Conti, necessari 10 miliardi l'anno
P. Schioppa:"Portare bilancio in pari"
Nel prossimo triennio, dal 2009 al 2011, ci sarà bisogno di recuperare almeno 10 miliardi l'anno per annullare il disavanzo e per le spese di infrastrutture, Poste, Fs e contratti pubblici: lo ha detto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa nel suo intervento alla Scuola di Polizia Tributaria. L'obiettivo di riportare i conti in pareggio a fine legislatura "rimane fermo e irrinunciabile" per il governo, ha sottolineato.
"Solo con un bilancio in pareggio potremo assicurare, negli anni a venire, un alleggerimento sufficientemente rapido del debito pubblico, un fardello che ci sottrae ogni anno risorse urgenti e grava sul futuro del Paese" ha ribadito Padoa-Schioppa.
"Le entrate che stiamo recuperando con i successi sul fronte della lotta all'evasione dobbiamo predestinarle a ridurre le tasse sulle famiglie e alle imprese" ha ribadito, aggiungendo che il governo non "può e non vuole far fronte a questo impegno aumentando le tasse".
"Il carico fiscale che grava sui cittadini e sulle imprese che adempiono al loro dovere è già elevato e dobbiamo prefiggerci, come stiamo facendo, di ridurlo. Insomma - ha concluso - non abbiamo altra strada che il contenimento della spesa pubblica".
Dei 10 miliardi che bosognerà recuperare ogni anno, ha aggiunto il titolare di via XX settembre, almeno 7-8 miliardi (pari a circa mezzo punto percentuale di Pil), saranno destinati alle correzioni strutturali di bilancio necessarie per annullare il disavanzo.
E riguardo a nuovi "tesoretti" il ministro ha già avvisato che non ce ne saranno: le entrate impreviste dovranno essere destinate "in prima istanza al risparmio pubblico e alla restituzione fiscale".
"BASTA PARLARE DI FANNULLONI"
Il ministro ha poi preso la parola anche in merito all'acceso dibattito sul pubblico impiego, rilanciato dal presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. "Non serve parlare ancora di fannulloni è indispensabile una nuova politica di impiego del personale pubblico" ha detto.
"Spesso l'inefficienza non nasce da una cattiva volontà degli amministratori o degli impiegati pubblici, invece non si è parlato abbastanza di uffici pletorici in sè, a prescindere dall'applicazione al lavoro di chi vi è impiegato".
Padoa-Schioppa ha poi insistito sulla necessità di migliorare la qualità della spesa pubblica e ha evidenziato che "ci sono campi e settori nei quali spendere meglio significa cambiare l'organizzazione, le strutture operative e le modalità di impiego del personale".
Il ministro, non manca di guardare al prossimo futuro, quando quasi 100 mila dipendenti pubblici ogni anno andranno in pensione.
"Abbiamo una grande occasione per snellire le strutture e immettere personale qualificato là dove ve ne è più bisogno", ha osservato, aggiungendo che è necessario "rivedere il sistema di contrattazione, premiare maggiormente il merito, incentivare la mobilità e riqualificare la forza lavoro": sono, questi, i "passi obbligati per aumentare la produttività del settore pubblico".
E per rendere meglio l'idea, Padoa-Schioppa ha puntato su una metafora: "E' come se una famiglia continuasse a comprare pannolini, oltre che libri, al figlio divenuto quindicenne", sintetizza descrivendo un atteggiamento che "si manifesta ogni anno anche in occasione della manovra di bilancio": la Finanziaria, in cui "gli sforzi inesorabilmente convergono sulla richiesta di risorse aggiuntive", diventa "l'illusoria soluzione di tutti i mali".
http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/a...lo391016.shtml




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