni fino al 18 dicembre, quando, con uno di loro (Sean McKenna) in fin di vita, decisero di terminare il digiuno sulla base di indefinite promesse del governo britannico che, una volta finito lo sciopero, non mise in pratica i cambiamenti annunciati nel regime carcerario.
    Il secondo sciopero della fame iniziò quando Sands, diventato OC al posto di Hughes all'inizio del primo sciopero, rifiutò il cibo il 1 marzo 1981. Sands decise che gli altri prigionieri avrebbero dovuto unirsi allo sciopero ad intervalli regolari, allo scopo di aumentare l'impatto "pubblicitario", con i prigionieri che peggioravano costantemente e morivano su un arco di molti mesi.
    Poco dopo l'inizio dello sciopero, Frank Maguire, membro del parlamento britannico per Fermanagh-South Tyrone (un repubblicano irlandese indipendente) morì e si svolse un'elezione suplettiva. Sands venne nominato come candidato anti-H-Block, e vinse il seggio il 9 aprile 1981 con 30.492 voti, contro i 29.046 del candidato dell'Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Il Governo britannico cambiò la legge poco dopo, introducendo il Representation of the People Act. Questo proibiva ai prigionieri di partecipare alle elezioni, e richiedeva un periodo di cinque anni dal termine della pena, prima che un ex detenuto potesse candidarsi.
    Tre settimane dopo, Sands morì di inedia nell'ospedale della prigione, dopo 66 giorni di sciopero della fame. L'annuncio della sua morte diede il via a diversi giorni di rivolta nelle zone nazionaliste dell'Irlanda del Nord. Oltre 100.000[1] persone si schierarono lungo il percorso del suo funerale, dalla casa di Sands a Twinbrook, West Belfast, fino al cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i volunteers dell'IRA di Belfast. Sands fu membro del Parlamento di Westminster per venticinque giorni — uno dei mandati più brevi della storia. Lasciò i genitori, i fratelli (una sorella, Bernadette, era all'epoca latitante nell'Eire e avrebbe poi sposato Michael McKevitt, Quartiermastro Generale della Provisional IRA che, nel 1996, in disaccordo con la strategia del processo di pace elaborata da Gerry Adams e Martin McGuinness, aveva lasciato l'organizzazione per dare vita, con altri dissidenti, alla Real IRA, responsabile nel 1998 della strage di Omagh) e un figlio piccolo, Gerard, nato dal suo matrimonio che era finito durante il suo secondo periodo in carcere.
    Altri nove uomini (6 dell'IRA e 3 dell'INLA) morirono dopo Bobby Sands tra maggio e agosto del 1981. Gran parte dei repubblicani irlandesi e dei simpatizzanti dell'IRA guardarono a Sands e agli altri nove come a dei martiri che resistettero all'intransigenza del governo britannico, e molti nazionalisti irlandesi che disapprovavano l'IRA, furono scandalizzati dalla posizione del governo britannico.
    La copertura mediatica che circondò la morte di Bobby produsse un nuovo flusso di attività dell'IRA, che ottenne molti nuovi membri e incrementò la sua capacità di raccogliere finanziamenti. Molte persone si sentirono spinte ad aiutare a spezzare la connessione britannica aiutando l'IRA, non vedendo altre opzioni dato l'atteggiamento intransigente dei politici britannici nei confronti dell'Irlanda. I numerosi successi elettorali conseguiti durante lo sciopero spinsero il movimento repubblicano a muoversi verso la politica, e indirettamente spianarono la strada all'Accordo del Venerdì Santo e al successo elettorale del Sinn Féin molti anni dopo. Bobby Sands scrisse uno splendido libro in cui narra l'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta intitolato "Un giorno della mia vita". Estremamente significativa è la frase che pronuncio' Bobby Sands riferendosi agli anni della sua adolescenza: "Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".

    La produzione letteraria [modifica]

    La straordinaria produzione letteraria di Bobby Sands può considerarsi racchiusa in tre grandi opere e in un periodo di tempo che va dalla sua prima detenzione nella Cage 11 (le cages si erano baracche prefabbricate che si trovavano nella parte vecchia del carcere di Long Kesh) alla sua prematura morte nei Blocchi H del carcere di Maze.

    Opere [modifica]


    Commemorazioni in altre nazioni [modifica]

    Ad Hartford (Connecticut) nel 1997 venne dedicato un monumento a Bobby Sands e agli altri scioperanti. Il monumento si trova in una rotatoria nota come "Bobby Sands Circle", alla fine di Maple Avenue, nei pressi di Goodwin Park (link).
    Il sindacato dei portuali di New York annunciò un boicottaggio di 24 ore delle navi britanniche.
    Lo stato del New Jersey votò 34 a 29 una risoluzione in cui si onorava il coraggio e l'impegno di Bobby Sands.
    Oltre 1.000 persone di riunirono nella Cattedrale di San Patrizio a New York, per ascoltare il Cardinale Cook celebrare una messa di riconciliazione per l'Irlanda del Nord. I bar irlandesi in città osservarono due ore di chiusura in segno di lutto.
    Nel 2001 un memoriale dedicato a Sands e agli altri scioperanti venne inaugurato a L'Avana, Cuba (link).
    A Milano, 5.000 studenti bruciarono la Union Jack e urlarono "Libertà per l'Ulster", durante una manifestazione.
    A Gand gli studenti invasero il consolato britannico.
    A Parigi, migliaia di persone marciarono dietro a grandi ritratti di Sands, to chants of 'The IRA will conquer.'
    La città di Le Mans ha dedicato una via a Sands, così come il dipartimento di St Denis a Parigi.
    Lo Standard di Hong Kong disse che fu "triste che i successivi governi britannici non siano riusciti a porre fine all'ultima delle guerre religiose in Europa."
    L'Hindustan Times disse che Margaret Thatcher aveva permesso a un membro del parlamento di morire di inedia, un incidente che non era mai avenuto "in una nazione civile".
    Ad Oslo, dei dimostranti tirarono un palloncino riempito di salsa di pomodoro contro la Regina Elisabetta II.
    In India, i membri dell'opposizione nella Camera Alta, osservarono un minuto di silenzio.
    In Unione Sovietica, la Pravda descrisse l'accaduto come "un'altra tragica pagina della triste storia di oppressione, discriminazione, terrore e violenza in Irlanda".
    Nelle partite di calcio dell'Old Firm a Glasgow, i tifosi del Rangers F.C. cantano Could you go a chicken supper, Bobby Sands?, come scherno verso i tifosi del Celtic F.C., che simpatizzano con la causa repubblicana.
    A Teheran, Iran durante i primi giorni della rivoluzione islamica del 1979, gli studenti rivoluzionari simpatizzanti con Sands, cambiarono il nome della via in cui si trovava l'ambasciata britannica, da Winston Churchill street a Bobby Sands street. Questo nome esiste tutt'oggi, nonostante gli sforzi del governo britannico per farlo cambiare.
    L'album Endangered Species, dell'australiano Eric Bogle, include una canzone intitolata The Sign, che descrive i suoi pensieri dopo aver visto molti anni prima un graffito con la scritta "Free Bobby Sands" a Christchurch, Nuova Zelanda.
    Il gruppo francese Soldat Louis ha composto una canzone intitolata "Bobby Sands", in memoria appunto del patriota irlandese.

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  8. #18
    legio_taurinensis
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    Assolutamente!
    L'IRA non nasce ideologicamente marxista, anzi, l'IRA nasce nazionalista ed identitaria. L'avvento del marxismo all'interno del movimento di liberazione dell'irlanda del nord è degli anni '60 - '70 e sfociò poi nella spaccatura fra Official (marxisti) e Provisional (nazionalisti)
    Quanto ai riferimenti politico-partitici, l'IRA e tutto il movimento indipendentista si riconobbero in SinnFein sebbene ognuno con sfumature diverse. Differenze che oggi sono visibili nella divisione IRA vs RIRA.

    Tuttavia la questione è di difficile interpretazione secondo gli schemi consueti destra sinistra o marxisti nazionalisti, poichè in Irlanda coesistevano tutte queste correnti. Basti pensare alle discriminazioni nel mondo del lavoro che spinsero verso "sinistra" la lotta d'indipendenza. Al contempo la questione identitaria e religiosa di "destra" è sempre stata presente dai tempi di Brian Boru.
    Thanks Pretor!
    Mi serviva solo capire se la corrente nazionalista, oltre all'IRA, avesse un referente partitico.
    Perfetto.

    Tempo fa girava sul forum una ragazza irlandese che ci aggiornava sulla situazione irlandese e dei prigionieri politici ancora detenuti. Where is ?

  9. #19
    MORS TUA VITA MEA.
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    Assolutamente!
    L'IRA non nasce ideologicamente marxista, anzi, l'IRA nasce nazionalista ed identitaria. L'avvento del marxismo all'interno del movimento di liberazione dell'irlanda del nord è degli anni '60 - '70 e sfociò poi nella spaccatura fra Official (marxisti) e Provisional (nazionalisti)
    Quanto ai riferimenti politico-partitici, l'IRA e tutto il movimento indipendentista si riconobbero in SinnFein sebbene ognuno con sfumature diverse. Differenze che oggi sono visibili nella divisione IRA vs RIRA.

    Tuttavia la questione è di difficile interpretazione secondo gli schemi consueti destra sinistra o marxisti nazionalisti, poichè in Irlanda coesistevano tutte queste correnti. Basti pensare alle discriminazioni nel mondo del lavoro che spinsero verso "sinistra" la lotta d'indipendenza. Al contempo la questione identitaria e religiosa di "destra" è sempre stata presente dai tempi di Brian Boru.
    Grazie delle spiegazioni..
    Sapevo infatti del parallelismo IRA ("strada" militare) e sinn fèin ("strada" parlamentare), ed entrambe le formazioni, spesso sovrapponibili e contigue, erano dei contenitori dove al loro interno collaboravano diverse forze di varia estrazione...

  10. #20
    Klearchos
    Ospite

    Predefinito

    La questione irlandese: destra o sinistra?

    http://forum.irlandando.it/irlanda-d...inistra-2.html

 

 
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