Molti non lo sanno, ma lunedì prossimo la giunta per le elezioni del Senato deve dare il suo responso definitivo sul ricorso fatto dagli esponenti della Rosa nel pugno, che non ha ottenuto alcun seggio a Palazzo Madama, contro il presunto sbarramento nazionale al 3% previsto dal porcellum (si contesta che tale norma non sia valida, dato che il senato è eletto su base regionale).
Se il ricorso venisse accolto, otto senatori perderebbero il loro seggio, sei della maggioranza e due dell'opposizione.
La cosa interessante è che, tra i senatori della maggioranza, uno tra quelli che dovrebbe abbandonare il Senato è proprio Franco Turigliatto, il dissidente di Rifondazione, il cui seggio andrebbe a un radicale (Bernardini o Pannella).
Gli altri cinque dell'Unione dovrebbero essere tre diessini e due dl, al loro posto subentrerebbero sempre radicali e socialisti (tra cui Intini).
I due della CDL che dovrebbero lasciare sono Izzo di FI e Coronella di AN.
E, udite udite, al loro posto entrerebbero un certo Conte (uomo di De Michelis e che ha da poco aderito alla costituente socialista) e il centrista Marotta, fedele di Follini, che ora è nel PD.
Per riepilogare, in uno scenario del genere avremmo: un dissidente in meno, una componente laica e socialista più corposa e, soprattutto, due voti in più per la maggioranza e due in meno per l'opposizione.
Stiamo a vedere cosa succede, potrebbe essere una svolta decisiva per la risicata maggioranza che Prodi ha in Senato.




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